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Tutti i nomi

Tutti i nomi

di José Saramago

3.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Traduttore: Desti R.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2010
  • EAN: 9788807722189
  • ISBN: 8807722186
  • Pagine: 224
  • Formato: brossura
Due sono i luoghi attorno a cui ruota la vicenda del romanzo: l'Anagrafe e il Cimitero Generale di una città senza nome. Nel primo sono ospitati tutti, vivi e morti, i cui nomi sono lì raccolti assieme, rispettivamente negli schedari dei viventi e dei defunti. Trasferire i nomi da un archivio all'altro in caso di trapasso è compito degli impiegati dell'Anagrafe, nei cui uffici tutto viene fatto ancora a mano e il lavoro è organizzato secondo una rigida burocrazia e gerarchia. Al Cimitero, invece, stanno i soli defunti con tutti i loro nomi incisi sulle lapidi. Protagonista della storia è il Signor José, l'unica persona ad avere un nome proprio nel romanzo, uno scapolo cinquantenne che lavora come scritturale ausiliario della Conservatoria Generale dell'Anagrafe. Oscuro impiegato ligio al dovere, ama collezionare articoli o schede anagrafiche di personaggi famosi, ma un giorno si imbatte nella scheda di una donna sconosciuta che cattura la sua attenzione e gli muta radicalmente la vita. Il Signor José inizia infatti a indagare sul conto di lei, mosso dall'oscura ossessione di saperne tutto... In questa sobria e lucida descrizione di una parabola esistenziale, Saramago si serve dell'allegoria e dell'assurdo per dare corpo e consistenza a identità sfuggenti, imprigionate nei ruoli e sospese tra passato e presente, tra vita e morte.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 7 recensioni)

