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Il vagabondo delle stelle

Il vagabondo delle stelle

di Jack London


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Descrizione

Siamo nel braccio della morte a San Quentin, in California, dove il protagonista viene regolarmente sottoposto a torture e costretto in una camicia di forza. Con straordinaria autodisciplina riuscirà a trasformarsi in uno sciamano capace di attraversare le barriere del tempo come muri di carta. Ultimo romanzo di Jack London, "Il vagabondo delle stelle" apparve per la prima volta nel 1915.

Dettagli del libro

  • Titolo: Il vagabondo delle stelle
  • Autore: Jack London
  • Traduttore: Manferlotti S.
  • Editore: Adelphi
  • Collana: Gli Adelphi
  • Edizione: 3
  • Data di Pubblicazione: Maggio 2005
  • ISBN: 8845919706
  • ISBN-13: 9788845919701
  • Pagine: 400
  • Formato: brossura
  • Reparto: Narrativa > Fantascienza

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 7 recensioni)


5.0Un viaggio meraviglioso nella vita, 11-08-2011
di G. Chiaramonte - leggi tutte le sue recensioni

«Jack London ha concluso la sua carriera di scrittore in grande stile. Il vagabondo delle stelle è uno dei libri più belli che siano mai stati scritti. Si può sfuggire al dolore della camicia di forza in una prigione americana all'inizio del'900? Sì, se si è un vagabondo delle stelle! Il protagonista di questa bellissima storia attraversa lo spazio e il tempo con la mente e rivive le sue vite passate. Grande romanzo con una fortissima critica alla pena di morte. Imperdibile!»

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5.0Il vagabondo delle stelle, 28-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di P. Truzzi - leggi tutte le sue recensioni

«Strana bestia, la fama. Questo scrittore è celebre per aver creato zanna bianca e non per questo classico della letteratura. Giocato su due registri che la sapiente penna di London riesce a far convivere (abbastanza) armoniosamente. La storia "reale" ed immanente, di Darrell Standing, il condannato a morte per futili motivi, e di tutta la sua vita carceraria. Carcere dove entra non per futili motivi (uccide un uomo per amore) ma dove si scontra con l'ottusità di quel mondo, con le sue false regole, con il direttore ed i secondini che cercano in tutti i modi di fiaccarne la caparbietà. Questa è la parte di denuncia, nata dalla volontà di London da una parte di descrivere un mondo da lui sfiorato in gioventù e dall'altra di dare una mano ad un suo amico, Ed Morrell, realmente imprigionato e che realmente vive le quotidiane angherie di carcerieri e carcerati. Su questo filone, si innesta la poesia del detenuto che, per sfuggire a queste torture trova il modo di "uscire da sé stesso", quasi di auto-ipnotizzarsi. Ed in questo stato "comatoso", di rivivere tutte le sue vite passate. Qui bisogna fare un piccolo salto nel percorso piano della logica, accettando questo spirito vagante, che attraversa tutte le ere del mondo. Non è nelle corde del reale. E non è neanche nelle corde di filosofie orientaleggianti sottese alla metempsicosi (tra l'altro, qui London fa un po' di tirate filosofiche che sono forse la cosa che meno mi è piaciuta del libro) . Ma una volta accettato questo modo di fuggire dal presente per non esserne travolto, quanta bellezza in tutte queste vite che si innestano una sull'altra, andando su e giù per il tempo e per lo spazio. Quanto sono belli tutti questi micro-racconti che come rami vivi di un grande albero, si innalzano per raccontarci le tante (anche se non tutte) storie dello spirito-Darrell. Come altri meglio di me hanno scritto, sembra di avere tra le mani un martirologio, dove in ogni storia dello spirito-Darrell c'è sempre qualcosa che va male. In fondo, in tutte le sue vite Darrell non fa che morire ogni volta. Più o meno crudelmente. Più o meno di sua volontà. E quando non muore di morte violenta, quasi ne cita i passi salienti ma sorvola un po' . Quasi che il suo interesse sia proprio quello di far vedere la sofferenza. E l'ottusità dell'uomo. Sia dell'uomo Darrell, che a volte ottusamente va verso la morte. Sia del resto dell'umanità. Volano le sue vite, dalla Francia settecentesca, dove muore in duello, al Missouri ottocentesco, dove muore massacrato dagli indiani, da un'imprecisata Corea alla bella storia del vichingo diventato soldato (e cittadino) romano e del suo incontro con Pilato e Gesù nella Gerusalemme occupata (e questa è forse la storia più intensa, dove London, oltre a sentirsi partecipe, non cade nel trabocchetto letterario di cambiare il passato; non è sua intenzione fare un'ucronia, ma raccontare degli uomini e delle loro passioni) . Fino a riecheggiare il Robinson del naufragio ed altri archetipi letterari. L'immagine più tenera a me l'ha data comunque quando, troglodita ai tempi della tigre dai Denti a Sciabola, la sua donna si stringe a lui per non farlo andare in situazioni di morte certa. Che dolcezza in quella stretta. Dolcezza che poi permette a London di fare anche una bella tiratina sulle donne e sul fatto che, in realtà, sono poi loro il motore della vita. La sua penna riesce a saltare dallo ieri e dall'altro ieri al presente, con moti di scivolamento che non danno nessuna rottura all'unitarietà della trama. Insomma, mi è piaciuto, l'ho trovato leggibile anche a distanza di quasi cento anni. E mi ha rimandato due cose: l'immutabilità (purtroppo) di certe situazioni carcerarie (così come, pur lievemente, ho avuto modo di toccare durante i miei seminari) e la forza di volontà del proprio essere, che, di fronte al bivio tra perire o soccombere, trova il modo di volare via e, in definitiva, di non morire mai. »

