Tre metri sopra il cielo

Tre metri sopra il cielo

2.5

di Federico Moccia


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Descrizione

Questa è la "versione del 1992" del romanzo. Le ragazze vestono secondo le mode dell'ultimo minuto. I ragazzi girano con i loro scooter o, meglio, con la BMW lunga, magari rubata al papà. Le ragazze si preparano ad incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica, di velocità, di rischio. Sullo sfondo di una frenetica vita di clan, Stefano, detto Step, e Babi si incontrano. Lei ottima studentessa, lui ottimo picchiatore, violento, passa i pomeriggi in piazza davanti al bar o in palestra, la sera in moto o nella bisca dove gioca a biliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Un romanzo di vite quotidiane, di noia, di fatica, di adrenalina e di violenza.

Note sull'autore

Federico Moccia è nato a Roma il 20 luglio del 1963. Figlio di Giuseppe Moccia, noto regista e sceneggiatore cinematografico, Federico esordì al suo fianco come aiuto regista nel film “Attila flagello di Dio”. Nel 1987 dirige “Palla al centro”, ma il film non ebbe molto successo. Ha poi lavorato come sceneggiatore, occupandosi, tra le altre della sceneggiatura di alcuni episodi de “I ragazzi della 3° C”. Nel 1989 partecipa come regista e sceneggiatore alla serie “College”. Sempre per la TV è autore di numerose trasmissioni, quali “Domenica IN”, “Scommettiamo che?” e “I cervelloni”. Il suo romanzo d’esordio è del 1992, e si intitola “Tre metri sopra il cielo”. Nonostante inizialmente non riesca a trovare un editore disposto a pubblicare la sua opera, Federico Moccia decide di pubblicarlo a sue spese, con una tiratura minima. A distanza di anni però il libro comincia a diffondersi tra gli studenti dei licei romani. Grazie al successo improvviso, “Tre metri sopra il cielo” viene pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli e diventa un classico destinato ad un pubblico giovanile. Nel 2004 “Tre metri sopra il cielo” viene trasposto in una versione cinematografica. Con la regia di Luca Lucini e con protagonisti Riccardo Scamarcio e Katy Saunders, il film ottiene il favore del pubblico e rilancia ulteriormente il romanzo di Moccia, che vende milioni di copie in tutta Europa. In seguito, l’autore romano pubblica altri numerosi romanzi, tra cui “Ho voglia di te” (2006), che dà vita ad un altro film, sempre con Scamarcio. Il film rende Scamarcio l’idolo delle adolescenti e dà vita al fenomeno dei lucchetti degli innamorati sul Ponte Milvio di Roma. Il lucchetto posto sul ponte dagli innamorati diventa una moda che da Roma si estende in tutta Italia e poi anche in Europa. Altri romanzi di Moccia sono stati trasposti in versione cinematografica. Nel maggio del 2012, Federico Moccia diventa sindaco di Rosello, in provincia di Chieti.
 

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  2.5 (2.3 di 5 su 27 recensioni)

