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Storia di Neve

Storia di Neve

di Mauro Corona

4.5

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Neve Corona Menin, l'unica bambina nata nel gelido inverno del 1919, è una creatura speciale. Tutti lo capiscono quando, con il semplice tocco della sua mano, alcuni compaesani in punto di morte guariscono miracolosamente. In effetti Neve altro non è che la parte buona della strega Melissa - guardiana di un raccapricciante inferno di ghiaccio -, tornata sulla Terra per riparare i torti commessi in vita. Il padre di Neve però non tarda a vedere in questo dono misterioso un'occasione per arricchirsi e organizza insieme ad altri cinici compari una serie di finti miracoli, che attirano schiere di malati pronti a pagare pur di ottenere la grazia dalla piccola santa e innescano una spirale inarrestabile di ricatti, violenza e delitti...

Note su Mauro Corona

Mauro Corona è nato ad Erto, un piccolo paese in provincia di Pordenone, il 9 agosto 1950. Per un breve periodo la famiglia si sposta a Pinè, in Trentino, ma dopo circa sei anni i genitori di Mauro ritornano ad Erto, portando con sé lui e Felice, l'altro loro figlio nato nel 1951. Fin da piccolo Mauro segue il padre durante le battute di caccia al camoscio, sulle montagne che circondano il piccolo paesino incassato nella valle del torrente Vajont. Si appassiona sempre di più all'alpinismo, e a soli tredici anni scala la sua prima vetta, il Monte Duranno (2688 m s.l.m.). E' su queste montagne che nasce in lui quella fortissima passione per la montagna e per la natura che caratterizzerà la sua produzione artistica. La madre, poco dopo la nascita di Richeto, il terzo figlio, si allontana dalla famiglia, lasciando a casa il suo ricco patrimonio di libri che vengono letti da Mauro. In quegli anni ha letto Tolstoj, Dostoevskyj, Cervantes e molti altri autori. La passione nell'intagliare il legno, invece, gli viene tramandata dal nonno. Inizia gli studi presso l'Istituto per geometri Marinoni di Udine, ma si ritira per totale mancanza di interesse. Lavora prima come manovale a Maniago e poi in una cava di marmo nel Monte Buscada. Dopo aver assolto il servizio militare, inizia la sua attività come scultore sotto la guida di Augusto Murer. E' del 1975 la sua prima mostra. La carriera come scrittore inizia nel 1997, con la pubblicazione di alcuni racconti sul quotidiano Il Gazzettino. Da allora ha pubblicato numerosi libri incentrati sul rapporto tra uomo e natura.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 3 recensioni)

