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Tenera è la notte

Tenera è la notte

di Francis Scott Fitzgerald

3.5

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Dick Diver, un giovane psichiatra, ha sposato Nicole, che un incestuoso rapporto col padre ha reso schizofrenica. Dick lavora a un libro, vivendo delle ricchezze di Nicole tra la Costa Azzurra e Parigi, con un piccolo gruppo di amici. Tra questi Abe North, un compositore alcolizzato e Tommy Barban, un mercenario francese innamorato di Nicole. Al gruppo si unisce Rosemary, una bella attrice americana di cui Dick si innamora. L'unione con Nicole si sgretola e la donna inizia una relazione con Tommy. Il finale conclude amaramente la vicenda.


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 11 recensioni)

4.0Fitzgerald si scaglia contro i ricchi oziosi, 10-06-2015
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Il libro narra le vicende di una giovanissima attrice, prototipo della ragazzina modello americana, che sulla spiaggia di Antibes incontra un gruppo di ricconi sfaccendati e spensierati, fra i quali Nick Dyver, uno psichiatra di cui si innamora, e la sua bellissima moglie Nicole, una miliardaria malata di nervi. Pur conducendo una vita libera e piacevole i due nascondono, sotto le apparenze, drammi paurosi. Nicole rappresenta le penose ambiguità dell'esistenza, mentre Nick consuma ogni sua energia per guarire la moglie e alla fine si scopre esausto, svuotato come se un'onda avesse spazzato via insieme agli entusiasmi del boom americano anche il suo slancio vitale.
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4.0Un atto d'accusa verso un'epoca frivola, 09-06-2015
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Fitzgerald si dedica alla stesura di questo romanzo negli anni più difficili e drammatici della sua vita, e l'idea centrale del romanzo stenta a lungo a precisarci. Solo sette anni più tardi il libro prese la forma che oggi conosciamo, attingendo ancora una volta all'esperienza dell'autore: la tragica vacanza sulla Costa Azzurra, la malattia della moglie Zelda, la via crucis nelle cliniche psichiatriche, la lotta contro l'alcool e la disillusione. Il libro, quando uscì, non ebbe successo: ben pochi capirono che il romanzo non era una celebrazione del mondo raffinato e ozioso dei ricchi ma un atto d'accusa verso quell'epoca.
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1.0Che delusione !, 05-01-2013, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Tanto mi e' piaciuto " Il grande Gatsby" quanto ho arrancato per finire questo libro.
Mi era stato suggerito da un'amica americana che lo garantiva come un autentico capolavoro, sicuramente aveva le sue ragioni a stabilire ciò, quindi devo dedurre che la traduzione in italiano non gli ha reso il dovuto. Ho fatto fatica a finirlo e l'ho subito trovato scialbo in tutto. Ho notato che anche altre recensioni hanno avuto le stesse mie impressioni sulla traduzione.
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4.0Tenera è la notte, 09-02-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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I benestanti americani in vacanza, sedotti dai soldi, dai piaceri evanescenti, dal lusso sfrenato. Un libro che nonostante gli anni risulta più attuale che mai. La perdita dei valori, la difficoltà di essere "se stessi" nei sentimenti, la vita che scivola in fretta e scappa dalle mani, la malattia della mente, gli abusi. Come sfondo tante località, dalla Costa Azzurra, alla Svizzera, a Roma. Una caduta reale e palpabile. Un libro da leggere.
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5.0Tenera è la notte, 03-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Sfolgorante lavoro del Nostro, che assieme all'altro grande romanzo Il Grande Gatsby ha firmato dei veri capolavori della letteratura del novecento. Cronaca del lento e inesorabile di una generazione sedotta dal lusso e dal denaro, mentre sempre più vengono anestetizzati i sentimenti più veri e preziosi.
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5.0Tenera è la notte, 07-04-2011
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Questo libro ha un grande valore, ma bisogna leggerlo da una certa angolatura per apprezzarne le qualità. Cosa si può dire di un mostro della letteratura che non sia già stato detto?
Un romanzo partorito da un autore così epocale si affronta sicuramente con riverenza, e poi con imbarazzo. Specialmente quando almeno 14 del libro stesso risulta ai limiti dell'incomprensibile (complice forse anche l'aulicissima traduzione della Pivano).
Poi ad un certo punto tutto prende il volo. E con semplicità quasi disarmante, con una freddezza ai limiti del clinico, ci si addentra in vicissitudini psicotiche, amori falliti, devastazioni sapientemente tenute insieme come nelle migliori società: quella dipinta è in fono e in nuce il dramma dell'epoca moderna, tutta tesa a cercare un equilibrio tra l'apparire e l'essere.

