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L' uomo che non credeva in Dio

L' uomo che non credeva in Dio

di Eugenio Scalfari

3.5

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Data di Pubblicazione: maggio 2008
  • EAN: 9788806194192
  • ISBN: 8806194194
  • Pagine: 150
  • Formato: rilegato

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Con questo libro Eugenio Scalfari abbraccia l'avventura della sua esistenza: a partire dalla stagione magica dell'infanzia, passando per gli anni di formazione (la scoperta della filosofia al liceo di Sanremo, compagno di banco l'amico Italo Calvino), fino all'impegno giornalistico, che dura da oltre sessantacinque anni, per arrivare al tempo lungo della vecchiaia. Ma Scalfari non si accontenta di rammemorare, nel suo libro ogni ricordo vive e perdura in funzione di una continua tensione etica e intellettuale. Egli non entra nelle varie stanze della memoria, se prima non è certo di intravedere dalla soglia il bagliore di un fuoco razionale che possa ampliare il dato autobiografico, fino a farsi meditazione sulla vita, sui valori di ogni gesto compiuto. Ripensarsi bambino, vestito da Ballila ad ascoltare il duce da Palazzo Venezia, lo costringe a fare i conti con l'intossicazione del virus ideologico del fascismo. Poi si osserva adolescente entrare nella gabbia dell'Io, con indosso quella maschera che toglie l'innocenza; e nei due anni passati nella campagna calabrese, in fuga da Roma occupata dai tedeschi ("dopo otto mesi di pena, clandestinità e fame nera"), scopre la possibilità di un oblio di sé, imparando dal padre ad ascoltare "la voce degli alberi". Oppure si interroga su morale e politica, ricordando la figura di Enrico Berlinguer o quella volta che in un bar della Maremma Ugo La Malfa associò il fare della politica con l'arte di giocare di sponda a biliardo.

Note su Eugenio Scalfari

Eugenio Scalfari è nato a Civitavecchia il 6 aprile del 1924. Trasferitosi a Sanremo assieme alla famiglia a causa del lavoro del padre, direttore artistico del Casinò, si è diplomato al liceo classico “G.D. Cassini”. Suo compagno di banco era Italo Calvino. Iscrittosi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma, compie la sua prima esperienza giornalistica per il giornale Roma fascista quando doveva ancora finire gli studi. Successivamente continua a collaborare con riviste e quotidiani legati al fascismo e nel 1942 viene nominato caporedattore di Roma fascista. Espulso dal GUF a causa della pubblicazione di articoli che andavano contro il partito, al termine della guerra si avvicina al neonato partito liberale. Dal 1950 inizia a lavorare per la Banca Nazionale del Lavoro e contemporaneamente continua a collaborare con importanti testate, tra cui Il Mondo e l’Europeo. Sempre nel 1950 si sposa con Simonetta, la figlia del giornalista Giulio De Benedetti. Nel 1955 partecipa alla fondazione del Partito Radicale e nello stesso anno diventa Direttore amministrativo di un nuovo settimanale: L’Espresso. Dagli anni Settanta è legato sentimentalmente a Serena Rossetti, segretaria di redazione che sposerà dopo la scomparsa della moglie Simonetta, avvenuta nel 2006. Nel 1963 entra nel PSI e nel 1968 viene eletto deputato. In questi anni continua a lavorare per L’Espresso, contribuendo a rendere il settimanale uno dei periodici italiani più letti. Nel 1976 fondò il quotidiano la Repubblica, che iniziò ad essere distribuito nelle edicole il 14 gennaio. Il quotidiano divenne per lungo tempo il principale punto di riferimento del panorama giornalistico italiano. Il giornale, nato da un’operazione de L’Espresso e Arnoldo Mondadori, negli anni Ottanta vede l’ingresso di Carlo De Benedetti e successivamente il tentativo di acquisizione da parte di Silvio Berlusconi. Nel 1996 Scalfari lascia la direzione de la Repubblica a Ezio Mauro. Autore di numerose pubblicazioni, Eugenio Scalfari continua a collaborare con la Repubblica e L’Espresso. Nella sua lunga carriera giornalistica ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

2.0Non esaltante, 05-05-2014, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
L'inizio del libro è molto promettente: l'autore inizia a raccontarsi partendo dai suoi ricordi dell'infanzia. Però poi il tono cambia e i temi abbracciano soprattutto la politica e la sua esperienza giornalistica. Ho trovato molto profonde le riflessioni filosofiche, la ricerca della morale e i molti perché. Ma queste domande spesso non trovano risposta e vengono trattare abbastanza superficialmente citando di continuo filosofi che magari non tutti conoscono. La linearità del discorso è discontinua.
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5.0Libro da leggere e meditare., 12-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Scalfari si racconta in questo libro partendo dai ricordi dell'infanzia e lo fa con una sorta di timidezza e di pudore che rendono l'autore "uomo tra gli uomini", nonostante il suo grande sapere e la sua grande esperienza professionale giornalistica. Mi è piaciuto questo libro perchè non parla solo di lui, permette ad ogni lettore di trovare spazi di riflessione personale.
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