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Il tempo che vorrei

Il tempo che vorrei

di Fabio Volo


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In sintesi

Il tempo che vorrei è il nuovo romanzo di Fabio Volo, che, con due milioni e mezzo di copie e un passaparola entusiasta e incessante è uno degli autori più letti in assoluto. Ci sono un padre e un figlio su un treno, non si sa per dove nè perchè. Il figlio ha l'età dell'autore e questa non è l'unica somiglianza. In treno, si sa, è facile perdersi nei pensieri. E allora il figlio pensa e ricorda. Un'infanzia fatta di fantasie assurde, le stesse che passano per la testa a quasi tutti i bambini. Un amore finito male. L'amicizia, la malattia, il lavoro, il riscatto sociale. Ma il figlio pensa soprattutto al padre. In "Il tempo che vorrei" Fabio Volo tratta temi cari a tutti con una sensibilità e un'efficacia sorprendenti.

Descrizione

"I'll trade all my tomorrows for a single yesterday: cambierei tutti i miei domani per un solo ieri, come canta Janis Joplin." È forse proprio questo il tempo che vorrei. Lorenzo non sa amare, o semplicemente non sa dimostrarlo. Per questo motivo si trova di fronte a due amori difficili da riconquistare, da ricostruire: con un padre che forse non c'è mai stato e con una lei che se n'è andata. Forse diventare grandi significa imparare ad amare e a perdonare, fare un lungo viaggio alla ricerca del tempo che abbiamo perso e che non abbiamo più. È il percorso che compie Lorenzo, un viaggio alla ricerca di se stesso e dei suoi sentimenti, quelli più autentici, quelli più profondi. Il nuovo libro di Fabio Volo è anche il più sentito, il più vero, e la forza di questa sincerità viene fuori in ogni pagina. Ci si ritrova spesso a ridere in momenti di travolgente ironia. Ma soprattutto ci si ritrova emozionati, magari commossi, e stupiti di quanto la vita di Lorenzo assomigli a quella di ciascuno di noi.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 75 recensioni)


1.0Il senso della vita, 18-09-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 9
di M. Isabella - leggi tutte le sue recensioni

«Il primo libro che leggi di Volo ti sorprende: "però, non male! " ti dici. Lo trovi gradevolmente agrodolce. Il secondo libro che leggi lo trovi "nel suo stile". Al terzo o diventa il tuo maestro di vita, la tua stella polare, il tuo faro nel tormentoso mare della vita, oppure lo stiri sotto il peso del materasso e lo ricicli come regalo alla prima occasione buona.
Chiaramente, arrivata stoicamente al quarto libro in cui tentava d'intortarmi sul senso della vita e aiutarmi a trovare la luce, io optato per la seconda opzione.
»

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1.0Mediocre, 03-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 3
di C. Quasto - leggi tutte le sue recensioni

«Altri testi dell'autore mi hanno sorpreso piacevolmente ma questo l'ho trovato insulso, confuso e retorico; l'ennesima analisi sulla condizione dei giovani di oggi e di certe persone che non riescono proprio a esprimere i sentimenti se non quando è troppo tardi, fortunatamente per il protagonista il recupero del rapporto col padre avviene quando è "quasi" troppo tardi, al cospetto di un terrazzino pieno di piante di cui prendersi cura, traslando su queste ultime la necessità di cure che non avrebbe mai il coraggio di chiedere espressamente. Adulti si diventa lentamente.»

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3.0Piacevole lettura poco impegnata, 12-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di C. Caglieri - leggi tutte le sue recensioni

«Gradevole e scorrevole nella scrittura il protagonista di Volo fa' una panoramica della propria vita cercando di tirare le somme.
È una piacevole lettura se la si affronta come "prima lettura" di Fabio Volo, diversamente, se si ha avuto l'occasione di leggere qualche altro suo libro, lo si trova troppo ripetitivo e monotematico.
»

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5.0Non si smentisce mai!, 05-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di F. Olivi - leggi tutte le sue recensioni

«La leggerezza di Fabio Volo si mescola con profonde riflessioni sulla quotidianità, sulla vita di tutti i giorni, suelle cose che ci rendono cosi simili l'un l'altro ma di cui spesso che ne vergognamo. Un romanzo felice, sincero, da leggere tutto d'un fiato, da sottolineare con la matita, da rileggere!»

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3.0Il tempo che vorrei, 29-07-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 4
di F. Villo - leggi tutte le sue recensioni