4.0Bello, consigliato!, 30-08-2011
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Beh da buona romantica lo consiglio sia alle adolescenti sia a quelle più grandicelle come me che vogliono ritrovare le emozioni delle prime cotte e del primo Ti amo. Mi è piaciuto il modo in cui Moccia descrive l'amore, come lo fa vivere ai personaggi... Io li ho seguiti e sentiti molto. Lo consiglio, appunto, a tutti!
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5.0Tre metri sopra il cielo, 27-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Molto bello e soprattutto molto interessante leggere la versione originale. Secondo me è ancora meglio che non la successiva. La storia è sempre quella e dopo il film sono pochi quelli che non la conoscono ma lo consiglio comunque anche a quelli che hanno letto la seconda edizione: il confronto è d'obbligo se davvero vi è piaciuto.
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1.0Diseducativo, 07-12-2010
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Mi sembrava superfluo sprecare troppe parole per questo volume: una storia inutile e banale, una scrittura mediocre. Trovo inoltre molto diseducative le diverse situazioni presentate. Situazioni e personaggi sono permeati di una violenza che non è tanto nei gesti, quanto nel modo di essere, di sentire. Anche amore e amicizia poggiano su un substrato di violenza gratuita. La stragrande maggioranza dei giovani, dei nostri ragazzi, non è così. Una storia di fantasia quindi, dove però la fantasia non ha la leggerezza, la meraviglia delle favole. Una fantasia bassa e pesante che non riesce a far sognare, a sollevare lo spirito. E non fa neppure riflettere, neppure pensare. Non è un dramma, non è una farsa, non fa ridere, non fa piangere, non muove i sentimenti. A che serve dunque un volume così? Serve a farvi risparmiare un sacco di tempo, nel senso che difficilmente ne leggerete altri dello stesso autore, che ne ha scritti tanti, molti altri.
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1.0Diseducativo, 07-12-2010
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Mi sembrava superfluo sprecare troppe parole per questo volume: una storia inutile e banale, una scrittura mediocre. Trovo inoltre molto diseducative le diverse situazioni presentate. Situazioni e personaggi sono permeati di una violenza che non è tanto nei gesti, quanto nel modo di essere, di sentire. Anche amore e amicizia poggiano su un substrato di violenza gratuita. La stragrande maggioranza dei giovani, dei nostri ragazzi, non è così. Una storia di fantasia quindi, dove però la fantasia non ha la leggerezza, la meraviglia delle favole. Una fantasia bassa e pesante che non riesce a far sognare, a sollevare lo spirito. E non fa neppure riflettere, neppure pensare. Non è un dramma, non è una farsa, non fa ridere, non fa piangere, non muove i sentimenti. A che serve dunque un volume così? Serve a farvi risparmiare un sacco di tempo, nel senso che difficilmente ne leggerete altri dello stesso autore, che ne ha scritti tanti, molti altri.
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2.0Tre metri sopra il cielo, 06-12-2010, ritenuta utile da 8 utenti su 26
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La storia non è per niente originale così come i personaggi, dato il finale non è neanche una bella storia d'amore, non è illegibile ma è adatto solo ad una certa fascia d'età.
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2.0No comment! , 05-12-2010
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Non ci sono parole per descrivere certi libri. Segue molto lo stile di Brizzi con "Jack Frusciante è uscito dal gruppo", anche se dicisamente peggiore (oddio, se lo rileggessi adesso forse troverei anche questo ripugnante) . Da aggiungere, insieme a "Va dove ti porta il cuore", alla lista "nera" delle ciofeche letterarie degli ultimi dieci anni.
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1.0Diseducativo, 04-12-2010
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Mi sembrava superfluo sprecare troppe parole per questo volume: una storia inutile e banale, una scrittura mediocre. Trovo inoltre molto diseducative le diverse situazioni presentate. Situazioni e personaggi sono permeati di una violenza che non è tanto nei gesti, quanto nel modo di essere, di sentire. Anche amore e amicizia poggiano su un substrato di violenza gratuita. La stragrande maggioranza dei giovani, dei nostri ragazzi, non è così. Una storia di fantasia quindi, dove però la fantasia non ha la leggerezza, la meraviglia delle favole. Una fantasia bassa e pesante che non riesce a far sognare, a sollevare lo spirito. E non fa neppure riflettere, neppure pensare. Non è un dramma, non è una farsa, non fa ridere, non fa piangere, non muove i sentimenti. A che serve dunque un volume così? Serve a farvi risparmiare un sacco di tempo, nel senso che difficilmente ne leggerete altri dello stesso autore, che ne ha scritti tanti, molti altri.
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1.0Non mi è piaciuto per niente, 18-11-2010
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Banale, superficiale, poco curato stilisticamente (a livello di scrittura) . Non consiglio questo libro se non si è adolescenti in cerca solamente di una storia smielata e di facile lettura
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1.0Moccia, ma anche no, 16-11-2010
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Ve lo chiedo per favore, per non far morire la letteratura non comprate i libri di Moccia. Ma sono davvero libri? A me sembra uno pseudoscrittore ridicolo, fino a quando ci sarà gente che compra i suoi libri allora il male della letteratura non verrà mai scacciato.
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1.0Da bruciare, 15-11-2010
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Ho letto le recensioni passate. Qualcuno l'ha definito "figlio del consumismo e del capitalismo moderno", ma secondo me è solo figlio dello squallore e dell'incapacità di fare ciò per cui, invece, ci si spaccia maestri (in questo caso scrivere) . Da bruciare.
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1.0Emblema della società, 11-11-2010
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Libro figlio del consumismo e del capitalismo moderno. Descrive uno spaccato della società attuale senza indicare cosa è bene e cosa è male ma proponendo falsi modelli.
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2.0Tre metri sopra il cielo, 02-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Mia madre, da ragazzina, leggeva tonnellate di fotoromanzi, e la cosa era considerata normale da tutti. Oggi le ragazzine leggono Moccia, che scrive fotoromanzi senza le foto, e la cosa è considerata una catastrofe nazionale. Perché? Boh.
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