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La strada

La strada

di Cormac McCarthy


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Traduttore: Testa M.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2007
  • EAN: 9788806185824
  • ISBN: 8806185829
  • Pagine: 218
  • Formato: rilegato
Un uomo e un bambino, padre e figlio, senza nome. Spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo una strada americana. La fine del viaggio è invisibile. Circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un'apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni. Non c'è storia e non c'è futuro. Mentre i due cercano invano più calore spostandosi verso sud, il padre racconta la propria vita al figlio. Ricorda la moglie (che decise di suicidarsi piuttosto che cadere vittima degli orrori successivi all'olocausto nucleare) e la nascita del bambino, avvenuta proprio durante la guerra. Tutti i loro averi sono nel carrello, il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. Visitano la casa d'infanzia del padre ed esplorano un supermarket abbandonato in cui il figlio beve per la prima volta un lattina di cola. Quando incrociano una carovana di predoni l'uomo è costretto a ucciderne uno che aveva attentato alla vita del bambino. Dopo molte tribolazioni arrivano al mare; ma è ormai una distesa d'acqua grigia, senza neppure l'odore salmastro, e la temperatura non è affatto più mite. Raccolgono qualche oggetto da una nave abbandonata e continuano il viaggio verso sud, verso una salvezza possibile...

Note su Cormac McCarthy

Cormac McCarthy è nato a Providence, nello Stato di Rhode Island, il 20 luglio del 1933. Terzo di sei figli, nel 1937 si trasferisce nella famiglia nel Tennessee. Frequenta una scuola cattolica di Knoxville e nel 1951 si iscrive all’Università del Tennessee. Nel 1953 viene arruolato nell’esercito e presta servizio per quattro anni, trascorrendo due anni in Alaska, dove ha tenuto un programma radio. Nel 1957 torna nel Tennessee e riprende gli studi, senza conseguire la laurea. In questo periodo inizia a scrivere. Alla fine degli anni Cinquanta pubblica due racconti su una rivista studentesca. Si sposa con Lee Holleman nel 1961. Dalla relazione nasce un figlio, Cullen. Dopo un periodo trascorso a Chicago, la famiglia torna nel Tennessee, ma poco dopo la relazione con Lee Holleman finisce. Il suo primo romanzo viene pubblicato nel 1965 e si intitola “Il guardiano del frutteto”. Avendo vinto una borsa di studio assegnata dall’American Academy of Arts and Letters, si imbarca su una nave diretto verso l’Irlanda. Sulla barca conosce la seconda moglie, Anne De Lisle, cantante della nave. Con una seconda borsa di studio offerta dalla Fondazione Rockfeller, continua a viaggiare per l’Europa. Si ferma per due anni a Ibiza e scrive il secondo romanzo “Il buio fuori”. Tornato nel Tennessee, continua a scrivere romanzi. Dopo essersi separato anche dalla seconda moglie, si trasferisce a El Paso, in Texas. Nel 1979 scrive “Suttree” e a partire dagli anni Ottanta pubblica altri numerosi romanzi. Alcuni suoi romanzi sono stati trasposti in versione cinematografica, tra questi vi è il romanzo del 2005 “Non è un paese per vecchi”, che ha dato vita al film omonimo con la regia dei fratelli Coen. Il suo ultimo romanzo “La strada” (2007) ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa. Cormac McCarthy attualmente vive a Tesuque, nel Nuovo Messico, assieme alla terza moglie, Jennifer, e al figlio John.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 24 recensioni)

