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La strada di Smirne

La strada di Smirne

di Antonia Arslan

4.0

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La fuga è finita. Al sicuro sulla nave che li condurrà in Italia, Shushanig e figli si lasciano alle spalle le atrocità che hanno sconvolto la loro vita e quella di tante famiglie armene. Quello è il passato, conservato per sempre tra le pagine della "Masseria delle allodole." Ora, mentre in Italia i figli di Shushanig si adattano dolorosamente a una nuova realtà, Ismene, la lamentatrice greca che li ha strappati alla morte, cerca di salvare altre vite, prendendosi cura degli orfani che vagano nelle strade di Aleppo. Ma proprio quando, nella Piccola Città dove tutto ha avuto inizio, qualcuno torna per riprendere quel che gli appartiene, ogni speranza di costruire un futuro cade in frantumi. La narrazione di Antonia Arslan testimonia le vicende di un popolo condannato all'esilio e dipinge un mondo vivo e pulsante di donne e uomini straordinari.

Note su Antonia Arslan

Antonia Arslan è nata a Padova nel 1938 da una sua famiglia originaria dell’Armenia. Dopo la maturità, si è iscritta alla facoltà di Architettura, dove ha conseguito la laurea. Ha inoltre lavorato presso l’Università di Padova in qualità di docente alla cattedra di Letteratura italiana moderna e contemporanea. E’ l’autrice di numerosi saggi, tra cui: “Dame, droga e galline. Il romanzo popolare italiano fra Ottocento e Novecento” (1977), “Dame, galline e regine. La scrittura femminile italiana fra '800 e '900” (1999), “Hushèr. La memoria. Voci italiane di sopravvissuti armeni”(2001). Ha anche tradotto “Il canto del pane e Mari di grano” del poeta armeno Daniel Varujan, contribuendo alla diffusione della conoscenza dell’identità armena a cui appartiene. Il suo primo romanzo è del 2004 e si intitola “La masseria delle allodole”, arrivato in finale al Premio Campiello di Venezia e che nel 2007 è trasposto sul grande schermo dai fratelli Taviani. Altre sue opere sono: “La strada di Smirne” (2009) e “Il libro di Mush”(2012).


 

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.8 di 5 su 8 recensioni)

4.0Ma è veramente finita!, 20-04-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Questo libro è la "conclusione" (se così si può definire) della tragedia vissuta dalla famiglia Arslanian e così ben narrata nel famoso "La masseria delle allodole".
E' bene leggerlo poco dopo il primo libro così appaiono più immediati i collegamenti fra gli svariati personaggi e luoghi descritti in ambedue i testi. Sicuramente è meno appassionante del primo libro, ma probabilmente dipende dallo stato emotivo del lettore che si sente un po' più rilassato (il peggio è passato) . Assolutamente da leggere anche per capire quali strascichi (anche a distanza di tempo) possano avere nella mente umana delle tragedie vissute in prima persona.
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4.0VITE CORRAGGIOSE, 07-12-2010
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Da leggere sicuramente in continuità con la Masseria delle allodole, la tragedia continua tra un episodio e un'altro. I personaggi sono epici e coraggiosi e raccontano di un popolo sterminato e condannato all'esilio. Scelta narrativa coraggiosa, romanzo storico e verista. Lo consiglio perchè certe cose vanno conosciute.
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4.0La strada di Smirne, 18-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Il racconto della tragedia armena prosegue anche dopo l'arrivo in Italia dei figli superstiti di Sempad e Sushaning. Ho fatto un po' di fatica all'inizio perché non mi ricordavo bene i personaggi del libro precedente, ma poi non si può non farsi coinvolgere da questa tragedia così enorme e assurda.
L'unica pecca al libro è quella di dare per scontato che il lettore abbia letto eo si ricordi "La masseria delle allodole" per cui a volte è difficile capire chi siano i personaggi o che cosa sia successo.
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4.0La strada di Smirne, 17-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Mi è piaciuto.
Un consiglio: se possibile leggetelo subito dopo, o breve tempo dopo, la Masseria delle allodole.
Letto, da me, alcuni anni e molti libri dopo il primo, mi è stato difficile orientarmi all'inizio. Ricordavo la trama della masseria, ma non tutti i nomi, armeni, dei protagonisti, che, in buona parte, sono gli stessi.
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3.0Non sono riuscito a finirlo, 18-10-2010
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Mentre ho letto La masseria delle allodole e non mi è dispiaciuto, non sono riuscito ad appassionarmi alla lettura di quest'altro e non sono riuscito a finirlo, peccato, potrebbe anche essere che fossi io nel periodo della... tentata lettura poco predisposto, vedrò di riprenderlo più avanti.
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4.0Appassionante, 08-10-2010
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Il libro, seguito de "La Masseria delle Allodole", riprende il racconto dell'esodo di un popolo intrecciato alla storia di una famiglia, vista molti anni dopo attraverso gli occhi dell'ultima discendente e cioè la scrittrice stessa.Quest'ultima, pur non avendo vissuto in prima persona gli avventurosi e drammatici avvenimenti, ce li porge però come se li avesse provati sulla sua pelle e il libro riesce ad accogliere il lettore che, fino all'ultimo spera di poter accompagnare i personaggi verso un destino più clemente.
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5.0non perdetevelo, 12-07-2010
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degno sequel della masseria della allodole per scoprire le vicende di molti personaggi che nel primo libro erano rimaste in sospeso...riesce a catturare l'attenzione del lettore!!
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2.0Abbandonato..., 10-07-2010
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Abbandonato...mi dispiace.
E' uno stile di scrittura che non riesco a seguire. Sarà un mio limite, ma la lettura per me deve essere piacere e non studio...
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