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Survivor

Survivor

di Chuck Palahniuk

4.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Piccola biblioteca oscar
  • Traduttori: Monina M., Capogrossi G.
  • Data di Pubblicazione: aprile 2003
  • EAN: 9788804521372
  • ISBN: 8804521376
  • Pagine: 289
Tender Branson, ultimo membro sopravvissuto di una setta, narra la storia della sua vita alla scatola nera di un aereo che sta precipitando al largo dell'Australia. In un crescendo delirante Tender racconta di quando viveva nella comunità della setta ignaro dell'esistenza di un mondo evoluto, e descrive i suoi lavori di maggiordomo, di suggeritore di galateo per "nouveaux riches" in difficoltà, di istigatore telefonico al suicidio. Le sue vicende raggiungono l'apice quando rimane l'unico superstite al suicidio di massa dei membri della setta e grazie alla cinica assistenza di un agente dello spettacolo. Ma le cose si mettono male quando emergono le prove che i suicidi della setta sono in realtà degli omicidi.

Note su Chuck Palahniuk

Chuck Palahniuk è nato a Pasco, nello Stato di Washington, il 21 febbraio del 1962. Dopo il divorzio dei genitori, lui e i suoi fratelli sono stati affidati ai nonni materni, con i quali hanno vissuto in un ranch nello Stato di Washington. A vent'anni, Palahniuk studia presso l'Università dell'Oregon, dove nel 1986 consegue la laurea in Giornalismo. Dopo la laurea, si trasferisce a Portland, dove lavora come giornalista per i quotidiani locali. Dopo poco però, lascia l’attività per lavorare a tempo pieno come meccanico specializzato in motori diesel. Tornerà ad occuparsi di giornalismo solo dopo essere diventato uno scrittore affermato. A partire dal 1988 inizia a fare il volontario, maturando quelle esperienze che poi si potranno ritrovare nelle sue opere. Aiuta i senzatetto e lavora nelle case di riposo, provvedendo al trasporto dei malati terminali e portandoli ai gruppi di sostegno. In seguito alla morte di un paziente a cui si era affezionato, decide di abbandonare l’attività come volontario. Superati i trent’anni, decide di frequentare un laboratorio di scrittura tenuto da Tom Spanbauer. I suoi primi racconti, “Negative Reinforcement” e “The Love Theme of Sybil and William”, vengono pubblicati nel 1990 sulla rivista mensile Modern Short Stories. I suoi primi romanzi furono inizialmente respinti dalle case editrici a causa dei contenuti forti ed inquietanti. Nel 1996, però il suo editore decide di pubblicare “Fight Club”. Il romanzo inizialmente non ebbe un grande successo commerciale, ma in seguito alla trasposizione nell’omonimo film diretto da David Fincher e interpretato da Edward Norton, Brad Pitt ed Helena Bonham Carter, il romanzo acquistò fama e divenne un successo internazionale. A questo primo successo, ne seguirono molti altri, tra cui “Survivor” (1999), “Invisible Monsters” (1999), “Soffocare” (2001), “Cavie” (2005), “Pigmeo” (2009) e “Dannazione” (2011). Lo stile di Palahniuk è asciutto e grottesco, le trame sono caratterizzate da un ritmo incalzante. La libertà, intesa come rifiuto e fuga dalle oppressioni della società, dalla competizione e dai mass media, rappresenta il punto cruciale della sua scrittura. Attualmente Chuck Palahniuk vive a Vancouver, quando non scrive romanzi, lavora come giornalista free-lance. 

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 15 recensioni)

