Terra e cenere

Terra e cenere

4.0

di Atiq Rahimi


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Descrizione

Questa storia si svolge nei dintorni della città di Polkhomri, in Afghanistan, negli anni dell'occupazione sovietica. Lo scenario è un paesaggio fisico e umano ridotto all'osso, rocce arroventate dal sole, arbusti riarsi, un ponte sopra un fiume in secca, un guardiano addormentato nella sua guardiola, un negoziante filosofo nel suo bugigattolo. I protagonisti sono un vecchio e un bambino seduti sul ciglio della strada ad aspettare un camion. Cercano un passaggio per raggiungere la miniera dove lavora Moràd, figlio del vecchio, padre del bambino. La polvere che sporca, soffoca e nasconde quest'angolo desolato del pianeta non può cancellare l'angoscia del vecchio, né far tacere gli interrogativi del bambino. Il vecchio teme che Moràd gli chieda la ragione della visita fuori programma. Teme che il bambino si metta a urlare che i russi hanno rubato i suoni del mondo e che la gente ha perso la parola e le cose non fanno più rumore. "Perché sei venuto Dastghir?" chiederà Moràd. E Dastghir dovrà raccontare la verità, se vuole essere un uomo, se vuole che Moràd continui a essere uomo.

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Dettagli del libro

  • Titolo: Terra e cenere
  • Traduttori: Karimi B., Moussavi Asl M.
  • Editore: Einaudi
  • Collana: Super ET
  • Data di Pubblicazione: marzo 2010
  • ISBN: 8806203266
  • ISBN-13: 9788806203269
  • Pagine: 86
  • Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea
  • Formato: brossura

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Il dramma della guerra, 22-08-2010
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Il racconto presenta un narratore che osserva la scena davanti a sé. La sua non è una conversazione, ma una descrizione di ciò che provano nell'animo i due personaggi che sta osservando: un vecchio e un bambino in Afghanistan durante l'occupazione russa.
Nell'attesa di un mezzo di trasporto, scorrono nella mente del vecchio "le immagini e i sogni di ciò che hai visto, ma che non volevi vedere... o di ciò che devi vedere, ma che non vuoi vedere". Il vecchio, infatti, è il protagonista principale di questo racconto, che non descrive la guerra, ma le sue conseguenze.
L'autore scrive con uno stile insolito (si rivolge ai protagonisti dandogli del tu) e attraverso questa voce narrante, realizza un racconto quasi onirico dove realtà e sogno si ingarbugliano.
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