€ 10.00
Prodotto momentaneamente non disponibile
Inserisci la tua e-mail per essere informato appena il libro sarà disponibile:
 
Spedizione a 1€Spedizione con Corriere a 1€sopra i 24 euro!Scopri come
La strana guerra. 1939-1940: quando Hitler e Stalin erano alleati e Mussolini stava a guardare

La strana guerra. 1939-1940: quando Hitler e Stalin erano alleati e Mussolini stava a guardare

di Arrigo Petacco

5.0

Prodotto momentaneamente non disponibile
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar storia
  • Data di Pubblicazione: settembre 2010
  • EAN: 9788804600961
  • ISBN: 8804600969
  • Pagine: 204
  • Formato: brossura
Al principio la definirono "strana guerra". Era cominciata il 1° settembre 1939, dopo che Francia e Inghilterra avevano aperto le ostilità contro la Germania, impadronitasi di mezza Polonia, non contro l'URSS, che si era presa l'altra metà. L'esercito francese, considerato il più forte del mondo, cui si era aggiunto il corpo di spedizioni britannico, era schierato dietro la linea Maginot (anch'essa la più forte del mondo). Quello tedesco, molto più debole poiché il grosso era impegnato in Polonia, stava dietro la linea Sigfrido. Ma per mesi non si sparò un solo colpo: entrambi gli schieramenti facevano il possibile per non irritare il nemico. Evidentemente aspettavano qualcosa. Ma cosa? A dicembre il cannone cominciò a tuonare, ma molto più lontano, nel profondo Nord: era scoppiato il conflitto russo-finnico, che si rivelò subito una guerra "vera". Tutti i corrispondenti accorsero in quelle gelide terre, e per qualche tempo si ebbe l'impressione che il destino del mondo fosse in gioco lassù e non lungo la linea Maginot. Accadde cosi che gli occidentali fecero più sforzi per salvare la Finlandia che non l'alleata Polonia. Anche l'Italia, con grande dispetto di Hitler si unì alla crociata antibolscevica. Cosa stava dunque accadendo? Erano diventati tutti pazzi? Arrigo Petacco torna a occuparsi di storia contemporanea in un saggio che svela come in quei mesi in molti ambienti politici ed economici occidentali il nemico da battere era Stalin, e non Hitler.

Note su Arrigo Petacco

Arrigo Petacco è nato il 7 agosto del 1929 a Castelnuovo Magra, in Liguria. Ha iniziato a lavorare come giornalista presso la redazione de Il Lavoro di Genova, testata diretta da Sandro Pertini. A diciassette anni si occupava già di cronaca “nera”. Ha poi lavorato per molte altre testate importanti. Tra i numerosi incarichi che ha ricoperto, è stato anche inviato speciale, caporedattore e direttore della Nazione di Firenze, oltre che del mensile Storia Illustrata. Ha scritto numerosi volumi storici, e, una volta approdato presso la redazione della RAI, ha sceneggiato numerosi film e programmi televisivi. Nella corso della sua lunga carriera giornalistica, ha avuto modo di raccogliere le testimonianze di alcuni dei protagonisti della seconda guerra mondiale. Attualmente Arrigo Petacco vive a Portovenere, in provincia di La Spezia.


Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Il non belligerante, 21-02-2011, ritenuta utile da 6 utenti su 8
di - leggi tutte le sue recensioni
Mussolini amico di Hitler, il Duce che all'inizio ridicolizzava il suo camerata nazista, si rese ben presto conto che Hitler scherzava ben poco. Mentre Hitler sottometteva in pochissimo tempo con la sua "Guerra Lampo" le nazioni d'Europa, Mussolini tentava di evitare di combattere al suo fianco perché consapevole che il suo esercito italiano non era affatto attrezzato per sostenere un conflitto bellico. Hitler teneva all'oscuro il suo amico Duce sulle sue intenzioni di conquista dei territori europei. E ben presto Mussolini cambiò idea. Cosciente dei numerosi successi del suo vecchio camerata, convinto che la Germania avrebbe vinto la sua guerra su tutti i fronti, voleva sedere al tavolo dei vincitori, non voleva raccogliere solo briciole, non voleva confermare di fronte al mondo, l'immagine del Popolo Italiano come incapace di battersi e capace solo di tradire i suoi alleati, tradimento che avrebbe inoltre creato una inimicizia pericolosa con la Germania nazista, come la storia successivamente ci insegnò. Intanto per Hitler, questo atteggiamento altalenante di Mussolini, aveva già piazzato gli italiani nel posto dei traditori, anzi non voleva assolutamente l'intervento bellico dell'Italia al suo fianco, considerava quell'esercito di soldati, un gruppo di indisciplinati scalcinati da dover proteggere con rinforzi e rifornimenti in larga scala. Nonostante le richieste dell'Inghilterra di evitare inutili spargimenti di sangue e i rinvii di Hitler, Mussolini dichiarò guerra a Francia e Inghilterra gettando l'Italia nella successiva catastrofe economica e umanitaria.
Ritieni utile questa recensione? SI NO