Thérèse Raquin

Thérèse Raquin

4.0

di Émile Zola


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Descrizione

Pubblicato nel 1867, "Thérèse Raquin" narra la vicenda di Thérèse, giovane bella e avida di vita, sposata con il cugino Camille, malaticcio e debole di carattere. La donna si lascia sedurre da Laurent, amico di famiglia dal temperamento rozzo e sanguigno. Trascinati in un vortice di passione sempre più fosca, i due amanti giungono a uccidere Camille simulando un incidente. Ma non troveranno pace neppure dopo essersi sposati e, tormentati tanto dal fantasma di Camille quanto dagli occhi severi della madre di lui, muta e paralizzata ma dall'intelligenza intatta, finiranno per suicidarsi. Definito da Oscar Wilde "il capolavoro dell'orrido", in realtà questo romanzo è quasi un manifesto del naturalismo francese: costruito dall'autore come lo studio di un caso fisiologico e psicologico, analisi delle passioni di un temperamento nervoso e di uno collerico, "Thérèse Raquin" resta scolpito nella mente del lettore per la sua audacia descrittiva, le sue atmosfere morbose e la precisione assoluta del congegno narrativo. Con uno scritto di Guy de Maupassant.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 7 recensioni)

4.0Amore criminale, 16-05-2012
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Storia di passione e morte, in cui Zola esamina il comportamento umano come un fatto naturale, e tratta Teresa Raquin come un caso psicologico da studiare, passando al microscopio il suo e gli altrui sentimenti. Questo romanzo è la premessa del suo approccio medico vero e proprio (che migliorerà nel ciclo di volumi dei Rougon-Macquart) . Brutale e drammatico, disturbante e intrigante, non può lasciare apatici.
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3.0Un Zola classico, 30-04-2012
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Zola nasce nel 1840 e muore ad inizio del nuovo secolo. Pubblica questo famoso libro nel 1867 e la sua pubblicazione è estata inizialmente a puntate. Romanzo particolarmente intenso, incarna sulla pagina scritta una storia di desiderio tra Therese e Laurent, narrato secondo i canoni del naturalismo.
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5.0Emozionante, stupefacente, 27-05-2011
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Questo romanzo è un manifesto del naturalismo francese, definito da O. Wilde "il capolavoro dell'orrido", costruito dall'Autore come lo studio di un caso fisiologico e psicologico, di un temperamento nervoso (Therese) e di uno collerico e sanguigno (Laurent) . E. Zola riesce nell'intento di calare il lettore all'interno della sua opera, all'interno del labirinto senza uscita delle passioni umane più pericolose, perfettamente analizzate da un "chirurgo" delle emozioni, qual'è l'Autore.
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4.0Thérèse Raquin, 25-11-2010
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Leggere Thérèse Raquin significa calarsi in un atmosfera lugubre e marcia, sentire il puzzo di muffa penetrarti le narici e l'umidità entrarti nelle ossa. Significa assistere alla crudele scarnificazione dell'essere umano, mostrato brutalmente in tutte le sue componenti più bieche e bestiali e lasciare che la tragedia si compia, perché non può essere altrimenti.
Zola è un chirurgo estremamente abile e crudele nel descrivere con impietosa precisione questa storia di mortifere pulsioni e ambienti claustrofobici, tanto potente e viva che in alcuni momenti avresti solo voglia di chiudere gli occhi e non saperne più niente di Thérèse, di Laurent, di Camille e della signora Raquin. Eppure non si può smettere di leggere perché sai che la verità, la vita in fondo, è anche lì, in quelle brutture e in quel marciume e resti attonito, inorridito e insieme attratto come quando dalla macchina insisti a guardare i resti di un incidente.

Astenersi benpensanti, stomaci deboli, amanti del lieto fine e delle storie dolci e rassicuranti.
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4.0Thérèse Raquin, 09-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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L'intento didattico è evidente e qualche volta rende il racconto un po' didascalico; tuttavia, il ritmo incalzante e l'intreccio inesorabile, senza respiro, proiettano questo libro tra i classici del thriller ante litteram.Non della grandezza di Delitto e castigo, eppure sulla stessa scia per quanto riguarda l'analisi introspettiva, ci parla di un tempo in cui il delitto era ancora un crimine per il quale si provava rimorso; fa effetto per noi, che siamo abituati a stragi senza emozione e senza significato.
P.S. forse la cosa più interessante del libro è la prefazione scritta da Zola stesso alla seconda edizione: un'invettiva che rende l'idea della sua autonomia di pensiero e del suo coraggio.
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5.0r(a/e)quin , 02-08-2010
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Solo una vocale separa il cognome della protagonista dalla traduzione in inglese di “squalo” e chissà che il prolifico autore francese non lo abbia fatto apposta. In effetti, ad una prima analisi, molte sono le caratteristiche in comune tra Therese ed il vorace predatore. Tuttavia l’animo umano prende progressivamente il sopravvento con tutto il suo carico di insicurezze e pentimenti che si riflettono concretamente della vita quotidiana fino a rendere vano ogni tentativo di adattamento. Angusto e tortuoso rispecchia a pieno la natura umana. Da affiancare a “L’Assommoir” e “Nanà”.
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3.0Una pace armata, 28-07-2010
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Therese Raquin è una bomba ad orologeria, ascolti il suo ticchettio da lontano, senti mano a mano che si fa più forte il suono, più incalzante il ritmo e aspetti l'eplosione come una liberazione. La figura più interessante resta per me Madame Raquin che è il vero emblema della delusione dell'uomo nei confronti di una Natura impassibile davanti alle più bieche ingiustizie e crudelta. Sebbene un occhio superficiale possa intravedere per lei nelle ultime pagine una sorta di compensazione, Madame Raquin non trovera mai giustizia.
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