L' ultima riga delle favole

L' ultima riga delle favole

3.0

di Massimo Gramellini


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Descrizione

Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell'amore: prima dentro di sé e poi con gli altri. Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall'infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l'anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

Note sull'autore

Massimo Gramellini è nato a Torino il 2 ottobre del 1960. La sua famiglia era originaria della Romagna. L’infanzia di Massimo Gramellini è segnata dalla tragica scomparsa della madre, avvenuta quando lui aveva solamente nove anni. Cresciuto, si iscrive al liceo classico San Giuseppe di Torino. Dopo aver studiato giurisprudenza, nel 1985 inizia a lavorare in qualità di giornalista presso la redazione torinese del Corriere dello Sport-Stadio. L’anno successiva si trasferisce a Milano, dove inizia a collaborare, come praticante, con il quotidiano Il Giorno, dove ha seguito le notizie sportive, scrivendo di tennis e raccontando il primo scudetto vinto dal Milan della dirigenza Berlusconi. Nel 1988 è a Roma, dove inizia a lavorare per la redazione romana del quotidiano torinese La Stampa. In questo periodo continua ad occuparsi di sport, raccontando le vicende relative a Maradona e i Mondiali di calcio di Italia ‘90. Dopo i Mondiali inizia a seguire gli articoli di politica. Racconta Mani Pulite, la nascita della Seconda Repubblica e, inviato a Sarajevo, la guerra dei Balcani. Torna a Milano nel 1998 per dirigere il settimanale Specchio, sempre del gruppo editoriale La Stampa. Nel 1999 è a Roma, dove ritorna a scrivere per il quotidiano La Stampa e nell’ottobre del 2005 si trasferisce a Torino per ricoprire l’incarico di Vicedirettore del quotidiano torinese. La sua prima opera,scritta assieme a Pino Corrias e Curzio Maltese, è del 1994 e si intitola “1994 colpo grosso”. A questo primo romanzo ne sono seguiti molti altri, tra cui anche il romanzo autobiografico “Fai bei sogni” (2012), opera in cui l’autore racconta il percorso di crescita interiore che ha compiuto per superare la scomparsa della madre.
 

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 103 recensioni)

