Ulisse

Ulisse

4.5

di James Joyce


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Descrizione

È il racconto degli avvenimenti vissuti nel corso di una giornata da Leopold Bloom e Stephen Dedalus a Dublino, in un vagabondaggio che ripercorre le tappe dell'Odissea. Episodi, scene e fatti sono costruiti con più o meno evidente parallelismo rispetto all'opera omerica. Il romanzo però non si esaurisce in questo, vuole essere anche una "summa" di tutti gli aspetti dell'uomo moderno e dei suoi rapporti con la società.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.6 di 5 su 13 recensioni)

3.0Un libro da leggere con il pensiero, 18-03-2012
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Un libro che non ha certamente bisogno di presentazioni. In esso il flusso della coscienza dell'autore esce senza alcuna regola, senza alcun ordine, dando libero sfogo all'espressione della mente. Il rischio più prossimo è, ovviamente, quello che il lettore riesca a seguire la trama, le pagine e la vicenda solamente fino ad un certo punto, nella speranza mai persa che riesca a calarsi nel pensiero dell'autore e a comprendere ogni frase non detta (o meglio, non composta) .
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5.0L'Odissea di Joyce, 07-03-2012
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Un viaggio, l'Odissea come l'Ulisse di Joyce, fuori ma soprattutto dentro di noi. 'Dentro' soprattutto nel capolavoro di Joyce, scritto con uno stile inconsueto e originale, dove in realtà succedono pochi avvenimenti, tuttavia un intero mondo si muove. Dentro di noi. Romanzo di mole considerevole ma irrinunciabile.
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5.0Sinonimi e contrari, 13-11-2011
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Tremendamente noioso, ma anche incredibilmente affascinante! Una lettura che più di una volta ti spinge a lasciar perdere tutto, ma poi se pensi a quella sensazione che ti assale come un treno che ti deraglia nello stomaco, allora non puoi fare a meno di non proseguire nella lettura. Joyce fu un genio perché con l'Ulisse ha dato via ad un'opera incredibilmente rivoluzionaria che mette in crisi tutto l'apparato esistenziale dell'uomo del Novecento.
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5.0Ulisse, 08-08-2011
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Ci sarebbero infinite cose da dire di questo romanzo, il mio consiglio è di avvalervi di una guida alla lettura, è un'esperienza e come tale va vissuta, non c'è altro modo di conoscerlo. Sicuramente una delle più belle cose che abbia letto in vita mia anche se mi rendo conto che può non piacere, anzi può essere estremamente indigesto. Se si è nel momento giusto e se si accetta di essere condotti dall'autore in tutti i meandri che la parola scritta può consentirci, allora si può leggerlo. Ho detto leggerlo, magari goderselo ma non necessariamente capirlo, o almeno solo in parte o forse alla seconda lettura, che sono certo ci sarà come forse anche una terza.
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3.0Tanta pazienza, 03-02-2011
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Se l'intento di Joyce era quello di far venire il mal di testa al lettore il libro meriterebbe come voto 5. Ma mi chiedo come si faccia a venire a capo di questo tomo senza correre il rischio di "uscire di senno". C'è che dice che questo tomo ha rivoluzionato il modo di scrivere moderno, attendo ancora che mi spieghi il perché, e sopratutto l'ultilità.
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5.0Ulisse, 20-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 4
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Un libro sicuramente non facile per tutti gli stili che lo compongono ma che riesce ad avvincere proprio per questa sua intricata semplicità.
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5.0Ulisse, 19-11-2010
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Forse il libro più importante del nostro secolo, indubbiamente un libro ostico, non leggibile senza note, altrimenti non se ne cava un ragno dal buco. Avrei voluto essere vivo (ed irlandese) nel 1922 quando è stato pubblicato. Giusto per sapere quali sono state le impressioni suscitate dal libro nelle persone cui esso era destinato.
