Tutto bruciato, tutto devastato

Tutto bruciato, tutto devastato

4.0

di Wells Tower


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Descrizione

Chiunque abbia mai fatto un'incursione nel territorio letterario della mascolinità distruttiva e autodistruttiva - Hemingway, Carver, Faulkner, Roth, Cheever, Yates, Bolano - riconoscerà immediatamente il contesto e i personaggi dei racconti di Wells Tower: le partite di caccia, le scazzottate, le bevute sconsiderate, l'adulterio. L'autore, come tutti i suoi grandi antenati, è un conoscitore della violenza, e la sua prima raccolta di racconti uno stupefacente concentrato di crudeltà, coercizione, umiliazione e rapacità. Tower, però, appartiene alla generazione dei maschi capaci di tenere a bada con il senso dell'umorismo quello che rimane di un malinteso senso della virilità. Infatti il libro comincia con un uomo che si sveglia disturbato da una briciola di cracker nella fessura tra le chiappe e finisce con un altro uomo che si sveglia tormentato da una sensazione di tragedia imminente: la violenza che ha esercitato durante il racconto potrebbe colpire anche sua moglie, i suoi figli, i suoi amici... Sono entrambi uomini normali per i loro tempi: solo che il primo è un falegname dei giorni nostri, abbandonato dalla moglie e tradito dallo zio, e il secondo un guerriero vichingo di ritorno da una scorribanda sulle coste della Scozia.

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Dettagli del libro -55%


Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Tutto bruciato, tutto devastato, 13-02-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Towers parte così così e finisce ottimamente.
Mi riferisco al primo racconto e all'ultimo.
Ecco, se non ci fossero stati questi due perle, il percorso sarebbe stato spezzato e le 5 stelle non gliele avrebbe tolte nessuno.
Però.
L'umanità di Towers è piena di sfiducia, rabbia, alcool e rimpianti.
Che barba, che noia. Già.
Però, vedete, è questo ciò di cui si deve parlare. Perché, che vi piaccia o no, questo è il mondo che abbiamo, queste sono le emozioni, queste sono le vite che più corrispondono al vero. Vite ed esistenze in cui la gioia esiste, e l'amore pure, ma sono concetti fragili e preziosi, da scovare in luoghi bui, farfalle da non lasciar scappare né morire troppo presto.
Lo stile è asciutto, pacato, senza capriole ad effetto, colpi di scena o sospiri. Piuttosto, c'è un osservare attento, quasi maniacale, un realismo fastidioso, e una sensibilità triste e tenace, che si sparge su tutto come leggera brina scintillante.
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4.0 scrittura avvincente, 28-12-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
La short story è un genere che ha fatto la fortuna dei maggiori scrittori americani... Personaggi violenti, infelici e perduti emergono dalle pagine del libro ma intrisi anche qua e là di prazzi di velato umorismo, scrittura avvincente.
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