Quello che manca forse a questo romanzo, a mio avviso, è il fatto che tutta la trama coinvolge solo ed esclusivamente personaggi dell'upper class, come se la loro condizione estrema fosse l'unica metafora accettabile a dipingere la miseria spirituale del mondo occidentale tra le due Guerre.
Molto probabilmente questa scelta ha una una logica all'interno della Weltanschauung di F.S. Fitzgerald, ma essendo un autore che ho approfondito poco o nulla, mi riserbo di criticarla da un punto di vista meramente personale.
Un'opera che spiazza, che forse non entusiasma e non coinvolge, ma che lascia traccia profonda di un'epoca che ancora, per molti versi, ci appartiene.
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3.0Tenera è la notte, 01-04-2011
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Una fortuita coincidenza haf atto sì che mi trovassi a leggere quest'opera. Romanzo controverso, redatto in più versioni e diviso in 3 libri. Il primo, il più felice dal punto di vista narrativo e della creatività, il secondo, il più confuso e redatto più volte, l'ultimo il più cupo e disperato. F. S. F, in chiave auto-biografica, narra gli agii della borghesia americana, in pieno boom economico, in una rigogliosa costa azzurra dove ad assolate giornate al mare si susseguono cene sfarzose. La parabola del Dott. Diver è una metafora dell'america degli anni '20, che passa dall'età dell'oro a quella della miseria e dell'anonimato. Il primo libro è indubbiamente il più bello ed il più affascinante sia dal punto narrativo che dal punto di vista letterario, dove la puntualità e la creatività di FSF raggiungono vette eccelse. Ma non è tutto oro quel che luccica.
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4.0Tenera è la notte, 25-02-2011
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Che dire? Cosa non farei per leggere più spesso simili capolavori! Forse non avevo compreso tutta la sua potenza mentre lo stavo leggendo. Inizia bene, con sole, mare, borghesi e spalle bruciate... E all'interno la finzione del tutto. La prima parte un pò confusonaria, si capisce poco, dialoghi stringati ma anche parti troppo troppo descrittive. Il secondo libro, invece, è meraviglioso. Ci si rimane incollati per ore e ore senza riuscire a toglierci gli occhi di dosso. Diventa esilerante, fino alla fine, che però è un pò debole e raffreddata, quasi frettolosa... Dicevo, quello che è importante è quel che resta dentro. E anche se forse non me n'ero accorta nel mentre, anche dopo anni ci ripenso e mi tornano in mente immagini, parole. Allora, cosa c'è di meglio? Qual'è lo scopo di un libro, se non questo?
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1.0Tenera è la notte, 23-02-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 5
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Stile davvero arzigogolato e confuso. Una sofferenza. Noioso, inconcludente, in molti passaggi addirittura confuso e confusionario.
Si sa che Fitzgerald è autore da atmosfere e dettagli più che da grandi intrecci e dialoghi incalzanti, ma in questo caso il risultato è una staticità davvero esasperante... Non succede letteralmente nulla dalla prima all'ultima pagina.
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4.0Tenera è la notte, 20-11-2010
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Fitzgerald abbandona i toni superficiale e cupi dei precedenti romanzi per raccontare l'amore e il bisogno dell'altro in quei borghesi che ci ritroviamo ad invidiare. Ma le apparenze ingannano e la depressione e l'apparire sono più forti. Crepuscolare e malinconico.
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5.0Tenera è la notte, 23-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Ricordate la perfezione e la misura de "Il grande Gatsby" o dei migliori racconti fitzgeraldiani? Non una parola di troppo, quelle frasi sempre della lunghezza giusta, quelle descrizioni mai banali e al contempo mai sovrabbondanti di dettagli, quei dialoghi impeccabili e mai "sbrodolati"? Ecco, qui Fitzgerald non sembra neanche lo stesso scrittore: la materia narrativa è troppo rovente, e in gran parte autobiografica, per controllarla al meglio. Il romanzo sbava, perde pezzi qua e là, certe parti non si capisce cosa siano state scritte a fare (cfr. il duplice omicidio). Spesso i dialoghi sono insistiti, strascicati. Eppure è un testo bellissimo e straziante: perfino il finale ha qualcosa di deforme, col protagonista che si fa sempre piccolo fino a sparire chissà dove, e il lettore non saprà mai dov'è finito... Ma la deformità di questo libro è proprio la ragione della sua grandezza.
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