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Tel Aviv. La città che non vuole invecchiare

Tel Aviv. La città che non vuole invecchiare

di Elena Loewenthal

5.0

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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli
Quando cento anni fa sessanta famiglie ebraiche che abitavano a Giaffa decisero di trasferirsi qualche chilometro più a nord, di Tel Aviv non esisteva ancora nulla, anche se alle spalle di questa sottile striscia di sabbia c'erano migliaia di anni di storia. Oggi "la collina della primavera" è una metropoli che non si ferma mai, nuovissima e antichissima, gaudente e colta, esotica e tecnologica. E che ha tanta paura di invecchiare. Un viaggio d'autore dentro un microcosmo dove si mescolano tutti i generi umani e architettonici, fisici e culturali.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 2 recensioni)

5.0Sempre giovane, 26-06-2009, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Omaggio davvero unico rende a Tel Aviv Elena Loewenthal con questa traduzione in parole di un viaggio, il suo, cominciato diverso tempo fa, ma, come ogni viaggio dell'anima (e del corpo) che si rispetti, non ancora terminato. Anzi lei stessa invita il lettore ad un confronto, per così dire, sul campo, poiché, ella scrive, "chiunque ci vada accompagnato da queste pagine troverà in Tel Aviv tanto di nuovo che a me è sfuggito. Che ho trascurato, ignorato, sbagliato". Di questo libro mi ha appassionato anzitutto il metodo seguito dall'Autrice: proprio perché non ci troviamo di fronte ad un asettico vademecum, esso si snoda secondo un pittoresco -ma solo apparente!- disordine. In realtà segue una trama costituita da intrecci già ben visibili prima ancora che l'aereo tocchi terra. A zonzo per le vie percorrendo e ripercorrendo, con infinita pazienza, la piccola e la grande storia, coincidente con le vicende di Israele; facendo affiorare ricordi personali carichi di tenerezza, ella intraprende il cammino; indi si ferma, riflette. Poi prosegue; perlustra mentre si lascia guidare dagli odori;ad ogni nuovo appuntamento aggiunge un tassello; ha in pieno l'umiltà di chi è consapevole d'aver ancora tanto da imparare. Lezione di vita anche per il turista per così dire colto. Grande storia, che ha plasmato Israele,precisa identità, ma strabiliante melting pot, anche nel cibo. Intriganti le riflessioni sul cibo e il modo di rapportarsi ad esso degli abitanti, più disinvolto che altrove; in Israele e all'estero. Tel Aviv infatti è la capitale gourmet del Paese con la incredibile varietà di proposte gastronomiche e di soluzioni, poiché vi si mangia, ad ogni ora del giorno, con la tovaglia o senza la tovaglia; poco importa. E può perfino capitare che, in uno chiccoso ristorante in zona porto, gruppetti di gatti del circondario si avvicinino ai tavoli degli avventori per godersi il fresco e guadagnarsi qualche boccone.
Un libro fragrante come una pita da mangiarsi, zeppa di leccornie locali, in zona porto.
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5.0L'affascinante sconosciuta, 26-06-2009
di - leggi tutte le sue recensioni
Omaggio davvero unico rende a Tel Aviv Elena Loewenthal con questa traduzione in parole di un viaggio, il suo, cominciato diverso tempo fa, ma, come ogni viaggio dell'anima (e del corpo) che si rispetti, non ancora terminato. Anzi lei stessa invita il lettore ad un confronto, per così dire, sul campo, poiché, ella scrive, "chiunque ci vada accompagnato da queste pagine troverà in Tel Aviv tanto di nuovo che a me è sfuggito. Che ho trascurato, ignorato, sbagliato". Di questo libro mi ha appassionato anzitutto il metodo seguito dall'Autrice: proprio perché non ci troviamo di fronte ad un asettico vademecum, esso si snoda secondo un pittoresco -ma solo apparente!- disordine. In realtà segue una trama costituita da intrecci già ben visibili prima ancora che l'aereo tocchi terra. A zonzo per le vie percorrendo e ripercorrendo, con infinita pazienza, la piccola e la grande storia, coincidente con le vicende di Israele; facendo affiorare ricordi personali carichi di tenerezza, ella intraprende il cammino; indi si ferma, riflette. Poi prosegue; perlustra mentre si lascia guidare dagli odori;ad ogni nuovo appuntamento aggiunge un tassello; ha in pieno l'umiltà di chi è consapevole d'aver ancora tanto da imparare. Lezione di vita anche per il turista per così dire colto. Grande storia, che ha plasmato Israele,precisa identità, ma strabiliante melting pot, anche nel cibo. Intriganti le riflessioni sul cibo e il modo di rapportarsi ad esso degli abitanti, più disinvolto che altrove; in Israele e all'estero. Tel Aviv infatti è la capitale gourmet del Paese con la incredibile varietà di proposte gastronomiche e di soluzioni, poiché vi si mangia, ad ogni ora del giorno, con la tovaglia o senza la tovaglia; poco importa. E può perfino capitare che, in uno chiccoso ristorante in zona porto, gruppetti di gatti del circondario si avvicinino ai tavoli degli avventori per godersi il fresco e guadagnarsi qualche boccone. Una domanda: conoscete il cioccolato israeliano?
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