4.0Meandri di un'anima, 23-05-2012
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Saramago si riconferma uno scrittore fecondissimo dal quale prendere a piene mani. "Tutti i nomi" non e' un romanzo semplice, sia per le poliedriche chiavi di lettura che la rendono aperta ad ogni specie di interpretazione sia per una scrittura erudita e complessa. Il Signor Jose' ( il protagonista o lo scrittore stesso ? ) ci conduce lontano in un mondo dagli incerti confini.
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2.0La mia storia con Saramago, 08-05-2012
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Tutte le storie d'amore, anche le più belle, hanno dei momenti di crisi. La mia storia d'amore con Saramago, ormai decennale, ha avuto questo momento no solo con "Tutti i nomi". Leggere le sue pagine è sempre musica per le mie orecchie. Ma, in questo caso, ho trovato la trama del tutto inconsistente. Non certo il capolavoro di Saramago.
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4.0Inquietante, 26-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Il signor José, scritturale ausiliario alla Conservatoria Generale dell'Anagrafe, ha un hobby che coltiva nel suo misero appartamentino adiacente all'ufficio: copiare le schede anagrafiche di persone famose. Si imbatte nella scheda di una donna qualunque e comincia a scavare nella sua vita. Significati possibili: indagine sul confine tra la vita e la morte; impossibilità di arrivare alla verità e dunque ad una vera conoscenza delle persone; e la domanda fondamentale: chi siamo realmente al di là del nome? E' difficile immedesimarsi nel signor Josè, ma certamente ho seguito con ansia le sue azioni, col timore che la sua vita precipitasse in un baratro.
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2.0Non uno dei capolavori di Saramago, 25-03-2012
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Il secondo Saramago che leggo mi ha lasciata molto perplessa. Non sono riuscita ad essere soddisfatta dell'evolversi della storia, sempre così in bilico tra il gioco linguistico e le sue giustificazioni e bisogni, e il suo precipitare verso la fine -una conclusione circolare- che curiosamente, inspiegabilmente, dopo tanta esigenza di realtà ritorna sul piano del linguaggio. Con l'unica differenza che, forse, non è un affidarsi all'ordine e alla parola in modo quasi religioso, cieco, bensì seguendo una passione privata, personale, come manifesto di un'ultima necessità disperata.
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5.0Tutti i nomi, 04-08-2011
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E' un Saramago speciale, i temi sono quelli: l'alienazione e la burocratizzazione della vita. Evolve da soffitti bassi e grigi, da descrizioni che ricordano ovviamente le atmosfere kafkiane e i muri di Gormenghast (ma che non lo sono, perche' in ogni pagina qui c'e' evoluzione e approfondimento, e non solo impotenza e muto stupore) a intrighi della mente cirgumnavigante su se stessa, ad aperture inaspettate e commoventi là dove meno te lo aspetti.
Sempre garbatamente ironico, in questa sinfonia scarna Saramago aggiunge - oltre alla consueta empatia per la vita - una visione di insieme fresca e geniale, che eleva alcune idee da semplice artifizio narrativo ad utopia condivisibile. Mi rimane la sottile e tenue speranza che sia che possa essere andata che potrebbe andare forse, un giorno, davvero' cosi'.
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5.0Un capolavoro, 25-03-2011
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In una società ove non siamo nessuno se la burocrazia non certifica la nostra esistenza ci sono ancora persone capaci di andare a fondo nelle vite degli altri per scoprirne i lati più nascosti e intimi. Il protagonista di questo bellissimo romanzo è un impiegato dell'anagrafe che va alla scoperta di un nuovo mondo: la vita privata di una donna sconosciuta. Le implicazioni di questo suo viaggio interiore avranno conseguenze per lui prima impensabili... Un avvincente racconto e un'implacabile critica ad un mondo sempre più disumano. Imperdibile.
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4.0Tutti i nomi, 21-02-2011
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Titolo che centra pienamente l'obiettivo di attirare il lettore. Molteplici sono le chiavi di lettura e i significati simbolici che si ritrovano nel libro. Molteplici gli echi e i richiami che ho ritrovato nel corso della lettura ad altri autori, a partire dalla Biblioteca di Babele di Borges - assimilabile alla labirintica Conservatoria Generale dell'Anagrafe - fino alla figura di "Bartleby lo scrivano" di Melville precursore delle tematiche kafkiane, e al tema della curiosità "morbosa" nei confronti della vita dell'altro che ho letto, ad esempio, in "domani nella battaglia pensa a me" di Javier Marias. E' questa molteplicità di livelli interpretativi e di messaggi che Saramago lancia in ogni pagina del libro la grande ricchezza dell'opera.
Tanti sono gli enigmi e i simboli, tante sono le interpretazioni possibili per questo libro bello e difficile che, come pochi altri, è simile a un fiume che si dirama in mille rivoli, in mille pensieri e mille riflessioni.

Una vita trascorsa nel rispetto delle regole, nell'osservanza della più pedante burocrazia, una vita da anonimo impiegato della Conservatoria Generale dell'Anagrafe, ufficio che contiene tutti i nomi dei vivi e dei morti, viene rivoluzionata da una casualità - perché "noi non prendiamo decisioni, sono le decisioni che prendono noi" - e si trasforma in una ricerca ossessiva, apparentemente senza scopo, di una donna sconosciuta perché un nome scritto in un modulo si incarni in una persona. Ma il primo a cambiare è il signor Josè, che porta avanti la sua ricerca in un angosciante crescendo di trasgressioni nel tentativo di dare un senso all'esistenza oltre a quanto risulta dalle carte e dai documenti di nascita e di morte. Fino a quando egli non arriverà a capire che "il filo di Arianna", il filo conduttore nel labirinto della vita è che la vita e la morte, la menzogna e la verità sono indissolubilmente legate.
Questa è la lettura che ne ho fatto: la burocrazia inghiotte le persone e le stritola nei suoi ingranaggi, tanto che l'esistenza umana è spersonalizzata, i vivi (e i morti) sono solo nomi e una semplice serie di dati anagrafici; ma dagli ingranaggi si può sfuggire, incamminandosi, come il signor Josè, alla ricerca dell'ignoto; magari sarà un viaggio senza senso e senza esito concreto, ciò che conta è intraprenderlo.
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