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L' uomo senza qualità

L' uomo senza qualità

di Robert Musil

4.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: I Meridiani
  • Data di Pubblicazione: settembre 1998
  • EAN: 9788804455813
  • ISBN: 8804455810

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 10 recensioni)

4.0Un delizioso spreco, 08-05-2012, ritenuta utile da 47 utenti su 70
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Sì, sarà sempre la solita critica, e che questo libro sia un immenso spreco lo sanno tutti, perciò non ci sarebbe alcun bisogno di dirlo. Eppure, avendo la pazienza di aspettare il tempo giusto, anche una lettura così apparentemente ingrata troverà la sua ragion d'essere e la sua gratificazione.
A me è successo. Pagine che si susseguivano, l'impressione che il tutto fosse molto bello, la certezza che ben poco mi sarebbe rimasto in mente. Eppure non posso dimenticare la virata espressiva costituita dalla seconda parte, quella in cui entra in scena la sorella sconosciuta.
Per quanto il libro mi abbia convinto assai poco, nel complesso però non mi ha deluso.
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4.0Romanzo a metà tra Otto e Novecento, 16-04-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Il complesso romanzo di Musil, ambientato nella ricca Vienna del 1913, è un affresco stupendo della società di inizio secolo, alla vigilia della Grande Guerra. Ulrich Anders è il fascinoso trentaduenne protagonista del romanzo, così pieno di qualità, eppur così privo perché non sa applicarle nella realtà, agendo. Quel che infatti rende Ulrich un 'uomo senza qualità'è il fatto di mantenersi sempre nel mondo del possibile, e mai della realtà: egli dunque non arriva mai a concludere niente (e il fallimento dell'associazione culturale-politicha chiamata 'Azione parallela' , di cui egli è il segretario, ne è la conferma) .
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4.0La macchina della vita, 28-02-2012
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Musil in questo libro riesce a compiere un impresa che in pochissimi 2 o 3 al massimo, sono riusciti a fare. Questo libro è straordinario innanzi tutto perchè non è un romanzo; se per romanzo s'intende una storia che ha un inizio e una fine e non solo perchè il manoscritto è incompleto, ma perchè all'interno Musil riesce a inventare "una macchina che genera la vita". Credo che mai nessun altro uomo sia riuscito a riprodurre se stesso, sia come singolo sia come società. Credo che nessun altro, quanto lui, sia mai riuscito a incastrare in un singolo romanzo tante personaità tra loro così diverse e di ognuna indagarne gli aspetti più profondi, e poi di nuovo, restituirle alla società e ai loro scambi interpersonali. Quello che ne vien fuori è uno spaccato quantomai verosimile della natura umana. Magistrale.
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5.0Un meraviglioso fallimento, 25-07-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 6
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Coro-grafia che non termina, che si dilunga perdendo storie, spunti, intuizioni dal sapore del miracolo, "Luomo senza qualità" di Musil è un capolavoro e, come tale, va affrontato. Si dimentichi ogni leggiadria, ogni senso di misura: Musil narra e narra e narra ancora non fermandosi, accumulando all'infinito e, com'era destinato Gadda (altro ingegnere, altro in bisticcio con il mondo), si destina a non terminare, semplicemente: perchè non termina il reale. Dunque più che per la vicenda si goda per il modo in cui essa si fa rendere: paragrafi seguono a paragrafi, capitoli seguono a capitoli, figure che s'alternano a figure in un brulichio indistinto, virtuosismo da funambolo, di storie prodigiose, d'accenni minimi, di caratteri veritieri quant'è veritiera un'anima. Destinato a mancare il proprio destino (Musil fu, in maniera da fallimento, milite, ingegnere, studente filosofico; assistente universitario, bibliotecario, redattore giornalistico, critico di teatro, narratore a tempo perso) egli dona, a chi lo sceglie, uno dei gioielli della letteratura d'ogni tempo. Si può mancare alla lettura? Lo consiglio. Prendetevi del tempo, adattatevi all'idea ed iniziate a leggerlo...
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4.0L'uomo senza qualità, 12-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Un grande libro, con qualche difetto.

All'attivo: straordinariamente intelligente, a suo modo ironico, c'è dentro tutta la cultura, la mentalità e la sensibilità della cosiddetta Mitteleuropa del 1914, è una magnifica fonte di fulminanti aforismi (e non credo sia un caso che Musil progettasse dopo averlo finito di scrivere proprio un libro di aforismi...).

Al passivo: difficile lettura, a volte davvero troppo "saggistico", più di qualche capitolo finisce per risultare pesante e indigesto, in alcuni (rari) casi il sarcasmodisprezzo verso alcuni personaggi minori sembra ingiusto o almeno esagerato.

Dubbio finale: i difetti fossero colpa almeno in parte della traduzione (o magari di uno stile troppo intraducibile)?
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3.0L'uomo senza qualità, 14-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Il libro inizia promettendo benissimo. Le prime pagine sono stupefacenti. Poi si diluisce, si dilata, si perde in eterne parentesi, incisi, digressioni, di una prolissità estenuante.
Non sono arrivata nemmeno a metà del primo volume, mi dichiaro sconfitta.
Sarà un capolavoro, ma è un capolavoro al di sopra delle mie forze.
Abbandonato nonostante le grandi speranze con cui ero partita.
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5.0L'uomo senza qualità, 06-10-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 4
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Nella mia gerarchia dei valori, viene al secondo posto, dopo la Recherche. Se vuoi capire come siamo fatti noi, uomini del secolo scorso, devi leggere questi due libri. Ogni commento nell'ordine di righe è ridicolo. Mi limito a segnalare l'incipit. Il resto vien da sè.
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4.0L'uomo senza qualità, 02-10-2010
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bello, eppure di una noia mortale! se ne avessi letto una pagina al giorno l'avrei finito molto prima. una storia senza inizio nè fine, un romanzo che naufraga narrativamente ma rimane uno spaccato eccezionale della società di fine ottocento inizio novecento.
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4.0L'uomo senza qualità , 01-10-2010
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Questo lo devo assolutamete rileggere...a suo tempo mi è piaciuto un sacco!E' molto lungo e ammetto di aver avuto delle difficoltà ma alla fine è stata una signor lettura.Questo romanzo è molto simile al "gruppo degli inetti" quindi già sapete cosa aspettarvi dal romanzo...
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4.0Ulrich l'uomo del Novecento, 25-09-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Il protagonista Ulrich, l'uomo senza qualità appunto, di professione fa il matematico, motivato nei suoi studi dal suo intenso bisogno di ricerca spassionata del vero. Ma ben presto insoddisfatto dalla vita moderna, a suo parere del tutto antitetica rispetto a questo suo sentire, si sente demotivato nel proseguire nel suo lavoro e abbandona la sua promettente carriera scientifica, prendendosi così "un anno di vacanza dalla vita per cercare un uso appropriato delle sue capacità". Tutto, nel romanzo, diventa occasione di riflessione, da parte di Ulrich, circa i movimenti intellettuali che iniziano a circolare e diffondersi in Europa in quell'intenso e denso periodo storico

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