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In terra di Israele

In terra di Israele

di Amos Oz


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  • Editore: Marietti
  • Collana: Terzomillennio
  • Traduttore: Baehr A.
  • Data di Pubblicazione: maggio 1992
  • EAN: 9788821168970
  • ISBN: 8821168972
  • Pagine: XVIII-193

Note su Amos Oz

Amos Oz è lo pseudonimo utilizzato da Amos Klausner, nato a Gerusalemme il 4 maggio del 1939. Figlio di Yehuda Arieh Klausner e Fania Mussman, i genitori erano immigrati sionisti dell'Europa Orientale. Amos Oz frequentò la scuola religiosa Tachkemoni e poi proseguì la sua formazione scolastica presso la scuola ebraica di Rehavia. La madre di Amos si suicidò quando lui aveva dodici anni. A quindici anni, in contrasto con il padre, entrò in un kibbutz, dove venne adottato dalla famiglia Huldai. Qui cambiò il suo cognome in Oz, che in ebraico significa forza. Ha svolto il servizio militare nell’esercito israeliano negli anni Cinquanta e ha partecipato alla guerra dei sei giorni e alla guerra del Kippur. Dopo il servizio militare, ha studiato Filosofia e Letteratura ebraica presso l’Università ebraica di Gerusalemme. Sposato con Nily, la coppia, dopo aver lavorato nel kibbutz, nel 1986 si trasferì ad Arad a causa dell’asma di Daniel, loro figlio. Ha iniziato a lavorare come giornalista durante il soggiorno nel kibbutz, mentre a esordito nella narrativa nel 1965, con la raccolta di racconti “La terra dello sciacallo”. Il suo primo romanzo, “Elsewhere, perhaps”, è stato pubblicato l’anno successivo. Autore di numerosi saggi e romanzi, Amos Oz lavora anche come giornalista e come docente di letteratura presso l’Università Ben Gurion del Negev.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Straordinario!, 17-05-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Si tratta di un saggio stupendo nel quale l'autore, prendendo spunto da esperienze di viaggio all'interno di Israele e nella West Bank nel corso degli anni '80, intervista persone e rievoca luoghi e momenti della storia passata e presente del suo Paese, ponendo innumerevoli interrogativi sulle sfide irrisolte. Le interviste riportate nel saggio, raccolte sia tra la popolazione israeliana, che tra gli arabi dei territori palestinesi, intendono rappresentare altrettante voci all'interno del variegato e complesso spettro politico e sociale israeliano. Le diverse voci che dibattono sono appassionate e coinvolgenti, mai noiose. Deliziosa la scena di una conversazione in un caffè arabo di Ramallah tra l'autore e due giovani arabi, mentre un arabo anziano ascolta meditabondo, rievocando momenti struggenti del passato ottomano e gli splendori di una Gerusalemme che non c'è più.
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