1.0Deludente, 30-06-2015
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Dopo aver sentito le grandi recensioni che venivano fate a proposito di questo libro mi aspettavo grandi cose, ma sono rimasto molto delusa. La trama è poco interessante, il lessico blando e ripetitivo. Non è il primo libro che leggo di Gramellini e spero che questo non mi porti a interrompere le sue letture. Io personalmente non sono riuscita a finirlo, e mi dispiace molto. Arrivata a metà del racconto e dopo averlo lasciato per mesi sul comodino senza la forza di volontà di andare avanti, ho deciso di abbandonarlo. Forse, se in seguito vorrò dargli ancora una possibilità, riproverò a rileggerlo.
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3.0Favola moderna, 04-03-2015
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Un bel libro che ti tiene sospeso tra realtà e immaginazione. Tomas è una persona che crede poco in se stessa ed è convinta che la sua vita non possa cambiare mai. Però si ritrova a intraprendere un viaggio in un posto misterioso, un viaggio simbolico attraverso l'anima, che lo porterà a incontrare il suo io più profondo e lo condurrà alla convinzione che anche lui ha un talento. Questo libro fa molto riflettere su se stessi e sulla speranza, che non bisogna mai perdere, e anche su come i sogni aiutino a migliorare la nostra esistenza.
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5.0Terapeutico, 22-10-2013, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Credo che la descrizione di questo libro non gli renda giustizia. È rimasto a lungo sul mio comodino prima che iniziassi a leggerlo e poi, una sera, presa da noia e pigrizia, l'ho aperto solo perchè era la cosa più vicina. Ma che scoperta! Di certo la trama non sarà avvincente e i colpi di scena non caratterizzeranno il tutto, ma in queste pagine è descritto un percorso di guarigione di vita che può riguardare tutti noi! Io l'ho trovato affascinante, con molte frasi da segnare e rileggere, di tanto in tanto, nei momenti di sconforto.
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2.0Buon succo, 15-10-2013, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Il libro concettualmente è intrigante, l'idea anche se buona andava sviluppata in modo più semplice e scorrevole. Infatti il racconto dà troppo poco spazio alla realtà dei fatti e si dilunga faticosamente su un viaggio mentale, intrecciandosi con vari strani personaggi che il protagonista incontra. Il finale è comunque piacevole e chiarificatore in qualche modo dell'avventura vissuta dal protagonista. Ciò che rimane al termine della lettura è comunque una bella sensazione, un incoraggiamento ad affrontare la vita inseguendo i propri sogni e credendo in se stessi.
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2.0Mediocre, 29-01-2013, ritenuta utile da 2 utenti su 4
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E' un libro visionario. Dove il protagonista è in cerca della vera felicità e per trovarla fa un viaggio fantastico, con personaggi fantastici che dovrebbero risvegliare in lui la consapevolezza dei propri sogni. E' risultato essere un libro noioso. Non si comprende dove vuole portarci l'autore. Sembra quasi si voglia investire di poteri di guida dello spirito, ma alla fine al lettore rimane la sensazione di aver girato a vuoto. Non consigliato.
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3.0Ricerca introspettiva, 19-10-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Non mi è sembrata una trama avvincente, ma quando ho letto il libro non riuscivo a staccarmene. Son dovuto arrivare alla fine di questa avventura, di questo viaggio alla scoperta dell'anima, di se stessi, dell'anima gemella. Neanche il finale è riuscito ad entusiasmarmi. Di bello ci sono i numerosi spunti di riflessione sulla ricerca dell'io, sull'accettazione di se stessi.
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2.0Sconsigliato, 29-05-2012
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Non riesco proprio a capire da dove venga tutta questa originalità e positività che riguarda il libro di Gramellini. E' un testo privo di conclusione, banale e molto scontato per cui l ho trovato non solo poco interessante ma anche noioso a tratti. Credo proprio che sia lontanissimo dall'essere considerato un capolavoro!
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3.0Gradevole, 25-05-2012
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Gramellini è un giornalista che ho trovato gradevole nella sua rubrica su lo specchio de la stampa, con questo suo primo libro riesce ad entrare e ad illustrarci le varie emozioni.
Un romanzofavola dove vengono trattati temi importanti in maniera semplice ed accessibile.
Da rileggere e da consigliare
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3.0Meraviglioso, 21-05-2012, ritenuta utile da 4 utenti su 5
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Un bel romanzo che riesce a tenere il lettore incollato alle sue pagine, attraverso un ritmo di scrittura abbastanza fluido e molto spensierato che permette a chiunque di avvicinarsi alla trama. I personaggi sono dinamici e molto ironici, danno un senso di realismo al racconto e sono sprizzanti di energia!
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3.0Piacevole, 18-05-2012
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Un testo che si ama oppure semplicemente si detesta. Tuttavia mi è parso un testo piacevole e profondo, capace di entusiasmare il lettore, con una lettura motivante e piena di tensione narrativa. I personaggi hanno una caratterizzazione forte, per cui sono dinamici e conferiscono al racconto un tocco di realismo e di immediatezza descrittiva. La trama è poco innovativa ma nel complesso godibile.
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2.0Non consigliato, 18-05-2012
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Che peccato un libro con un titolo così accattivante e coinvolgente si è rivelato una totale delusione! Mi aspettavo molto sinceramente da questo romanzo. Parla di un uomo come tanti che subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Un pò in balia di se stesso e di ciò che gli accade, riesce a vivere la sua fiaba, la sua storia.
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2.0SConsigliato, 14-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Stento ancora a credere che sia stato scritto da Gramellini. Devo dire che l'ho trovato molto banale e poco incalzante. Infatti la trama non ha spunti di riflessione, è semplicemente una storiella da raccontare, senza pretese minime o motivo di intrigare. Il ritmo è lento e molto noioso. Davvero sconsigliato!
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