5.0Storia di Neve, 02-09-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
Difficilmente vi capiterà di leggere un romanzo così maestoso, quasi novecento pagine, ma altrettanto coinvolgente, al punto tale che come si inizia la lettura si desidererebbe andare sempre avanti, senza mai fermarsi, per giungere alla fine. Va da sé che invece sono necessarie delle interruzioni, anche per riflettere e spunti e motivi ce ne sono in abbondanza.
Il teatro della rappresentazione è come al solito Erto, il paese natio, ma la vicenda, questa storia di Neve Corona Menin, l'unica bimba nata nel gelido inverno del 1919, è qualche cosa di straordinario, come del resto lo è la protagonista. Sospeso fra realtà e fantasia, con escursioni anche nel campo dell'horror, il romanzo ha una forza travolgente, grazie a un testo vitale e particolarmente suggestivo.
Neve è la parte buona della strega Melissa, tornata nel mondo per porre rimedio ai torti commessi in vita, una specie di santa in grado di miracolare, come in effetti ogni tanto fa, ma vittima della cupidigia del padre teso ad arricchirsi grazie alle straordinarie qualità della figlia, in un egoismo cieco e sordo, che porterà a una serie di disgrazie e di delitti di raccapricciante efferatezza.
Il contrasto fra l'essenza spirituale della fanciulla e la bestialità materiale del genitore riesce a dare all'opera quella continuità logica che è indispensabile per sostenere l'impatto con una storia particolarmente lunga.
In questo contesto si inserisce la vita del paese, la coralità dei suoi abitanti nei riti annuali della primavera e dell'autunno, nella fienagione e nel taglio delle piante, nelle sere trascorse all'osteria, un microcosmo reale, pulsante di umori, anche primitivo, talvolta violento e chiuso, oltre che omertoso.
I caratteri dei personaggi, le descrizioni delle stagioni, le pagine dedicate ai rigidi e nevosi inverni sono tutti elementi che nobilitano questo romanzo.
Pur se la vicenda di fantasia è preminente, si rimane stupiti di fronte alla soavità, quasi poetica, che l'autore dedica a immagini della natura, con albe, tramonti, i vortici del fiume Vajont, le cime, i boschi, una sorta di concerto che accompagna tutta l'opera.
Nell'insieme Corona è riuscito a mantenere in adeguato equilibrio la violenza e la bontà, l'orrore e la nobiltà dei sentimenti, un gioco difficile e anche pericoloso condotto tuttavia con mano sicura dalla prima all'ultima pagina.
Chiuso il libro ci si sente come frastornati dalla forza della macchina narrativa, ma è solo un momento, perché ci si accorgerà ben presto che questa splendida storia lascia dentro un senso di grande serenità e di Neve serberemo il ricordo come della parte migliore di ognuno di noi, quella platonica ingenuità infantile non condizionata dalla realtà e di grande aiuto per superare gli scogli della vita, pur se rifugiandosi solo in un sogno.
Storia di Neve è un libro magico.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0NON SOLO NEVE..., 05-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Splendida Favola/Verità che racconta l' UOMO in tutta la sua intima ferocia, espressa con estrema crudezza, contrapposta alla sua capacità di stupirci con episodi quasi incredibili di grande solidarietà e appassionata bontà d' animo nei riguardi del proprio simile, al cospetto di una Natura a tratti selvaggia, maligna e del tutto indifferente, ma sempre splendida e materna con chi sa apprezzarla, rispettarla e amarla.
817 pagine da leggere e rileggere all'infinito.
Grazie MAURO.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Un libro magico, 08-12-2008, ritenuta utile da 9 utenti su 12
di - leggi tutte le sue recensioni
Raramente mi è capitato di leggere un romanzo così lungo (817 pagine), eppure così intenso.
Vi è assicuro che è un'esperienza altamente coinvolgente, al punto tale che come si inizia la lettura si desidererebbe andare sempre avanti, senza mai fermarsi, per giungere alla fine. Va da sé che invece sono necessarie delle interruzioni, anche per riflettere e spunti e motivi ce ne sono in abbondanza.
Il teatro della rappresentazione è come al solito Erto, il paese natio, ma la vicenda, questa storia di Neve Corona Menin, l'unica bimba nata nel gelido inverno del 1919, è qualche cosa di straordinario, come del resto lo è la protagonista. Sospeso fra realtà e fantasia, con escursioni anche nel campo dell'horror, il romanzo ha una forza travolgente, grazie a un testo vitale e particolarmente suggestivo.
Neve è la parte buona della strega Melissa, tornata nel mondo per porre rimedio ai torti commessi in vita, una specie di santa in grado di miracolare, come in effetti ogni tanto fa, ma vittima della cupidigia del padre teso ad arricchirsi grazie alle straordinarie qualità della figlia, in un egoismo cieco e sordo, che porterà a una serie di disgrazie e di delitti di raccapricciante efferatezza.
Il contrasto fra l'essenza spirituale della fanciulla e la bestialità materiale del genitore riesce a dare all'opera quella continuità logica che è indispensabile per sostenere l'impatto con una storia particolarmente lunga.
In questo contesto si inserisce la vita del paese, la coralità dei suoi abitanti nei riti annuali della primavera e dell'autunno, nella fienagione e nel taglio delle piante, nelle sere trascorse all'osteria, un microcosmo reale, pulsante di umori, anche primitivo, talvolta violento e chiuso, oltre che omertoso.
I caratteri dei personaggi, le descrizioni delle stagioni, le pagine dedicate ai rigidi e nevosi inverni sono tutti elementi che nobilitano questo romanzo.
Pur se la vicenda di fantasia è preminente, si rimane stupiti di fronte alla soavità, quasi poetica, che l'autore dedica a immagini della natura, con albe, tramonti, i vortici del fiume Vajont, le cime, i boschi, una sorta di concerto che accompagna tutta l'opera.
Nell'insieme Corona è riuscito a mantenere in adeguato equilibrio la violenza e la bontà, l'orrore e la nobiltà dei sentimenti, un gioco difficile e anche pericoloso condotto tuttavia con mano sicura dalla prima all'ultima pagina.
Chiuso il libro ci si sente come frastornati dalla forza della macchina narrativa, ma è solo un momento, perché ci si accorgerà ben presto che questa splendida storia lascia dentro un senso di grande serenità e di Neve serberemo il ricordo come della parte migliore di ognuno di noi, quella platonica ingenuità infantile non condizionata dalla realtà e di grande aiuto per superare gli scogli della vita, pur se rifugiandosi solo in un sogno.
Storia di Neve è un libro magico.
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