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Tokyo soup

Tokyo soup

di Ryu Murakami

3.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Piccola biblioteca oscar
  • Traduttori: Tashiro K., Bagnoli K.
  • Data di Pubblicazione: aprile 2007
  • EAN: 9788804566311
  • ISBN: 8804566310
  • Pagine: 232
  • Formato: brossura
Kenji (vent'anni, una guida turistica senza licenza, che accompagna turisti nel quartiere a luci rosse di Tokyo) viene assoldato da Frank, il suo nuovo cliente americano. Fin dall'inizio Kenji sente che c'è qualcosa che non quadra. Ma forse è solo paranoia. Il cliente vuole sesso e sesso avrà. Prima e unica tappa: Kabukico, quartiere a luci rosse molto fiorente. La serata si trascina tra un peep show e un lingerie bar, tra birre, ragazze e chiacchiere. Ma quando arriva il momento di pagare, le banconote di Frank sono macchiate di sangue. La sensazione che qualcosa di brutto sta per accadere cresce in Kenji e infatti la festa di morte ha inizio. Frank, davanti a un Kenji semi-ipnotizzato, compie una strage. È solo l'inizio...

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.2 di 5 su 5 recensioni)

3.0Tokyo Pink Guide, 24-04-2012
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E' difficile cercare di riordinare le idee per fare una recensione buona di questo libro. Ciò che ci viene mostrato dai due protagonisti è la Tokyo erotica; la metropoli tanto sognata dai viaggiatori per gli innumerevoli risvolti sessuali che si possono trovare in una città come questa. A parte questo breve cenno iniziale, posso dire che l'autore ci spiega una storia un po' particolare che trascina molto in alcune parti, mentre in altre è totalmente inutile e superflua. Bisogna ammettere che non sia un'opera che verrà ricordata, però non è nemmeno da buttare via. Un ottimo lavoro è stato fatto sulla caratterizzazione dei personaggi e sulla loro interazione. Per il resto poteva essere gestito un po' meno ''fantasiosamente' '.
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3.0Tokyo soup, 22-07-2011
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Prima di leggerlo avevo qualche minimio pregiudizio verso questo romanzo. Intendiamoci, non stiamo parlando di un capolavoro della letteratura ma, questa strana storia, offre piu di uno spunto di riflessione. Dall'incontro kenji -frank, i due protagonisti di questo romanzo, e dalle loro escursioni nella tokyo by night viene fuori una critica spietata sia alla societa nipponica che a quella occidentale. La copertina recita: "una discesa agli inferi del sesso nei meandri di tokyo "... Una cazzata. Cio che mette nel piatto questo libro è qualcosa di molto piu sostanzioso... Mi fa piacere essermi sbagliato... Dimenticavo, piu che un giallo è un quasi splatter.
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1.0Tokyo soup, 07-02-2011
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Non è sicuramente il tipo di romanzo che consiglierei o che rileggerei o di cui mi piacerebbe parlare. Insomma è un romanzo un po' troppo forte per i miei gusti, un po' troppo pulp e che preferisco dimenticare su uno scaffale o addirittura perderlo.
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4.0Tokyo Soup, 22-12-2010
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Tokyo Soup è l'inquietante storia di un ragazzo che sbarca il lunario facendo la guida turistica per clienti "particolari". Durante il lavoro si imbatte in Frank, in apparenza solo un normale cliente. Ma cosa nasconde quest'uomo e perchè sembra essere implicato in un sanguinoso caso d'omicidio? A Kenji toccherà scoprirlo, trasportando il lettore nella squallida Tokyo dei quartieri a luci rosse.
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5.0Ryu Murakami è autore e regista , 07-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 4
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Ryu Murakami è autore e regista cinematografico.
Il suo romanzo: Un blu quasi trasparente è introvabile in Italia, un vero cult.
L’ambientazione di un romanzo di Murakami è la mente estrema del Giappone.
Questa mente produce sensazioni forti, potenti, estremiste vissute in tutte le classi, ambienti e gruppi.
La vita sociale del Giappone è basata da una lunga tradizione. Ci sono regole inderogabili, obblighi fissi e convenzioni insostituibili.
L’individuo passa sempre in secondo piano. La persona è solo una piccola parte, senza significato di un reticolato sociale fondamentale ed unico.
Ci possono essere delle crepe in queste regole.
Il giapponese non può o non vuole sollevarsi, costruire un nuovo ordine gli è impossibile.
Allora trova una sostituzione in nuove ribellioni sessuali. Tutto si basa sugli estremi del rapporto fisico.
In Tokyo Soup Kenji è un ragazzo giapponese, lavora come accompagnatore di stranieri nei locali e quartieri a luci rosse.
Diciamo: ha approfittato della crepa per poter vivere.
Frank è un americano. Solo questo di lui è certo, il resto della sua vita non ci appartiene.
L’incontro con Frank sconvolgerà la vita di Kenji.
Kenji lo accompagna nei locali mentre Frank gli mostrerà la sua inverosimile filosofia di vita. Alla fine quel mondo giapponese mostrerà il suo vero volto, impossibile da capire a prima vista.
Sarà uno straniero: Frank a farci comprendere cosa c’è dietro la facciata della società nipponica.
Sarà sempre uno straniero, una ragazza peruviana che vive a Tokyo, a darci una spiegazione sociale della vita intorno a lei e le vessazioni di un forestiero quando affronta quel mondo :
“… la cosa più difficile del vivere in Giappone è la pressione sociale e il fatto che la gente non capisce l’esigenza di avere uno spazio privato. I giapponesi ti stanno intorno a gruppi e ti parlano dietro le spalle a gruppi e non se ne fanno un problema. Non pensano alle pressioni che ti fanno subire, sono ignoranti e lamentarsene non serve perché non capiscono neanche di cosa stai parlando. Se fossero apertamente ostili potresti contrattaccare, invece non lo sono e lei non sa come fare.” (Pag. 180).
Questa è la verità. Non ti affrontano direttamente, ma lo fanno solo con scostanza, con fastidio, con snobismo e con razzismo creando intorno a loro una diffidenza impossibile.
Il romanzo usa un linguaggio del crime story, con sangue, violenza e paura.
Un linguaggio adatto per i due personaggi vitali e pieni di violenza, ci conducono in questa vera guida di Tokyo e del Giappone.
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