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La strada

La strada

di Cormac McCarthy


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Descrizione

Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 12 recensioni)


5.0Capolavoro, 28-09-2011
di P. Raffo - leggi tutte le sue recensioni

«Libro stupendo, ricco di sentimenti, commovente, ben scritto e che lascia speranza; il senso di vuoto e distruzione che permea il libro, però, lascia intuire che la speranza e l'amore sono sempre più forti. Bellissimo il rapporto fra i due protagonisti.
Dal punto di vista stilistico siamo di fronte a una magistrale prova di sobrietà linguistica e potenza espressiva.
»

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3.0La strada , 28-08-2011
di F. Vitali - leggi tutte le sue recensioni

«Libro noioso basato su una trama vista e rivista. Senza dubbio vi si trovano passaggi belli, felicemente scritti, ma nel complesso non ho trovato gratificante la sua lettura. Non posso che concordare con coloro che lo hanno definito angosciante e ritengo che oltre all'angoscia lasci al lettore il rammarico di non aver letto qualcos'altro.»

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3.0Non solo devastazione, 13-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Comi - leggi tutte le sue recensioni

«La storia è interessante ed apocalittica, il libro mi è piaciuto, ma onestamente non mi è sembrato di leggere un capolavoro. Decisamente una visione della fine del mondo angosciante, ma che alla fine del romanzo lascia uno spiraglio alla speranza. Pagine e pagine di devastazione non solo fisica, anche morale che al termine del romanzo lasciano immaginare una flebile possibilità di riscatto ed di rinascita.»

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5.0Bellissima la luce alla fine, 13-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di P. Mortarino - leggi tutte le sue recensioni

«Il libro è bellissimo, secondo me, da leggere come affiancandosi a uomo e bambino, senza chiedersi dove si andrà e cosa si farà domani, solo affrontare la durezza di un presente di cui non sappiamo il passato, e non possiamo immaginare il futuro, solo scavare e trovare le risorse dentro noi stessi. Credo che sia questo il significato del libro, se si vuole proprio trovarne uno. Altrimenti, ed è anche meglio, si viaggi con l'autore senza porsi domande. In ogni caso, di spiegazioni McCarhty non ne dà. E per fortuna, visto che ne abbiamo già troppi di moralisti! Tenete conto che l'autore non parla mai di apocalissi nucleari (come è scritto invece nella descrizione del libro), meteoriti, epidemie o quant'altro, la situazione è questa e basta, lo scenario è questo, punto, non importa da cosa viene e perché. Un consiglio a tanti scrittori (soprattutto imitatori italiani che ho letto di recente): non cercate di scrivere come McCarthy, visto che non siete McCarthy. Otterrete sempre l'effetto di un libro scritto a metà da uno che non sa bene cosa dire. O nel migliore dei casi insulti al vostro editor.»

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5.0Errando .., 11-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Balbo - leggi tutte le sue recensioni

«è un libro duro, brullo come la terra di certe strade di campagna che ci sono qui intorno.
non ci sono capitoli. solo un'incessante sequenza di immagini.
la scrittura di McCarthy, così scarna, non ci permette di prendere fiato, non ci permette di cercare una scappatoia.
procediamo, incespicando, su la strada, insieme al bambino e all'uomo.
diventiamo anime erranti insieme a loro.
e preghiamo che non incontrino i cattivi, ma solo i buoni, che "portano il fuoco" come loro.
un uomo che racconta storie di un mondo che non c'è più, ma è disilluso dal mondo che lo circoda.
un bambino che non si ricorda del mondo dei buoni, che fa solo incubi, ma che in sè ha la luce, la compassione, la speranza.
»

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4.0Angosciante ma da leggere, 27-08-2010
di A. Currò - leggi tutte le sue recensioni

«Letto tutto d'un fiato ma con un profondo senso d'inquietudine, tuttavia è rimasto dentro di me per mesi, sia per l'angoscia che inevitabilmente ti prende sia per la profonda tenerezza che emana ill rapporto padre-figlio in una situazione limite.»

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5.0Pulitzer meritato, 10-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di G. Urbani - leggi tutte le sue recensioni

«Premio meritato per un libro asciutto e tagliente come la lama di un rasoio, duro e freddo come il marmo ma, con un bagliore, forse, all'uscita del tunnel. Grande racconto sul rapporto padre-figlio. Solito grande Cormac.»

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4.0Qual'è il senso della vita?, 05-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di C. Casarosa - leggi tutte le sue recensioni

«Un Uomo decide di (soprav)vivere in un mondo morente per tentare di dare al Figlio una qualche speranza nel futuro e lo fa con dolcezza infinita ma anche con la durezza necessaria che le varie situazioni avverse che affronteranno impongono. Una riflessione su noi stessi e 1su ciò che veramente conta ma che troppo spesso trascuriamo (io per primo!). Imperdibile, e dopo vi consiglio di guardare anche il film. »

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1.0La strada?, 02-08-2010
di C. Forleo - leggi tutte le sue recensioni

«Doloroso, inquietante e angosciante. Sarà sicuramente un mio limite ma questo libro non mi è sembrato certo un capolavoro, anzi l'ho trovato abbastanza noioso, ripetitivo e scontato nonostante il tema offra degli spunti interessanti. Sono stata sul punto di abbandonarne la lettura moltissime volte ma sono ugualmente andata avanti anche se con molta fatica. Non sono riuscita a trarne nessun messaggio di speranza, una continua corsa disperata verso una non chiara salvezza, guidati solamente dal legame d'amore tra padre e figlio..
Scritto bene è scritto bene, inclusi i dialoghi scarni, ma al di là della poesia struggente che a detta di molti emana tale conclamato capolavoro, non ho capito cosa volesse dire McCarthy ma sopratutto non mi ha interessato.
»

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5.0La storia di un padre e un figlio, 22-07-2010
di M. Cristini - leggi tutte le sue recensioni

«La storia vi farà star male: se la leggerete la sera,prima di spegnere la luce, faticherete ad addormentarvi sereni. In un mondo devastato, senza sole e senza speranza, un uomo e suo figlio trovano la forza di sopravvivere l'uno nell'altro.»

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4.0una lucina in fondo al tunnel, 07-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Fonte - leggi tutte le sue recensioni

«È solo dopo aver letto il finale che si capisce perché questo libro sia stato scelto da quache sceneggiatore per farne un film, il che non è necessariamente sinonimo di qualità. Fin dalle prime battute McCarthy soddisfa in pieno le aspettative dei suoi lettori affezionati, abituati ai suoi anti-eroi ed alle sue atmosfere elicoidali fino al parossismo. Tuttavia lascia l’impressione di essere un po’ scolastico, accademico, moralista. Forse è l’addolcirsi con l’età che si fa sentire o forse la voglia di abbracciare il grande pubblico, per conquistare (a pieno merito) il premio Pulitzer.»

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4.0uomo e natura, 06-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di C. Motta - leggi tutte le sue recensioni

«Si legge col fiato sospeso, anzi proprio non respiri e ti affretti a finirlo.
Cosa succederà poi? A te l'interpretazione del finale puoi essere pessimista o ottimista!
Rapporto tra padre e figlio in un mondo dove la natura è devastata (cause naturali o opera dell'uomo?) manca l'indispensabile, si sopravvive ora per ora nella speranza di trovare un angolo ancora vivibile. Ammonimento su come stiamo riducendo ciò che ci circonda e.. noi stessi.
»

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