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Un uomo solo

Un uomo solo

di Christopher Isherwood


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Descrizione

Già negli anni Trenta, quando scrisse "Addio a Berlino", Christopher Isherwood sosteneva di voler trasformare il suo occhio di romanziere nell'obiettivo di una macchina fotografica. Ma per lungo tempo - attraverso libri molto diversi fra loro, e spesso segnati dai personaggi fittizi o reali che raccontavano l'intenzione rimase una di quelle fantasticherie stilistiche che spesso gli scrittori inseguono per tutta la vita senza realizzarle mai. E invece nel suo ultimo romanzo - questo - Isherwood trasforma una giornata nella vita di George, un professore inglese non più giovane che vive in California, in un'asciutta, e proprio per questo struggente, sequenza di scatti. Non è una giornata particolare per George: solo altre ventiquattr'ore senza Jim, il suo compagno morto in un incidente. Ventiquattr'ore fra il sospetto dei vicini, la consolante vicinanza di Charlotte, la rabbia contro i libri letti per una vita ma ormai inutili, e il desiderio di un corpo giovane appena intravisto ma che forse è già troppo tardi per toccare. Quanto basta per comporre un ritratto che non si può dimenticare, e che alla sua uscita sorprese tutti, suonando troppo vero per non essere scandaloso.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 6 recensioni)


5.0Un uomo solo, 24-07-2011
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Impossibile non cercare di compararlo alla sua versione cinematografica, è un libro acuminato perché, lungi dall'essere una riflessione solipsistica e ombelicale, è un vero e proprio romanzo sociale. George è vecchio, è straniero, è gay e l'alveo in cui è costretto a scorrere non gli appartiene: è un fiume estraneo a se stesso. L'America di Isherwood è quella degli anni '60, e quindi intere parti sono ormai coperte da polvere e ruggine, però -ché c'è un IMMENSO però- nonostante lo scorrere secco del tempo, la carica vitale di denuncia è ancora valida. Isherwood ci parla di minoranze e di guerra. Una guerra da perdere sin dall'inizio, e in cui la resistenza, al massimo, è organizzata a gruppi di due: tu e la persona che ami. Le famiglie sono destinate a fallire. E il resto del mondo ti spara contro.
Essere omosessuali era un marchio d'infamia; appartenere a minoranze etniche significava diversità escludente; e comunque esclusi e sconfitti erano alla fine anche coloro che la lotta rimanevano a farla da soli, trascinandosi dolenti e piagati in un angolo.
Un libro sul corpo, questo di Isherwood, e di un'anima fatta di muscoli e sangue.
Dolentissimo e troppo umano.
»

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4.0Un uomo solo, 21-07-2011
di A. Iolandi - leggi tutte le sue recensioni

«E' il secondo libro che leggo di Isherwood, forse quello più squisitamente realista. Un libro delicato ed essenziale. Un personaggio che ricorda nella durezza il burbero protagonista de La versione di Barney, ma che se ne discosta per la sua profonda onestà d'animo. Semplicemente bello, così come lo splendido film che ne è stato tratto.»

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4.0Un uomo solo, 03-04-2011
di M. Stolti - leggi tutte le sue recensioni

«Un'opera che non può mancare in una buona biblioteca. Il romanzo rievoca la giornata qualsiasi di un anziano professore californiano, alle prese con se stesso, i suoi studenti, e l'entusiasmo per una notte passata assieme a un giovane universitario incontrato per caso durante la giornata. La Los Angeles anni '60 è ben descritta: emerge chiaramente la chiusura rispetto all'omosessualità e il perbenismo dei "vicini di casa". Isherwood scrive molto bene e le sue riflessioni sono profonde, ma c'è qualcosa che non mi ha convinto del tutto; è come se non comunicasse al cuore. Sicuramente Yates, con una trama del genere, avrebbe scritto qualcosa di molto più coinvolgente. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che l'autore è inglese (si è trasferito in California a 35 anni) e quindi descrive una società che non è quella in cui si è formato e quindi una non appartenenza del tutto a costumi e tradizioni locali. »

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4.0Un uomo solo, 17-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di A. Leofressi - leggi tutte le sue recensioni

«La solitudine non è l'unica compagna di strada per George. Ci sono anche i ricordi che bruciano, la nostalgia per una quotidianità bel oleata, finita per sempre. C'è la rassegnata amarezza di sentirsi vedovo pur non essendo tale per tutti gli altri. Ci sono soprattutto i giorni da vivere, le ore da riempire, le aspettative da attendere. Ma intanto ti ritrovi da solo ed hai la coscienza chiara e netta che il tuo treno è passato e non ce ne sarà un altro. La scrittura non sempre è fluida, ma la storia colpisce nel segno. »

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3.0un uomo solo, 02-11-2010
di E. Cannizzo - leggi tutte le sue recensioni

«Se l’obiettivo di uno scrittore è quello di racchiudere in poche parole immagini semplici che però evocano sentimenti forti, Christopher Isherwood c’è riuscito. Sembra cogliere le scene più significative in scatti fotografici che attestano il passaggio. Momenti quotidiani che non lasciano indifferenti, ma toccano il profondo, danno un senso ad ogni gesto.»

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4.0 molto carino..., 06-08-2010
di D. Tadiotto - leggi tutte le sue recensioni

«Malinconia allo stato puro. Racconto di veloce lettura (148 pagine) ma molto intenso. La vita di un anziano omosessuale alle prese con la solitudine, la tristezza, il dolore con cui si trova a combattere dopo la morte del compagno...»

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