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Treno di notte per Lisbona

Treno di notte per Lisbona

di Pascal Mercier

3.5

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar contemporanea
  • Traduttore: Broseghini E.
  • Data di Pubblicazione: maggio 2008
  • EAN: 9788804574392
  • ISBN: 8804574399
  • Pagine: 431
  • Formato: brossura
Voleva davvero buttarsi giù dal ponte la donna trattenuta una mattina da Raimund Gregorius, insegnante svizzero di latino, greco ed ebraico? Gregorius non sa nulla della donna se non che era portoghese. La mattina dopo, complice la scoperta in una libreria antiquaria del libro di un enigmatico scrittore lusitano, l'altrimenti prevedibilissimo professore prende un treno diretto a Lisbona, dove spera di rtintracciare l'autore. Da questo momento decolla una vicenda che costringerà Gregorius a confrontarsi con le contraddizioni degli affetti e gli orrori della Storia in un modo che mai avrebbe potuto immaginare nella sua rassicurante Berna.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.3 di 5 su 8 recensioni)

4.0Viaggio psicologico, 14-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Sullo sfondo di una atmosfera surreale e rarefatta l'autore ci trascina a Lisbona, durante un percorso molto introspettivo. Un significato profondo della parola scritta, un ritmo lento e scorrevole; mi sono sentito coinvolto dalle raffinate riflessioni di questo scrittore, ma anche sorpreso di potermi identificare in alcuni dei suoi pensieri. Ritengo che Mercier scriva in modo originale e affascinante.
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4.0Treno di notte per Lisbona, 11-08-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Romanzo che va letto minuziosamente, ricercano ogni particolare con la lente di ingrandimento, riflettendo sulle tante domande esistenziali che sottilmente ci vengono poste dall'autore; un libro prezioso da usare come spunto di meditazione, da sfogliare, aprire a caso e centellinare; un libro che ricama con le parole e con le lingue.
Nella quieta e fredda Berna, il professore di lingue antiche Raimund Gregorius incontra casualmente una donna portoghese che pare in procinto di gettarsi da un ponte, o forse no. Il loro breve incrocio di tragitti, attraverso una serie di fortuite coincidenze (o di normali eventi che ognuno di noi vuole leggere come coincidenze?), porterà il serioso e grigio professor Gregorius a stravolgere la propria vita, la carriera, la monotona quotidianità, salendo su un treno notturno per Lisbona, alla ricerca non della donna misteriosa, come si potrebbe pensare, ma di un medico, Amadeu Ignacio Prado, autore di un libricino di riflessioni travagliate, capitatogli in mano per puro caso.
Un libro nel libro, quindi, e la ricostruzione di un personaggio controverso, tormentato, affascinante come Amadeu. Sullo sfondo la bellissima Lisbona, il Rossio, l'Alfama, il ponte sul Tago, il Bairro Alto, le stradine in salita, i tram, gli odori e i colori portoghesi. Ma anche Finisterre, Coimbra, Salamanca si insinuano nella vita di Gregorius.
Affiorano gli orrori della dittatura di Salazar, le torture perpetrate nel terribile carcere di Tarrafal, la resistncia e i movimenti clandestini; come un velo, cade a poco a poco il mistero sul passato di Amadeu, sulla sua famiglia, sul tormentato rapporto con i genitori (il padre innanzitutto), la sorella, le donne e l'amico Jorge.
Apparentemente un libro lento, in realtà un libro denso di avvenimenti, ricco di personaggi affascinanti, pieno di pathos e dei grandi interrogativi dell'anima umana di ogni tempo ed ogni luogo. Alcuni dei brani del libro di Amadeu sono concentrati di poesia, di filosofia, di etica; luoghi e persone sembrano respirare all'unisono, trascinando il lettore dentro una spirale, un viaggio sentimentale dentro una vita, una storia, una nazione. I legami dello spazio e del tempo si sciolgono, si dilatano fino ad annullarsi. Attraverso gli occhi del professor Gregorius (una specie di Peter Kien, di Jakov Mendel, uno studioso molto più a suo agio con i libri che con le persone) ci lanciamo in un percorso alla ricerca di un'immagine, di una figura sfocata che si fa via via sempre più distinta. Potrebbe essere Amadeu, o forse Gregorius, e in piccoli frammenti c'è forse dentro anche una parte di ognuno di noi.
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5.0Treno di notte per Lisbona, 05-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Cosa dire se non che è semplicemente il miglior giallo uscito nel 2010? Che il portoghese è uno stato d'animo da provare; che un tedesco docente di filosofia che scrive un libro cosi' ha di sicuro un quadro astrale particolare; che di Lisbona non se ne ha mai abbastanza; che Tarrafal è una cosa che dovevamo sapere fin dalle scuole medie ma nessuno ce lo ha mai detto; che sono due libri in uno, ma forse qualcuno di piu'.
Che 30 pagine prima della fine, puttana eva, mi sono trovato a piangere, neanche mi fosse finito il cane sotto un camion.
Che questo è un bello scrivere, ed è un bel leggere, ed è un bel ricordare.
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2.0Si può non leggere, 25-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Lo spunto era interessante, l'ambientazione superba, il tema (la voglia di cambiare vita) sempre attuale ma tuttavia a me il libro non ha convinto. La storia è un pò prolissa, l'autore vuole volare alto ma le sue ambizioni sono forse troppo elevate per le sue qualità narrative... Si può leggere ma anche no...
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5.0Treno di notte per Lisbona, 24-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Può un libro trasformare profondamente la vita di una persona?
Per un fortuito incontro con una donna portoghese su un ponte di Berna, Raimundo Gregorius, solitario e non più giovane professore svizzero di latino-greco-ebraico, inizia a interessarsi a quella lingua. Mentre cerca documentazione su Lisbona, in una libreria antiquaria viene in possesso di un libro scritto da un medico dissidente all'epoca del regime di Salazar. "L'orafo delle parole" si intitola. Il libro lo incuriosisce e cerca di saperne di più sull'autore. Gregorius abbandona di punto in bianco la scuola dove insegna e parte per Lisbona sulle tracce di un mondo per lui completamente sconosciuto. Con i timori di una personalità schiva e con il rigore scientifico dello studioso, ricostruisce passo dopo passo la vita e i legami dell'autore, morto da tempo, riannodando i fili tra chi gli è sopravissuto. Cinque settimane dura la permanenza di Gregorius a Lisbona, durante le quali è tentato di fermarcisi per sempre. Solo i sintomi di una misteriosa malattia lo riporteranno in patria, ormai imbevuto di cultura lusitana, definitivamente cambiato. Dunque la risposta alla domanda iniziale è "sì".
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2.0Delusione, 23-11-2010
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Una lettura deludente e poco scorrevole. Lo schema della narrazione ha finito con l'appesantire e col distogliere il pensiero filosofico dell'autore.
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3.0Treno di notte per Lisbona, 20-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Le persone all'apparenza più tranquille sono gli "esploratori" più avventurosi... Una lettura di non facile digeribilità, ma che lascia molti spunti di riflessione..
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1.0Treno di notte, 05-10-2010
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Treno mai arrivato a destinazione, il mio. Ho abbandonato il libro prima che rischiassi di gettarlo giù dal treno. Troppo lento e immobile per i miei gusti
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