L' uomo nero e la bicicletta blu

L' uomo nero e la bicicletta blu

di Eraldo Baldini


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In sintesi

L'uomo nero e la bicicletta blu di Eraldo Baldini è un romanzo che ci riporta indietro nel tempo, fino al 1963. Anno in cui muoiono sia Papa Giovanni XXIII che John Fitzgerald Kennedy. Anno nel quale Franco Balmamion vince il Giro d’Italia senza vincere mai una tappa.
Gli anni sessanta in Italia sono stati anni di speranze vissute e buttate. Di campagne lasciate e sognate, poi, per anni, e mai più ritrovate. Distrutte dalle fabbriche e dalle case che come alveari spuntavano là dove erano i prati verdi a dare speranze a chi ci abitava vicino e che si domandava cantando perché non ci lasciassero l’erba, invece di continuare a costruire.
Il mito di un’Italia rurale pura e grottesca, che sa di farina e uova fresche, e tagliatelle che profumano delle mani di nonna, e di ginocchia sbucciate a correre nei cortili, e dei campi la terra e il grano e le vigne, per ritornare ragazzi e bambini, per ricordare gli anziani e ormai vecchi amori. La libertà di ritrovarsi un futuro davanti. La libertà di sprecarlo nel modo assurdo che si ritiene più giusto, o che la comunità di paese ritiene maggiormente prestigioso, morale e onesto. Corretto.
Un’Italia che a raccontarla fa quasi ridere, perché funzionava. Oggi si sa che invece dava solamente l’impressione di funzionare. Ma faceva sognare. Perché poteva cambiare. Abbastanza facilmente. E sotto gli occhi di tutti. C’era insomma questa speranza di migliorare le cose, che migliorava effettivamente le cose. Davvero. E c’era anche solidarietà sociale. Chi era diverso, o matto, per questo riceveva pure una mano, se in difficoltà (oltre a ricevere ingiurie e insulti, più o meno bonari e crudeli). C’erano i sogni di chi poteva farne, e anche di chi non poteva, ma li faceva lo stesso. Ed era bello così. Come bambini che credono a tutto. Come nelle favole. Come bambini che si crede non sappiano fare niente. E invece fanno tutto. E bene. Per essere solo dei bambini…
E Gigi, che è un bimbo davvero, e di anni nel 1963 ne ha dieci, e altro non vuole che un’amica bimba e una bellissima bicicletta vista in una vetrina trasparente come l’aria prima del blu dipinto di blu del cielo lì sopra. O della bici in questione.
Poi ci si fa grandi. E l’uomo nero arriva a svegliarci ogni mattina, per ricordarci di andare a fare un lavoro inutile, o di partecipare a un funerale vero, in cui è davvero morto qualcuno, che magari si amava. O magari ci obbliga a un pranzo da parenti, o a sorrisi che nascondono commenti compromettenti.
L' uomo nero e la bicicletta blu L' uomo nero e la bicicletta blu di Eraldo Baldini è un romanzo sul mondo vecchio e fatato che crolla per tutti, ogni volta che si diventa adulti.

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