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5.0Evasione, 15-07-2011
di C. Adriani - leggi tutte le sue recensioni

«Romanzo che racconta il dramma di un prigioniero condannato alla pena capitale, rinchiuso in cella di isolamento e sottoposto alle peggiori torture, costretto dalla camicia di forza. In queste occasioni l'inerme protagonista finisce per abbandonarsi a se stesso, trovando la propria disperata via di fuga: l'evasione mentale.»

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5.0Nota di misticismo, 08-07-2011
di F. Parigina - leggi tutte le sue recensioni

«Un London atipico e straordinariamente originale racconta le esperienze mistico-visionarie di un recluso. All'interno della scioccante vicenda che denuncia rabbiosamente le inaudite condizioni nelle quali si trovano costretti gli "ospiti" della struttura, l'autore non manca di inserire tutti quegli elementi avventurosi per i quali è ben noto.»

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5.0Il viaggio metafisico dello spirito, 03-03-2011
di C. Miccichè - leggi tutte le sue recensioni

«"San Quentin, you' ve been livin'hell to me" cantava anni fa Johnny Cash: e un inferno è, per l'appunto, la San Quintino in cui si dimena, stretto da una camicia di forza, Darrell Standing, rinchiuso nel braccio della morte e in attesa di esecuzione. In uno dei suoi libri più poetici e visionari, Jack London offre un romanzo che nella sua parte centrale si decompone, quasi in maniera inorganica, in tante microstorie, che altro non sono che le vite precedenti del protagonista.
Ho letto l'inno alla donna delle pagine finali e ancora sento la mia pelle accapponarsi.
Romanzo straordinario, per tutte le età.
»

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3.0Il vagabondo delle stelle, 06-11-2010
di G. Maisto - leggi tutte le sue recensioni

«Il romanzo si può considerare sviluppato seguendo tre piani diversi interconnessi tra loro: la detenzione del protagonista in carcere, la scoperta di un nuovo senso del concetto di vita/morte e corpo/anima, mini racconti sulle visioni delle vite passate.
Se i primi due punti sono mirabilmente intensi, benché per aspetti diversi (il primo è crudo, realistico; il secondo squisitamente lirico), gli inserti sui ricordi delle vite precedenti, alquanto lunghi, mi hanno affaticato la lettura. Di sicuro essi hanno una stretta connessione con tutto il resto del libro, ma ammetto di averli saltati completamente (eccetto un paio) perché mi annoiavano.
»

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5.0Mistico, Sarcastico, Brutale, Accusatorio, 12-08-2010
di P. Tabellario - leggi tutte le sue recensioni

«con in sottofondo Jim Morrison che canta :
This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end.......
»

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