5.0Un pugno allo stomaco, 01-02-2017
di - leggi tutte le sue recensioni
No, non me l'aspettavo questa storia. Conoscevo solo il titolo e il fatto che avesse vinto il Pulitzer ma non avevo mai approfondito oltre. L'ho letto perché se mi capita tra le mani un premio Pulitzer non me lo faccio mai sfuggire. Cavolo, che storia mi sono trovato davanti! Mi ha angosciato, mi ha preoccupato, mi ha scosso. Sto McCarthy sa colpire forte.
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2.0Noioso e incomprensibile, 26-01-2015
di - leggi tutte le sue recensioni
"La strada" un romanzo strano, in cui si suppone che sulla terra si sia abbattuta una catastrofe naturale. Ci sono un uomo e un bambino che camminano con un carrello su una strada: non hanno un percorso ben stabilito, e durante il loro cammino incontrano altre persone che lottano per sopravvivere. Il libro è suddiviso in piccoli paragrafi, separati da uno spazio bianco. Questa cosa in teoria avrebbe dovuto rendere meglio l'idea di angoscia, ma personalmente mi ha lasciata indifferente. Inoltre non ci sono i capitoli, cosa che per me è una nota negativa, anche perché il libro nel complesso è noioso. Non sono riuscita, anche se è breve, a leggerlo tutto in una volta sola, e non mi è piaciuto. Il finale, poi, è aperto. altra cosa che detesto: il padre muore, ma il figlio che fine farà?
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4.0Un buio futuro, 27-04-2012
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L'autore ci catapulta in uno scenario post apocalittico (in modo intelligente, senza spiegare il perchè) in cui vige la legge del più forte, in cui non esistono amicizie ma l'unico motivo per collaborare è la propria sopravvivenza. Ma c'è ancora un barlume di speranza: l'amore che un padre prova per il proprio figlio, la speranza di trovare un posto migliore dove ricominciare a vivere.
Pre forza di cose il romanzo risulta ripetitivo nella descrizione del mondo ma sarà difficile staccarcisi una volta iniziato
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5.0La fine del mondo?, 28-02-2012
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Una nuova versione della fine del mondo. Una qualche catastrofe ha colpito l'umanità, decimandola, e i pochi sopravvissuti tirano avanti come possono. I protagonisti di McCarthy sono un uomo e un bambino, padre e figlio, che cercano di raggiungere la costa a piedi, con un carrello della spesa, dove tengono le loro cose. Ogni tanto entrano in qualche casa per rifornirsi di cibo e lavarsi e riposare. E una volta scoprono il modo orribile che alcuni hanno escogitato per avere da mangiare. L'autore non dice che cosa sia successo, non giudica e non dà spiegazioni, si limita a raccontare, senza fronzoli, con il suo stile asciutto, la fine del mondo, con una tenue speranza per il futuro.
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5.0Capolavoro, 28-09-2011
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Libro stupendo, ricco di sentimenti, commovente, ben scritto e che lascia speranza; il senso di vuoto e distruzione che permea il libro, però, lascia intuire che la speranza e l'amore sono sempre più forti. Bellissimo il rapporto fra i due protagonisti.
Dal punto di vista stilistico siamo di fronte a una magistrale prova di sobrietà linguistica e potenza espressiva.
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3.0La strada , 28-08-2011
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Libro noioso basato su una trama vista e rivista. Senza dubbio vi si trovano passaggi belli, felicemente scritti, ma nel complesso non ho trovato gratificante la sua lettura. Non posso che concordare con coloro che lo hanno definito angosciante e ritengo che oltre all'angoscia lasci al lettore il rammarico di non aver letto qualcos'altro.
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3.0Non solo devastazione, 13-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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La storia è interessante ed apocalittica, il libro mi è piaciuto, ma onestamente non mi è sembrato di leggere un capolavoro. Decisamente una visione della fine del mondo angosciante, ma che alla fine del romanzo lascia uno spiraglio alla speranza. Pagine e pagine di devastazione non solo fisica, anche morale che al termine del romanzo lasciano immaginare una flebile possibilità di riscatto ed di rinascita.
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5.0Bellissima la luce alla fine, 13-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Il libro è bellissimo, secondo me, da leggere come affiancandosi a uomo e bambino, senza chiedersi dove si andrà e cosa si farà domani, solo affrontare la durezza di un presente di cui non sappiamo il passato, e non possiamo immaginare il futuro, solo scavare e trovare le risorse dentro noi stessi. Credo che sia questo il significato del libro, se si vuole proprio trovarne uno. Altrimenti, ed è anche meglio, si viaggi con l'autore senza porsi domande. In ogni caso, di spiegazioni McCarhty non ne dà. E per fortuna, visto che ne abbiamo già troppi di moralisti! Tenete conto che l'autore non parla mai di apocalissi nucleari (come è scritto invece nella descrizione del libro), meteoriti, epidemie o quant'altro, la situazione è questa e basta, lo scenario è questo, punto, non importa da cosa viene e perché. Un consiglio a tanti scrittori (soprattutto imitatori italiani che ho letto di recente): non cercate di scrivere come McCarthy, visto che non siete McCarthy. Otterrete sempre l'effetto di un libro scritto a metà da uno che non sa bene cosa dire. O nel migliore dei casi insulti al vostro editor.
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5.0Errando .., 11-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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è un libro duro, brullo come la terra di certe strade di campagna che ci sono qui intorno.
non ci sono capitoli. solo un'incessante sequenza di immagini.
la scrittura di McCarthy, così scarna, non ci permette di prendere fiato, non ci permette di cercare una scappatoia.
procediamo, incespicando, su la strada, insieme al bambino e all'uomo.
diventiamo anime erranti insieme a loro.
e preghiamo che non incontrino i cattivi, ma solo i buoni, che "portano il fuoco" come loro.
un uomo che racconta storie di un mondo che non c'è più, ma è disilluso dal mondo che lo circoda.
un bambino che non si ricorda del mondo dei buoni, che fa solo incubi, ma che in sè ha la luce, la compassione, la speranza.
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4.0Angosciante e struggente., 20-09-2010
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Un uomo e un bambino. In nessun posto preciso, in un tempo sconosciuto. Un mondo finito, o quasi, e il loro viaggio, portando il fuoco, sulla strada.
Pensavo il genere non mi si addicesse, ma al di là della fantascienza a cui il romanzo è ricondotto, c'è un'infinita poesia.
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3.0La strada, 10-09-2010
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Storia straziante a tratti cruda, bel libro ma a dire la verità a volte mi ha un pò annoiata. Un finale un pò prevedibile che lascia spazio alla speranza.
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4.0Un inno alla vita, nonostante tutto, 27-08-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Uno scenario apocalittico. Un uomo e un bambino alla ricerca di un improbabile futuro. McCarthy ci propone un "cerchio della vita" senza retorica, terribile come solo la vita sa essere ma autentico come solo gli uomini sanno renderlo. Un poetico e struggente inno alla vita, nonostante tutto.
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