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Vallanzasca. Gli angeli del male

Vallanzasca. Gli angeli del male

4.5

Regia di Michele Placido


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Descrizione

1985. Vallanzasca Renato, matricola 38529H, nato a Milano il quattro maggio 1950, è rinchiuso in una cella di isolamento nel braccio di rigore della casa circondariale di Ariano Irpino. La sua propensione per il crimine si era rivelata sin da bambino quando, a nove anni, con la sua piccola banda libera una tigre da un circo. Così piccolo, ha già la stoffa del leader. Gli altri ragazzini, Enzo, Giorgio e Antonella, la "sorellina" venuta da Napoli, pendono dalle sue labbra. E quella prima ragazzata, che gli apre le porte del carcere minorile, segnerà la sua strada per sempre. Una volta uscito, dai piccoli furti nel quartiere passerà in rapida escalation alle rapine, ai sequestri di persona, agli omicidi. Renato Vallanzasca diventa "il boss della Comasina".

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Recensioni degli utenti


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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 12 recensioni)


4.0Esplosivo!, 19-05-2012
di C. Motta - leggi tutte le sue recensioni

Il film è interamente basato sul libro "Il fiore del male" scritto a quattro mani da Renato Vallanzasca e Carlo Bonini e racconta la vita di Renato e della banda con un ritmo incalzante mescolando azione, tensione, simpatiche gag ma anche e ovviamente violenza. Lo spettatore si trova coinvolto nella vicenda e non sempre riesce a rendersi conto di vedere il mondo dalla parte del "cattivo", così come nel libro, ci si trova a vivere la vita come fosse un'avventura.

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4.0Il diavolo Vallanzasca mostrato senza coda., 28-09-2011
di S. Tatarano - leggi tutte le sue recensioni

Quando è uscito questo film, le critiche sono state tutte insopportabilmente infarcite di giudizi moralistici, nessuna improntata su valutazioni di carattere tecnico.
Si è gridato allo scandalo in quanto dalla lettura di Placido non giungerebbe una condanna sufficientemente forte al bandito, ma a ben vedere dietro questa considerazione si nasconde un problema molto più profondo di quello che sembra: non -solo e semplicemente- l'incapacità di alcuni di rispettare l'arte (e basterebbe questo a ritenere la critica inaccettabile), ma anche la voglia di veder descrivere i personaggi senza vie di mezzo, o di qua o di là. Insomma, se sono brutti e perfidi, non possono mica avere sentimenti. Rimane deluso chi si aspetta di vedere rappresentato Vallanzasca con un forcone, le corna e la coda.
Quanto al "buon esempio da imitare" (ci bastano ogni sera sulla RAI i miracoli di Padre Pio), va detto che se qualcuno non è in grado di distinguere tra realtà e rappresentazione artistica, la responsabilità non può essere degli attori e del regista.
Il problema, dunque, non sembra essere nella scelta di descrivere la vita di un bandito, ma nel fatto che si sia scesi un po' più in giù della sparatoria e dei cazzotti, evidenziando debolezze e drammi umani che possono aver inciso o meno sulla vita violenta di un uomo così fuori dagli schemi oppure mettendo in luce codici e valori (sballati) di una persona che oggi si trova a dover fare i conti con 40 anni di vita dentro ad un carcere.
Si sa che gridare alla vergogna in nome della lotta ostentata ai cattivi è il modo migliore per essere iscritti nella categoria dei buoni, ma forse è giunto davvero il momento di smetterla con la retorica.
Eccellente Rossi Stuart.


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2.0A me non è piaciuto, 08-09-2011
di M. Bartolozzi - leggi tutte le sue recensioni

Avevo abbastanza apprezzato Placido in "Romanzo Criminale" (anche se la serie TV è dieci spanne superiore), ma questo film non mi è piaciuto assolutamente.
Più che la storia di Vallanzasca pare un bignami della sua vita, tralasciando buona parte delle persone che gli sono state intorno in quegli anni e cercando di inserire più episodi possibili della sua vita avventurosa.
Forse sarà che ho letto diversi libri sull'argomento e ciò ha reso, ai miei occhi, il film superficiale e troppo tirato via.


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5.0Magnifico Stuart!, 19-08-2011
di V. Menga - leggi tutte le sue recensioni

Dopo "Romanzo Criminale", Placido torna a dirigere un altro gangster-movie all'italiana che racconta unìaltra pgina nera della storia italiana. E lo fa magistralmente con la storia di Renato Vallanzasca, il "bel Renè" che negli anni '70 ha sconvolto il nord italia con le sue rapine e i suoi spettacolari sequestri. Il bandito è interpretato MAGNIFICAMENTE da un ineguagliabile Kim Rossy Stuart.
Imperdibile!


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4.0Ottimo, 08-07-2011
di V. Scalas - leggi tutte le sue recensioni

Un film molto carino, di cui l'unico rammarico sta nel riuscire esattamente a seguirne tutte le tappe. Accadono diverse cose; la storia condensata in un lasso di tempo molto lungo, di conseguenza non è rimasto molto spazio per dettagli.
Bravo kim rossi stuart e gli altri attori, placido ha messo su un film che, visto come siamo messi ultimamente, non si direbbe neanche essere italiano


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4.0Il bel Renè, 04-07-2011
di I. Funicelli - leggi tutte le sue recensioni

Dopo Romanzo Criminale, Placidio ci riporta un altro capitolo tragico dell'Italia degli anni settanta, la storia di Vallanzasca o il bel Renè come lo chiamavano allora, un personaggio scomodo, un criminale condannato a 290 anni di reclusione.
Placido ha fatto centro un'altra volta, bravi gli attori e molto realistica la trama e le ambientazioni.
Un altro film che consiglio


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5.0Un capolavoro, 25-05-2011
di R. Bosetti - leggi tutte le sue recensioni

Quel genio di Michele Placido anche stavolta ci regala un capolavoro sociale e cinematografico, dedicando un film a Vallanzasca: questo personaggio così politicamente scorretto, immorale e riprovevole quanto affascinante e carismatico, e riesce a farlo senza cadere nel film-documentario o nel mitizzare il personaggio.

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4.0Attraverso i suoi occhi, 07-05-2011
di V. Bruno - leggi tutte le sue recensioni

Un film stupendo, per non parlare dell'interpretazione artistica degli attori e del grande Michele Placido. Un racconto di storia, di vita... Attraverso il "lato oscuro più pronunciato" di Renato Vallanzasca. Un film che consiglio vivamente di vedere, soprattutto agli appassionati del cinema dossier!

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5.0Da vedere ma non imitare, 29-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Fronte - leggi tutte le sue recensioni

Si può raccontare la vita di uno dei puù feroci banditi del nostro paese senza correre il rischio di mitizzarlo? Beh, Michele Placido c'è riuscito, e anche per ben due volte, direi. Dopo "Romanzo Criminale", ecco "Vallanzasca", che ci mostra un personaggio discutibile dal punto di visto morale, riprovevole dal punto di vista sociale, ma indubbiamente carismatico e affascinante.

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5.0Placido e Vallanzasca, 15-04-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di R. Di ruocco - leggi tutte le sue recensioni

Bellissimo... Entrato nella mia videoteca dei preferiti.
Placido è un genio.


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