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5.0Ulisse, 08-11-2010
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Un libro geniale! Joyce con il suo stream of consciousness ci porta all'interno dei pensieri del protagonista facendoci immedesimare con lui.
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5.0Ulisse, 01-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 4
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La somma delle esperienze umane. Il libro ideale da spedire nello spazio per spiegare ad un alieno come siamo fatti e avere una somma del patrimonio culturale umano. Su ogni frase ci sarebbe da scrivere un libro a parte. Impossibile da leggere senza note. Sono curioso di rileggerlo fra una trentina d'anni per vedere cosa e' cambiato. Nel libro e in me.
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4.0un capolavoro, 25-10-2010
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un libro davvero unico nel modo ingenioso in cui è stato scritto. La lettura si effettua su vari piani e forse non basta una vita per cogliere nel testo tutto quello che può trasmettere. Certo non un libro che si può leggere sulla metro o sul treno, ma un romanzo che impegna la mente a 360 gradi e che in alcuni punti è davvero difficile da capire!
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5.0Ulisse, 01-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Si può scrivere un libro altamente complesso,sperimentale,dinamico e figurativo senza annoiare o risultare troppo pretenzioso?Sì se ti chiami Joyce,sai scrivere e sopratutto sai emozionare con l'alto potere narrativo dei tuoi dialoghi!Da molti giudicato una porcheria...per me è essenziale per ogni persona in cerca di un romanzo diverso dal solito...devo rileggermelo...
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5.0Ulisse, 29-08-2010
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Non me la sento di concordare del tutto con Hemingway, capolavoro lo è di certo, ma stupendo? Non so, non mi è mai capitato di pensarlo, ne durante la lettura, ne dopo. Ecco, sulla lettura: come già detto, è una fatica maledetta (sono vicino a chiunque stia leggendo Circe-Il bordello, uscirne vivi è un’impresa) è come sapere con certezza che nel suolo davanti a te c’è sepolta una qualche meraviglia, ma tu in mezzo alla polvere riesci a scorgerne solo qualche misero frammento, e magari ti stai pure sbagliando ed è solo un insignificante sasso.
Thoreau diceva che “i libri vanno letti con la stessa cura e la stessa riservatezza con cui sono stati scritti“, e penso sia una verità, specie per questo caso particolare.
Si capisce quindi che per godere al meglio dell’opera si deve “solo” esser infinitamente pazienti e scavare e riscavare a lungo, con l’aiuto obbligato di una guida(a proposito, poiché alla Woolf mancava, giustifico in pieno il suo giudizio sprezzante). Si capisce anche, mio malgrado, che leggerlo in traduzione è quasi del tutto inutile. Si prendano ad esempio i capitoli I lestrigoni e Le sirene, dedicati rispettivamente all’esofago e all’orecchio, e quindi aventi come motivo dominante la fame e la musica; ciò si dovrebbe riscontrare soprattutto nella forma, nel secondo il lettore dovrebbe notare un andamento polifonico nella narrazione, ed è fin troppo palese che ad arrivare, in traduzione, è solo qualche eco.
Ma non solo, io avevo avuto modo di leggere parte del capitolo finale in inglese, e non mi ha fatto certo lo stesso effetto in italiano, non c’è proprio paragone.
In definitiva, ho buttato quasi un mese di lettura? No, perché comunque queste cose le realizzi sul serio solo dopo la prima lettura, serve per rendersi conto di che montagna maestosa si ha davanti e quanto sia difficile scalarla, e ovviamente che un primo tentativo non basta.
Voglio chiarire perché io non lo definirei stupendo. Bloom (non il personaggio, il critico)dice che la letteratura è un’epifania individuale e mi trova abbastanza d’accordo, ma per me è necessario che la cosa sia immediata. Con Joyce mi è capitato, con un particolare passaggio di Dedalus e con il racconto I morti, pezzi di letteratura folgoranti, che immediatamente mi portavano a pensare “che stupendo capolavoro”; con l’Ulisse, per i motivi spiegati prima, questo a mio avviso non potrà mai accadere.
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