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Teatro

Teatro

di Beppe Fenoglio


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Descrizione

La voce nella tempesta è la riduzione teatrale del romanzo "Cime tempestose" di Emily Brontë, elaborata poco dopo che il giovane Fenoglio ha assistito (ad Alba nel 1945 in un campo da pallone elastico utilizzato come arena estiva) alla proiezione del film di W. Wyler. Il romanzo è uno dei suoi preferiti, il film non lo convince, ma lo sprona a cimentarsi in un adattamento per la scena. Un altro lavoro giovanile è "Serenata a Bretton Oaks", un doppio dramma d'amore che tocca la giovane e attraente Cathy e il giovane maestro Joel, appena "venuto da lontano", e Amy e Joshua Colburn che tanti anni prima non ebbero la forza di percorrere insieme la strada dei sentimenti. Con "Atto unico", "Solitudine", i "Prologhi", l'attenzione si sposta dal tema amoroso a quello partigiano: in questi testi più tardi Fenoglio non mette in scena personaggi dalla grandezza titanica come Johnny, ma guerrieri fragili e pensierosi che riflettono sulle proprie paure e sulla possibilità del compromesso.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)


3.0Teatro, 14-02-2011
di A. Gardini - leggi tutte le sue recensioni

«Ottimo incipit, ma buono anche nel complesso. Per la riduzione teatrale di "Cime tempestose" della Bront e il lavoro originale "Serenate a Bretton Oaks" credo si possa scomodare senza problemi la perifrasi opera giovanile: sorprende, pensare ai testi ed alla penna che li ha prodotti; ma questi non lasciano il segno, pur essendo evidentemente scritti con passione.

Si cambia decisamente marcia quando si passa agli atti unici ed ai brani legati al mondo partigiano; e non è semplicemente questione di scrittura azzeccata in un contesto dominato; passando progressivamente dal dialogo puro alla narrazione di un dialogo, l'efficacia, la precisione, la potenza e - di conseguenza - il coinvolgimento aumentano.
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