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La tigre bianca

La tigre bianca

di Aravind Adiga

3.5

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Super ET
  • Traduttore: Gobetti N.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2010
  • EAN: 9788806201579
  • ISBN: 8806201573
  • Pagine: 232
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Seduto alla sua scrivania, l'imprenditore autodidatta Balram Halwai, detto la Tigre Bianca, scrive sette lucide e impietose lettere al primo ministro cinese che si appresta a visitare l'India. Gli racconta delle proprie origini e della propria storia: la storia di un ragazzo di una delle caste più basse che da un fangoso villaggio all'interno del paese (dove "ogni buona notizia si tramuta in una cattiva notizia, e in fretta") arriva a New Delhi, dove mall luccicanti, sontuosi palazzi e auto tirate a lucido da magri autisti in ciabatte si accostano a bordelli di lusso con bionde prostitute dell'Europa dell'est. Qui, nel nuovissimo quartiere di Gurgaon, Balram Halwai assiste alla progressiva e inarrestabile corruzione del suo padrone, ne assimila la mentalità e intuisce che il modo per fuggire dalla gabbia della miseria esiste: commettere un omicidio, rubare e mettersi in proprio. Grazie a un duro lavoro, a pasti trangugiati in fretta, a un codice morale dettato dalle necessità produttive, ma soprattutto applicando le auree regole degli affari apprese da Mr Ashok, il suo defunto ex principale, il successo non tarda ad arrivare. Per il futuro si vedrà: forse potrebbe investire parte del proprio capitale in una scuola per i bambini poveri di Bangalore: una scuola piena di Tigri Bianche, in cui non si parli né di Gandhi, né dei 36 milioni di divinità indiane.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.4 di 5 su 5 recensioni)

4.0La tigre bianca, 19-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
E brava la nostra sconosciuta autrice americana di origini indiane! Costruisce con semplicità e divertendo il lettore un riuscitissimo spaccato della "modernità" in India, con un romanzo che dice molto di più di molti reportage o saggi. Quello che convince di più e di cui il libro non potrebbe fare a meno è la voce ingenua e allo stesso tempo sarcastica del protagonista
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4.0La tigre bianca, 12-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
E' un liubro che può essere letto da due diversi punti di vista: da un lato appare come un piatto raccontino della vita di un indiano povero che i padroni trattano come un animale (un "underdog" come dicono gli anglosassoni) , mentre dall'altro è una denuncia della corruzione che permea a tutti i livelli la società indiana e dello sfruttamento che le classi privilegiate esercitano sulle classi inferiori. E' senz'altro originale l'idea di strutturare il libro come un insieme di lettere che il protagonista invia nientemeno che al Primo Ministro cinese atteso per una visita a New Delhi, meno originale l'idea di fargli raggiungere l'elevazione sociale attraverso il delitto e la rapina. E' comunque un libro che vale la pena di leggere per conoscere una realtà che ci è nascosta dallo splendore del cinema di Bollywood, dell'informatica di Bangalore e dei mirabolanti aumenti del PIL. Sì, ma a che prezzo umano?
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4.0La tigre bianca, 09-07-2011
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Io sinceramente non l'ho trovato così brutto come leggo da alcune recensioni. Il libro è crudo, spietato, sicuramente una denuncia del sistema di corruzione che vige tuttora in India, forse la più grande democrazia del mondo, ma sicuramente malata dl vizio originale di una estrema diffusione della corruzione. Il libro narra della ascesa di un servo, che riesce a rompere il sistema, la "gabbia per polli", che tiene le persone ultime relegate ai soli lavori più umili. Purtroppo per liberarsi dalle sue condizioni di partenza il protagonista del libro deve ricorrere ad un omicidio, ma il tutto appare come inevitabile. Il libro è un racconto di finzione ma è sicuramente anche documentaristico nel suo intento di denunciare il sistema di corruzione vigente in un paese emergente, sicuramente un paese, viste anche le sue dimensioni, trainante per l'economia mondiale; economia che si regge tuttora su di un sistema in cui esiste ancora la schiavitù, in cui esistono persone a cui è concesso e permesso tutto, e persone il cui valore è inferiore a quello delle bestie; il tutto succede oggi. Libro da leggere e da meditare.
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1.0The White Tiger, 07-04-2011
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E' stato osannato da tutti, ma io l'ho trovato pesante e noioso. Non nego di aver saltato qualche pagina per arrivare prima alla conclusione. Un romanzo contemporaneo nella sua accezione più deteriore, che si rivolge al lettore straniero mirando a sconcertarlo con quello che in fondo già sa del subcontinente. Così come in altri romanzi della cosiddetta Nuova India è presente un'idealizzazione degli aspetti ameni (gli incensi, le spezie, i variopinti bazar e un misticismo d'accatto), in questo ne vengono elencati in un colpo solo quasi tutte le brutture (il solito abisso di lerciume e sopraffazione millenaria). Il buon realismo è comunque altrove, lontano da certa narrativa, astuta sì, ma tutt'altro che illuminante e meno che mai sincera. Però si può leggere, come no, è fatto apposta. Racchiudendo in sè tutto quello che può entrare agevolmente nell'occhio schifiltoso di uno straniero, per non dire di un banale turista, questo romanzetto dovrebbe essere destinato a una buona fortuna cinematografica (sempre che alla regia non ci finisca un tipo dell'Einaudi, ovviamente, ma ne dubito).
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4.0un'India inedita, 14-09-2010
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Lo scrittore è al suo primo romanzo, racconta l'altra faccia dell'India, l' altra faccia della modernizzazione che riguarda milioni di indiani che escono dalla miseria, che implica la nasciata del malaffare e di mille altre ingiustizie.
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