Tristano muore. Una vita

Tristano muore. Una vita

4.0

di Antonio Tabucchi


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Descrizione

Un'estate torrida in una vecchia casa in Toscana. Qui Tristano vive la sua lunga agonia: una cancrena gli divora la gamba, i dolori sono lancinanti e la malattia si estende a tutto il corpo. Lo assiste la vecchia Frau, la stessa che da bambino gli raccontava fiabe e poesie in tedesco, affinché imparasse la lingua. In uno stato allucinatorio, Tristano vecchio e incattivito, racconta di sé ad uno scrittore perché sia testimone della sua agonia e dei ricordi di una vita. Fantasmi di donne amate si sovrappongono nel delirio e poi la guerra, combattuta in Grecia, la scelta della libertà e della Resistenza. Alla fine della vita tutto appare uguale a se stesso, un incubo che tutto sovrasta e tutto circonda.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Intricato, 22-05-2012
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L'impressione che ho provato leggendo questo romanzo è stato quello d'osservare le avventure di Tristano nascosto dietro un groviglio di rovi. La vita del protagonista riaffiora a galla tra le pagine del romanzo. Bisogna avere massima attenzione altrimenti si smarrisce il dettaglio. Sicuramente un romanzo originale, forse un poco pesantuccio.
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4.0Il novecento attraverso gli occhi di un partigiano, 16-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
E' difficile trovare il senso della vita, però è importante cercarlo. Tabucchi lo fa attraverso la rievocazione della vita di un partigiano in punto di morte. L'uomo si chiama Tristano, nelle sue parole Tabucchi ripercorre gli anni caldi del '900, ma non risparmia i sogni, le allucinazioni, i ricordi, di chi ripercorre la propria vita alle soglie della morte, dipingendo un labirinto di parole da cui si esce storditi e incantati. Seppur pecchi, a tratti, di auto-referenzialità (in alcuni momenti del dialogo Tristano-scrittore si sente forte l'impressione che sia una cosa tutta di Tabucchi, e ci si sente di troppo, come un ospite sgradito) testimonia un'altra tappa dell'indagine tabucchiana-pessoana intorno all'Io dello scittore (stavolta scomposto nel binomio scrittore realescrittore della finzione) , e conosce, specie nei deliri del protagonista, pagine felici e ispirate.
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