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Ultima fermata a Brooklyn

Ultima fermata a Brooklyn

di Hubert jr. Selby

4.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Edizione: 5
  • Traduttore: Veraldi A.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2010
  • EAN: 9788807721816
  • ISBN: 8807721813
  • Pagine: 241
  • Formato: brossura
La violenza spietata dilagante in tante pagine di questo libro, che a suo tempo diede esca a infinite dissertazioni moralistiche nelle aule dei tribunali di tutto il mondo, descrive fedelmente una delle aree più miserabili di New York, il mondo in cui Selby visse per tanti anni. Ma si annuncia un malessere nel quale l'intero Occidente si scopriva invischiato agli albori degli anni sessanta. La "terra desolata" di Selby è descritta realisticamente, col coraggio di chi non vuole distogliere lo sguardo dall'orrore, ma è anche appassionatamente denunciata per la sua assoluta "mancanza di amore" (secondo una definizione dell'autore spesso citata). Superato lo choc originario, oggi i travestiti, i drogati, i teppisti, che "Ultima fermata a Brooklyn" aveva rappresentato, si impongono come personaggi emblematici di un certo momento storico che sarebbe fatuo giudicare superato: e ciò non solo perché la loro progenie si è moltiplicata, ma soprattutto perché in essi riconosciamo le vittime di un meccanismo sociale che ciecamente continua a lavorare, attraverso la violenza, per la messa a morte del capro espiatorio.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)

4.0Ultima fermata a Brooklyn, 05-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Straordinario lo stile dell'autore che prende il lettore e lo trasporta in questo mondo di violenza e disperazione, dove non esiste alcuna grazia o redenzione. Un libro assolutamente spudorato, nel senso che non ha vergogna di mostrare l'essenza del dolore, e privo di qualunque autocompiacimento. Davvero bello.
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4.0Ultima fermata a Brooklyn, 31-03-2011
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Una serie di raccolte definite da uno stile tra il sublime o l'atroce. Innestate su una prosa perfetta (il merito va diviso tra lo stile di Selby stesso e la bella traduzione di Attilio Veraldi), si snodano senza troppo clamore le vicende di una massa di diseredati. Nella periferia di New York, tutto si svolge seconda la routine, è la routine ad essere violenta e a non lasciare un minimo di scampo. Una quotidianità basata sulle violenze, sul "cacagli in testa prima che lui lo faccia a te". La periferia è un mondo dal quale non c'è scampo, infatti l'andamento della narrazione è perfettamente circolare: si apre con un brutale pestaggio nei pressi della tavola calda del Greco, crocevia dei perdigiorno, e si chiude con un brutale pestaggio nei pressi della tavola calda del Greco.

Ciò che rende Ultima fermata a Brooklyn un romanzo davvero unico è la capacità di Hubert Selby Jr. Di non indorare minimamente la pillola a noi lettori: scrive di una realtà senza scampo, senza acrimonia verso gli spregevoli (la quasi totalità dei personaggi) e senza pietas per le (sporadiche) vittime. Sta al lettore (se ci tiene) incazzarsi per i soprusi, le violenze fisiche e psicologiche e le palesi ingiustizie che popolano queste pagine: all'inizio ce la si può anche fare, poi si rimane abbacinati ed avvinti, come davanti ad una visione così repellente e mortificante, ed allo stesso tempo così potente e profonda, da impedire di volgere lo sguardo altrove.
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4.0Ultima fermata a Brooklyn, 05-10-2010
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"Niente infrange il buio, niente neppure lo rischiara vagamente."
E' meraviglioso il modo in cui Selby jr afferra il lettore e lo trasporta in questo mondo di violenza e disperazione, dove non esiste alcuna grazia o redenzione. Un libro assolutamente spudorato, nel senso che non ha vergogna di mostrare l'essenza del dolore, e privo di qualunque autocompiacimento. Davvero bello.
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