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Le strategie fatali

Le strategie fatali

di Jean Baudrillard


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Uno dei più radicali e influenti pensatori contemporanei ci dà le coordinate per mappare e decodificare l'assurdo quotidiano. Perché non siamo più nel Reale, ma nell'Iperreale. Non siamo più nella Storia, ma nella Non-storia. Non abitiamo più l'era del Politico, ma del Transpolitico. "L'enigma si è capovolt una volta era la Sfinge che poneva all'uomo la domanda dell'uomo, che Edipo ha creduto di risolvere, che tutti noi abbiamo creduto di risolvere, oggi è l'uom che pone alla Sfinge, all'inumano, la domanda dell'inumano, del fatale, della disinvoltura del mondo verso le nostre azioni, della disinvoltura del mondo verso le leggi oggettive. L'oggetto (la Sfinge), più sottile, non risponde. Ma bisogna pure che disobbedendo alle leggi, eludendo il desiderio, risponda in segreto a qualche enigma. Che cosa resta se non il volgerci dalla parte di questo enigma?"

Note su Jean Baudrillard

Jean Baudrillard nacque a Reims, in Francia, il 20 giugno del 1929. Di umili origini, Jean fu il primo della sua famiglia a frequentare l’università. Dopo aver frequentato la Sorbona di Parigi, insegnò tedesco in un Liceo e, contemporaneamente, studiò la cultura tedesca e pubblicò alcuni saggi di letteratura. Fu anche traduttore di alcune delle opere di Peter Weiss, Bertolt Brecht, Karl Marx, Friedrich Engels, and Wilhelm Emil Mühlmann. Terminata la tesi di dottorato in Sociologia sotto la guida di Henri Lefebvre, nel settembre del 1966, divenne assistente dello stesso docente presso l'Université de Paris – X Nanterre. In seguito alla pubblicazione di tre saggi (“Il sistema degli oggetti” del 1968, “La società consumistica” del 1970 e “Per una critica dell’economia politica del segno”, del 1972) in cui esponeva le proprie teorie sociologiche, acquisì notorietà a livello internazionale. Durante gli anni Sessanta partecipò alle contestazioni del ’68 e fece parte del gruppo di intellettuali che fondarono la rivista Utopie. Nel 1970 iniziò i suoi numerosi viaggi verso gli Stati Uniti e successivamente, nel 1973, a Kyoto, in Giappone. Nel 1986 ottenne la cattedra presso l’IRIS (Institut de Recherche et d'Information Socio-Économique) all’ Université de Paris-IX Dauphine, dove fu direttore scientifico fino al 1990. Scrisse molti saggi, articoli e critiche per la stampa. Nelle sue opere, approfondì lo studio del fenomeno del consumismo. Morì a Parigi il 6 marzo del 2007.

 

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