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Uno sbirro femmina

Uno sbirro femmina

di Silvana La Spina

4.0

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Catania, prima messa del mattino nella chiesa degli Angeli Custodi. Un ragazzo si alza, avanza, uccide il parroco e poi fugge. Poco dopo viene trovato a scuola. Non nega il delitto, lo giustifica. "Era iarrusu" afferma. Possibile? Pedofilo proprio quel prete in lotta contro la violenza e il degrado del quartiere Angeli Custodi? Don Jano Platania, la cui fama si era sparsa ben oltre i vicoli intorno alla parrocchia? Maria Laura Gangemi, commissario di polizia, non riesce a crederci. Eppure fatica come non mai a concentrarsi sulle indagini. Suo figlio Andrea è in coma, investito da un TIR la sera prima. Ora che teme di perderlo, Maria Laura misura con sgomento quanto le è estraneo quel ragazzo diventato quasi adulto mentre lei correva dietro al suo dovere. Non sapeva nulla del sodalizio che lo legava a un compagno di liceo. Quell'amico è proprio Mario Torrisi: l'assassino. Quell'amico è il nipote di don Nitto Torrisi, vecchio uomo d'onore che ancora regna sugli Angeli Custodi in virtù del potere di vita e di morte che ebbe in altri tempi. Coincidenze che innescano in Maria Laura un cortocircuito fra la necessità di fare i conti con il passato e l'urgenza di trovare la verità. Comincia così la sua corsa tra ville sontuose dove il marcio si nasconde tra le buganvillee e quartieri dove i costumi sono arcaici, le esigenze fameliche, le finalità spietate. Tra le vie di una città bruciata dal sole e battuta dal vento che scende dall'Etna.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)

4.0Catania e la sua mafia, 19-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
L'ho acquistato per il solito progetto a scuola e per questo ho incontrato Silvana La Spina. Mi è piaciuto questo romanzo. La protagonista vive e affronta la mafia catanese. Ma non è questo il tema centrale. Tutto ruota attorno a Maria Laura, che racconta della sua rinascita dopo i maltrattamenti psicologici del marito e che, da sbirra, deve affrontare un caso in cui anche il proprio unico figlio è coinvolto.
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4.0Uno sbirro femmina, 10-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Scavalca i canoni del genere e porta una ventata di novità nel mondo dei fgialli. E' un breve percorso di vita di Maria Laura Gangemi, commissario di polizia, che si trova personalmente coinvolta fino al collo dalle indagini per scoprire i motivi per i quali un ragazzo di 18 anni, che frequentava la parrocchia, al quale don Platania aveva messo in mano per la prima volta un libro facendogli scoprire un mondo nuovo, abbia improvvisamente deciso che il "parrino" era da eliminare perchè"iarrusu". Il suo coinvolgimento è tutto personale e provoca in lei una forma di eruzione come il vulcano che veglia sulla sua città, un travaglio interiore che coinvolge il passato, la sua "sbirritudine"in una terra in cui le donne sono nate per essere al servizio dell'uomo, come sua madre che fu tradita apertamente da suo padre, davanti a tutta la città, senza reagire, anzi accogliendolo ogni volta a casa con mansuetudine e sottomissione; nel ricordo del suo matrimonio, che da un inizio sfolgorante, si è trasformato in un martirio in cui lei era la vittima e lui il suo carnefice, in un crescendo di odio tale da portarla all'ineffabile desiderio di morte; e soprattutto il travaglio interiore coinvolge il suo rapporto con il figlio diciottenne, da lei lasciato alle cure della nonna, un figlio cresciuto praticamente orfano di entrambi i genitori, uno sconosciuto per la donna che l'ha partorito. Sono le riflessioni della protagonista il punto centrale di questo romanzo, che nello sfondo di una città nera per la polvere che scende dall'Etna, battuta dal vento che scende dal vulcano e bruciata dal sole, compie un percorso che la porterà a scoprire non solo la verità dell'omicidio, un delitto d'onore, ma anche la verità nel fondo di se stessa finalmente superando il passato e seppellendone gli scheletri.
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4.0Uno sbirro femmina, 21-02-2011
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Ho letto velocemente quest'opera. E' stato una interessante compagnia nei miei viaggi in treno. Non è un giallo classico, con il poliziotto che scopre l'assassino di un prete, don Jano Platania, il parroco della chiesa degli Angeli Custodi in un quartiere degradato di Catania, che viene ucciso sull'altare mentre sta celebrando la prima messa del mattino da "nu picciutteddu biunnu e magru", che confessa immediatamente il crimine.
E' un breve percorso di vita di Maria Laura Gangemi, commissario di polizia, che si trova personalmente coinvolta fino al collo dalle indagini per scoprire i motivi per i quali un ragazzo di 18 anni, che frequentava la parrocchia, al quale don Platania aveva messo in mano per la prima volta un libro facendogli scoprire un mondo nuovo, abbia improvvisamente deciso che il "parrino" era da eliminare perchè"iarrusu". Il suo coinvolgimento è tutto personale e provoca in lei una forma di eruzione come il vulcano che veglia sulla sua città, un travaglio interiore che coinvolge il passato, la sua "sbirritudine"in una terra in cui le donne sono nate per essere al servizio dell'uomo, come sua madre che fu tradita apertamente da suo padre, davanti a tutta la città, senza reagire, anzi accogliendolo ogni volta a casa con mansuetudine e sottomissione; nel ricordo del suo matrimonio, che da un inizio sfolgorante, si è trasformato in un martirio in cui lei era la vittima e lui il suo carnefice, in un crescendo di odio tale da portarla all'ineffabile desiderio di morte; e soprattutto il travaglio interiore coinvolge il suo rapporto con il figlio diciottenne, da lei lasciato alle cure della nonna, un figlio cresciuto praticamente orfano di entrambi i genitori, uno sconosciuto per la donna che l'ha partorito. Sono le riflessioni della protagonista il punto centrale di questo romanzo, che nello sfondo di una città nera per la polvere che scende dall'Etna, battuta dal vento che scende dal vulcano e bruciata dal sole, compie un percorso che la porterà a scoprire non solo la verità dell'omicidio, un delitto d'onore, ma anche la verità nel fondo di se stessa finalmente superando il passato e seppellendone gli scheletri.
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