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Storie di ordinaria follia. Erezioni, eiaculazioni, esibizioni. Ediz. speciale

Storie di ordinaria follia. Erezioni, eiaculazioni, esibizioni. Ediz. speciale

di Charles Bukowski


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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Vintage
  • Traduttore: Paolini P. F.
  • Data di Pubblicazione: aprile 2005
  • EAN: 9788807830037
  • ISBN: 8807830035
  • Pagine: 341
  • Formato: rilegato
Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo, ha scritto Beniamino Placido su "la Repubblica", aggiungendo: "in questa scrittura molto 'letteraria', ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, Bukowski fa irruzione con una cosa nuova. La cosa nuova è lui stesso, Charles Bukowski. Lui che ha cinquant'anni (al tempo in cui scrive questi racconti, attorno al '70), le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio Hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli... Edizione speciale per i cinquant'anni della casa editrice.

Note su Charles Bukowski

Charles Bukowski nacque ad Andernach, in Germania, il 16 agosto del 1916. Era figlio di Henry Bukowski, un soldato dell'esercito americano, e di Katharina Fett, una giovane donna tedesca. Quando il padre prese congedo, si trasferì assieme alla famiglia a Los Angeles. Tuttavia Henry, non riuscendo a trovare lavoro, sfogava le sue frustrazioni picchiando e maltrattando il piccolo Charles. L'infanzia difficile di Charles fu il preludio a una intera vita caratterizzata dal disagio e dall'emarginazione, tematiche che emergono con forza nella sua produzione artistica. Fin da bambino si distinse per lo straordinario talento letterario. Nel 1938 si diplomò alla Los Angeles High School e subito dopo iniziò a lavorare come magazziniere, ma non riuscì mai ad adattarsi alle rigidità del mondo del lavoro, con i suoi orari e le sue regole. Poco dopo esordì come scrittore per la rivista Underworld e, lasciando la famiglia, iniziò il suo vagabondaggio per gli Stati Uniti, svolgendo ogni tipo di lavoro e abbandonandosi all'alcol. Nel 1955 tornò a Los Angeles per lavorare in un ufficio postale, è in questo periodo che i problemi di alcolismo dell'autore si intensificano, ricoverato per un'ulcera perforante si salvò solo grazie a delle trasfusioni di sangue. Anche la vita sentimentale fu tormentata. Dopo aver interrotto una relazione decennale con Janet Cooney Baker, si sposò con Barbara Frye, direttrice di una rivista, ma dopo due anni divorziarono. La depressione di Charles raggiunse un picco quando la sua vita fu sconvolta da due morti, quella del padre, per infarto, e quella della sua precedente compagna, Janet, per alcolismo. Nel 1964 divenne padre. Sua figlia, Marina, era il frutto della relazione che aveva instaurato con la poetessa Frances Smith. I due vissero assieme per un periodo, ma non si sposarono mai. Nel 1969, dopo anni di lavoro all'ufficio postale, si licenziò in seguito all'offerta ricevuta dall'editore della Black Sparrow Press, che gli offriva un contratto a vita per lavorare come scrittore. A distanza di un mese pubblicò "Post Office", il romanzo che lo rese celebre, un' autobiografia sulla sua vita all'ufficio postale. Nel 1976 incontrò Linda Lee Beighle, con la quale si sposò nel 1985. Morì di leucemia il 9 marzo 1994, in California, poco dopo aver completato il suo ultimo romanzo, "Pulp".  

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.3 di 5 su 4 recensioni)

3.0Disgustoso, 23-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
I racconti contenuti in storie di ordinaria follia risultano disgustosi e talvolta provocano conati di vomito ad un lettore che non è abituato alla scrittura di Bukowski, lui che si trova a metà strada tra lo scrittore e il barbone, ma che è l'unico motivo per cui si dovrebbe comprare questo libro che contiene moltissimi elementi autobiografici.
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2.0Nulla d'eccezionale, 05-05-2012
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Un testo fin troppo volgare e poco profondo che tratta di argomenti adolescenziali per mirare a un pubblico altamente giovanile. Lo stile non mi è affatto piaciuto, manca di ensione narrativa per cui è lento e poco intrigante, mentre la trama una grande accozagliata di eventi che non hanno filo logico.
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4.0Letteratura pulp, 26-08-2011
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Quando ho scoperto Bukowski ho trovato irresistibile la sua ironia, il suo ammiccare al sesso in modo ironico e disinvolto, il fregarsene di tutto e tutti e soprattutto del perbenismo. A distanza di tanti anni non ho cambiato idea: è solamente volgare, sporco e rozzo. Ma è uno scrittore che sa colpire la fantasia e l'animo del lettore, e per quanto uno scrittore degno di essere letto. Questo libro è forse il più rappresentativo (gli altri sono tutti uguali, letto uno letti tutti) ed è l'unico che consiglio perchè è capace di fare di uno scrittore sopravalutato un mito letterario del '900.
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4.0Storie di ordinaria follia, 04-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Bukowski prende, ma prende in un modo così fastidioso che ti porta a dibatterti tra una storia e l’altra dei suoi racconti con la voglia di dire: adesso basta, è l’ultimo che leggo. Perché fa quasi rabbia questo suo compiaciuto sguazzare nella fanghiglia umana, il suo mettere la sua strabiliante energia mentale in ciò che la cultura e la morale ci ha insegnato a disprezzare…ti senti provocata, rintuzzata proprio nelle cose che ti hanno abituato a non dire, non vedere, non sentire.
Poi, quando ormai la pressione si è fatta così forte, e sei convinta che chiuderai definitivamente il libro e passerai ad altro senza grossi rimpianti, anzi... proprio mentre lo stai facendo, lentamente ma inesorabilmente stai avvicinando una copertina all’altra anche se continui a seguire con la coda dell’occhio la fine di una frase…lui ti pugnala allo sterno, a tradimento, lasciandoti senza fiato perforata da una lama di autentica, illogica ed intensa poesia.

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