3.0Non convince del tutto, 03-05-2012
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Altro buon libro di Palahniuk che, seppur non raggiungendo i livelli di FIght Club, resta un'ottima lettura (ovviamente se piace il suo stile) .
Trovo ottima l'idea del numerare le pagine al contrario, proprio perchè la storia parte dall'ultima pagina, quello che c'è prima è solo un'enorme flashback, il racconto dei fatti che ci hanno portato alla situazione finale (o iniziale, dipende da come si vede) .
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2.0Survivor, 06-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Non sono una grande fan di Chuck Palahniuk. Riconosco la facile poplarità che possono portargli i suoi romanzi che trattano di una società deviata alla quale è quasi un obbligo ribellarsi in qualche modo. Solo che il modo in cui i suoi personaggi affrontano la società porta inequivocabilmente all'autodistruzione, e a lungo andare questo cliché diventa anche noioso
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4.0Da non perdere!, 08-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Il secondo romanzo di questo brillante autore non ha nulla da invidiare al famosissimo romanzo d'esordio "Fight Club".
Brutale e spregiudicato ma soprattutto innovativo nello stile di scrittura, questo è un romanzo che merita, senza alcun dubbio, un posticino nella libreria di ogni lettore! Chuck Palahniuk non delude mai!
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2.0Survivor, 04-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Non capisco perchè sia così cocciuto da continuare a leggere il Palahniuk. Qualche invenzione interessante, ma un po' di prosopopea per dire che so tutto io. E qualche scopiazzatura (si sente a volte l'Irving del Mondo di Garp). Questa volta la storia (almeno il plot centrale) è più comprensibile dell'altro. C'è un tal Tender Branson, ultimo membro sopravvissuto di una setta, che narra la storia della sua vita alla scatola nera di un aereo che sta precipitando al largo dell'Australia. Interessante l'idea di numerare le pagine al contrario, così sappiamo di avvicinarci alla fine quando stiamo arrivando alla pagina 1. Così come interessanti le escursioni nell'economia domestica durante la sua vita di maggiordomo. Ma poi appunto prende il tono delirante (anche se molto americano) delle sette e della loro vita (e tuttavia salverei il personaggio, per me divertentissimo, di Fertility). E via discorrendo in un crescendo di improbabilità o di voluto ammiccamento (io come sono bravo che colpisco qui e là e faccio male all'America). Però è sempre troppo di testa. E quando l'invenzione è lì per sé stessa, rimane col fiato corto e nulla più. In questo, come nell'altro, sembra che abbia avuto una buona idea per i primi 10 minuti, e poi, invece di finirla lì, è voluto andare avanti fino a farne un librone di più di 200 pagine, smarrendo la lucidità. Alla fine dei conti, forse se ne leggerà ancora per studio, ma non per entusiasmo.
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5.0Il miglior Palahniuk, 17-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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"Survivor" comincia dalla fine, per questo le pagine sono numerate in ordine decrescente. Il protagonista è l'ultimo sopravvissuto di una setta americana che racconta la sua storia prima di togliersi di mezzo anche lui in maniera spettacolare. Il mio Palahniuk preferito, un libro da leggere assolutamente. E se non dovesse piacervi, avrete comunque appreso numerosi segreti per svolgere al meglio le faccende domestiche.
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4.0Amaro come il cioccolato fondente, 05-02-2011
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"Questo è il mio pesciolino numero seicentoquarantuno in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. Seicentoquaranta pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà".
Brutale, crudo, spietato. Solo il primo capitolo (il 47, dato che la storia inizia dalla fine) ripaga di tutta la carta straccia in cui ogni lettore immancabilmente si imbatte nel corso della propria vita. Poi, è vero, il libro scema di qualità fino a che, girata l'ultima pagina, in un primo momento si potrebbe avere l'ardire di chiuderlo nel magazzino degli amanti occasionali, quelle opere che trovi per caso, che ami per poche ore e che poi per sempre dimentichi. Ma Survivor non è questo. Survivor è come un liquore forte e stucchevole: brucia lo stomaco e lascia sulle labbra un retrogusto, amaro ovviamente, che permane a lungo sul palato e nella memoria.
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4.0Survivor, 21-12-2010
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Mi è piaciuto molto di più Soffocare, ma la storia è sempre molto apprezzabile come anche la scrittura di questo folle scrittore.
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4.0Esagerazione all'americana, 09-11-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 4
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Bel libro, estremo, anche se certe frasi ho dovuto rileggerle per lo strano stile di Palahniuk. Impossibile la lettura rapida. Iniziando dalla fine tutto ruota intorno alla vita utopica dei villaggi delle sette religiose americane per poi tuffarsi nella follia dello spettacolo dei predicatori tv. Un pò triste ma efficace, uno stile inusuale.
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5.0Survivor, 02-11-2010
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Miracolo! In via del tutto eccezionale, Palahniuk si ricorda di avere un pubblico: stavolta scrive per, non contro il lettore. Senza rinunciare alle sue solite virtù: humor nero, luoghi comuni ribaltati e ansia esistenziale DOC.
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5.0Surreale e coinvolgente fin dalla prima pagina, 18-10-2010
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Questo libro stupisce fin falla prima pagina..inizia a pagina 289 per poi proseguire inesorabilmente fino alla pagina numero uno. Un conto all'indietro, esattamente come il conto all'indietro che il personaggio Tender Branson, si ritrova a dover fare mentre è su un aereo che precipita. Ha così il tempo di raccontare la storia della sua vita. Un romanzo ivertente, surreale.. una metafora per leggere con occhio critico l'America di oggi
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5.0Il mio preferito del buon Chuck, 26-08-2010
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Il vero romanzo di Palahniuk in cui si può apprezzare davvero tutta la sua genialità e il suo essere fuori dagli schemi e perennemente sopra le righe. Per non parlare della pesantissima critica rivolta al mondo delle sette "pseudo religiose" e a tutto ciò che ci gira intorno, negli USA sono una vera e propria realtà che vede coinvolte migliaia di persone.
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5.03 2 1, 25-08-2010
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una giostra di avvenimenti e personaggi del tutto fuori dal comune popolano questo libro di incredibile scorrevolezza e dal finale mozzafiato
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