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D'un tratto nel folto del bosco

D'un tratto nel folto del bosco

di Amos Oz

4.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Traduttore: Loewenthal E.
  • Data di Pubblicazione: dicembre 2007
  • EAN: 9788807819711
  • ISBN: 8807819716
  • Pagine: 114
  • Formato: brossura
La notte, al villaggio, uno strano, impossibile silenzio abita il buio. Anche di giorno, l'assenza degli animali lascia ovunque le sue tracce: non un cane in cortile, non un gatto sui tetti, e nemmeno una mosca che ronza o un grillo che canta nei prati intorno. Qualcosa dev'essere successo tempo fa e i bambini ogni tanto fanno domande che restano senza risposta. Fino a quando Mati e Maya non partono per la loro avventura, in cerca del mistero del villaggio dove gli animali sono scomparsi. Nel folto del bosco troveranno Nimi, il bambino puledrino ammalato di nitrillo, Nehi, il demone del bosco e una triste verità.

Note su Amos Oz

Amos Oz è lo pseudonimo utilizzato da Amos Klausner, nato a Gerusalemme il 4 maggio del 1939. Figlio di Yehuda Arieh Klausner e Fania Mussman, i genitori erano immigrati sionisti dell'Europa Orientale. Amos Oz frequentò la scuola religiosa Tachkemoni e poi proseguì la sua formazione scolastica presso la scuola ebraica di Rehavia. La madre di Amos si suicidò quando lui aveva dodici anni. A quindici anni, in contrasto con il padre, entrò in un kibbutz, dove venne adottato dalla famiglia Huldai. Qui cambiò il suo cognome in Oz, che in ebraico significa forza. Ha svolto il servizio militare nell’esercito israeliano negli anni Cinquanta e ha partecipato alla guerra dei sei giorni e alla guerra del Kippur. Dopo il servizio militare, ha studiato Filosofia e Letteratura ebraica presso l’Università ebraica di Gerusalemme. Sposato con Nily, la coppia, dopo aver lavorato nel kibbutz, nel 1986 si trasferì ad Arad a causa dell’asma di Daniel, loro figlio. Ha iniziato a lavorare come giornalista durante il soggiorno nel kibbutz, mentre a esordito nella narrativa nel 1965, con la raccolta di racconti “La terra dello sciacallo”. Il suo primo romanzo, “Elsewhere, perhaps”, è stato pubblicato l’anno successivo. Autore di numerosi saggi e romanzi, Amos Oz lavora anche come giornalista e come docente di letteratura presso l’Università Ben Gurion del Negev.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.8 di 5 su 6 recensioni)

3.0Favola, 29-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Oz in questa storia ci narra di un villaggio dove gli animali sono scomparsi da molto tempo, così tanto che i bambini si chiedono se questi sono un invenzioni degli adulti.
Così due bambini si inoltrano nel bosco spinti da quelli che posso essere definiti versi...
Il libro sembra essere un libro per bambini ma con una morale da grandi in fondo.
Consigliato.
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4.0Inaspettato, 26-08-2011
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Ho trovato questo libricino ad un mercatino dell'usato: 1 speso benissimo!
Favola per adulti e piccini, in grado di far capire che l'esclusione sociale è un "male" generato dalla paura del diverso, di ciò che non si conosce. Letto tutto d'un fiato in un pomeriggio d'estate, fa riflettere senza essere opprimente.
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4.0Favolisitico, 06-07-2011
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E' un libro che ho scoperto perché l'ho letto insieme alle mie bambine. Credo sia interessante riportare le impressioni che mi hanno espresso quando abbiamo terminato la lettura: un libro fantastico, che fa scoprire mondi nascosti, che impegna la fantasia, che fa sognare, che mette a confronto le paure degli altri con le tue.
Condivido.
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3.0Horror favoletta, 13-10-2010
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Poche pagine per confezionare una favoletta per grandi e piccini e raccontare la paura della diversità che hanno gli umani nei confronti di chi è diverso dalla maggioranza.
Ben scritto.
Linguaggio fluido e comprensibile. Trama comunque ben costruita in cui non mancano colpi di scena che fanno sobbalzare.
Lettura consigliata a tutti.
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4.0D'un tratto nel folto del bosco, 08-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Favola basata sulla diversità con protagonisti dei bambini, ma sembra pensata per gli adulti. In un paesino sperduto non ci sono più gli animali, nessun tipo di animale, nemmeno le lumache o le lucciole. Nel paese vivono solo gli uomini, in un silenzio innaturale soprattutto di notte quando tutti si barricano in casa, per paura del terribile demone dei monti Nehi. Gli animali furono portati via da questo demone delle tenebre molti anni fa, ma non si riesce a capire quando, e tutti non ne vogliono parlare, sembrano essersi dimenticati, o meglio sembrano ricordarsi di dover dimenticare.
Lo comprai l'anno scorso per caso, lo definirei più un racconto che un romanzo. Devo dire che l'ho letto con gusto e sono contento di averlo scelto. Ha il suo lato fantastico e il suo lato molto pragmatico. E' una bella favola, che aiuta a riflettere.
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5.0...i carnivori mangeranno il carnemone..., 15-06-2008
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Devo ammettere che è la copertina ad avermi attratto: quell'alberello nel folto del bosco, sperduto nella spettrale cupezza del luogo, eppure illuminato di colore. Sembra sussurrarti: "avvicinati, vieni a conoscermi". Non avevo mai letto nulla di Amos Oz, ma se l'autore avesse voluto convincermi ad assaporare le sue opere per mezzo di questo romanzo (o racconto lungo), ci sarebbe riuscito decisamente. Una bella fiaba, dolce, delicata, raccontata con un linguaggio semplice, ma mai banale; i pensieri dell'autore, specchiati nelle parole e nelle menti dei personaggi sono profondi, invitano alla riflessione. Sul finire, la storia diventa commovente e si tramuta in un inno alla vita, alla comprensione, all'accettazione del prossimo, del diverso. Chissà che un giorno il mondo diventi davvero un luogo in cui tutti i carnivori si abitueranno a mangiare il carnemone. E a non cacciare più.
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