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Ti trovo un po' pallida

Ti trovo un po' pallida

di Carlo Fruttero

4.0

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Questo racconto apparve originariamente sul settimanale L'Espresso" ma con la doppia firma Fruttero&Lucentini. Semplice il motivo: quei due nomi uniti dalla e commerciale s'erano ormai bene o male consolidati come una ditta o azienda (in realtà era semmai una società di mutuo soccorso) e sarebbe stato stupido rinunciare a un marchio così bene avviato. Ci venivano delle idee, ci presentavano delle proposte, e noi le valutavamo, ne discutevamo, e poi decidevamo se buttarci o no. La richiesta stavolta era per un racconto di genere poliziesco, avendo "La donna della domenica" diffuso tra i periodici italiani di ogni livello e genere la seguente equazione: vacanze = brama di spensieratezza = lettura di evasione = polizieschi brillanti = F&L. Cedemmo un paio di volte a tali offerte con risultati ai nostri occhi non entusiasmanti. Con Franco ci parlammo al telefono, è chiaro. Probabilmente lasciammo subito cadere la possibilità di mettere insieme un intreccio poliziesco contenibile in una ventina di pagine, e fui forse io, o forse invece Lucentini, a propendere infine per la ghost story." (Dal Backstage di Carlo Fruttero)

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Particolare, 16-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Sicuramente l'idea di una ghost-story "all'italiana" è qualcosa a cui non siamo abituati e forse non ce lo saremmo aspettati dalla penna di chi ci aveva abituato a ben altro genere. Carlo Fruttero ammette di aver cercato di evitare i cliché e gli stereotipi tipici del genere per scrivere una storia di fantasmi "alla luce del sole". Nel complesso è una lettura godibile e questa edizione è arricchita da un ironico "backstage" a cura dell'autore stesso.
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