«Certo non è un capolavoro, ma almeno la sufficienza la raggiunge comodamente. Qui, appunto, i due protagonisti si presentano psicologicamente diversi. Quello alla ricerca del padre, dolente, pensoso, ma in fondo riflessivo e con una meta in fondo al cuore: capire meglio perché non è riuscito (almeno fino ad ora) ad entrare nella breccia di quel genitore che forse avrebbe reso più lievi i suoi momenti di fatica. Portandoci poi alla conclusione che quello era l'amore che gli veniva dato, quel modo brusco, esterno, mai accarezzante, era l'unico modo che avevano insegnato loro, ai nostri genitori. Ed anzi, si facevano sforzo di venirci incontro, almeno di capire. Nella prassi, perché quello era il modo che avevano vissuto loro, e che ne avevano sofferto di più, ché neanche quello avevano forse avuto dai loro genitori. Mentre il protagonista egoista, giustamente lasciato perché non fa che leccarsi, solitario, le proprie ferite immaginarie, ad un certo punto mi lascia freddo. E non capisco come ci si possa innamorarsene. Fare un bel gesto, trovare un modo gentile di essere, può apparire. Ma se scavando quei gesti sono vuoti, sono "immeditati" perché dovremmo farci pietà di lui? Lui che continua a rincorrere la solitaria lei, che tanta luce portava nel suo buio. E cui lui non faceva altro che spegnere, come una candela che si consuma troppo in fretta. Rimane solo una sensazione antica, quasi da "vecchio maschilista": quando è la donna a lasciare l'uomo, rimane in lui la sensazione dell'amore (personalmente non credo più profonda) , come se da "uomo" rifiutasse la "sconfitta". E via allora a ricordare cose, oggetti, momenti, ripercorrerli, farsi male cento e più volte. Questo mi rimanda il panegirico dell'abbandonato, come se facesse di tutto per avere una rivincita. Che non credo sia giusto che abbia. Però Volo scrive in modo carino, non si perde in contorti voli scribacchianti, e quelle tirate sulla bellezza della lettura, beh, le sottoscrivo in pieno. Dai, va bene anche così, ricordando il bello del personaggio simpatico e calando l'oblio sull'egoista solitario. »

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1.0Sconsigliato, 16-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 6
di A. Sandri - leggi tutte le sue recensioni

«Di per sé la tematica è interessante, almeno per chi come me ha vissuto certe esperienze sentimentali (mi riferisco a chi per qualche motivo non riuscisse a togliersi dalla testa una vecchia fiamma) , però è scritto veramente da cani. Sembra una lista della spesa, con anche due pagine di fila di elenchi di pesudo-metafore. Fabio Volo mi sta molto simpatico perché, nonostante non sia una grande scrittore, ha l'intelligenza (e autoironia) sufficiente a riconoscerlo. Il libro comunque non è niente di che...»

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4.0Interessante, 05-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 3
di V. Di cuia - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro coinvolgente sin dalle prime pagine, racconta la storia di un ragazzo sulla trentina che ha avuto una vita non semplice fatta di discriminazioni, sacrifici per riuscire a sopravvivere, e dal rapporto contrastante con il padre, che riesce a recuperare un pò troppo tardi, ma che lo farà finalmente sentire in grado di amare se stesso e gli altri.»

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5.0Come sempre Volo fa centro, 04-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 7
di S. Olivotto - leggi tutte le sue recensioni

«Questo libro non lo si legge, lo si divora! Le pagine "volano" tra le dita nella ricerca di frammenti di se stessi narrati dall'autore. Lorenzo siamo noi, la sua relazione con il padre è la nostra relazione con i nostri padri e le nostre madri; amore, incomprensioni, sensi di colpa si uniscono a creare come sempre una trama affascinate.»

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5.0Sembra la conclusione.., 05-05-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 5
di F. Benetti - leggi tutte le sue recensioni

«Sembra la conclusione dei lavori di Volo. Ci si chiede 'cosa verrà dopo?'. Qui troviamo un Volo che ha finito di scappare e di essere inquieto ma che deve affrontare il perdono per chi invece gli è sfuggito di mano. Non sarà facile ma ogni cosa ha un prezzo.»

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5.0Ottimo libro, 01-05-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 4
di F. Zacchini - leggi tutte le sue recensioni

«Ho letto questo libro divorando ogni frase, ogni parola, ogni pagina... Fabio volo racconta la storia di lorenzo alla ricerca di un padre e di una donna amata, ma soprattutto alla ricerca di se stesso... La storia di lorenzo è totalmente o in parte la storia di ognuno di noi. Ottimo lavoro. »

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5.0Racconto o autobiografia?, 08-04-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di F. Di donato - leggi tutte le sue recensioni

«E' il libro a mio parere più autobiografico. Quello in cui i dettagli le emozioni le paure sono così candidamente espresse da non poter pensare che siano solo frutto di una fantasia ben nutrita. Centrale e il rapporto-non rapporto con un padre che non ha saputo fare il padre, aprendo così una finestra sulla realtà di quanto i nostri rapporti con le figure di riferimento siano tanto cruciali per aiutarci a diventare adulti e a saperci relazionare con gli altri e a lasciarci andare alle emozioni, senza censurarle per paura di soffrire di nuovo. Volo riesce ancora una volta a raccontare qualcosa che appartiene a tutti e questo non sanno farlo tutti.»

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3.0Spontaneo, 21-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di P. De stefano - leggi tutte le sue recensioni

«Fabio Volo si mette a nudo, ci racconta il suo mondo. Parla in particolare del rapporto contrastato, controverso ma di grande amore col padre. Penso che ogni persona che lo abbia letto si sia in una qualche misura immedesimato. E' vero che si ripete, ma riversando i suoi sentimenti questo era inevitabile. Consigliato.»

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