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Storia d'Italia vol.1

Storia d'Italia vol.1

L'Italia dei secoli bui. Il Medio Evo sino al Mille

di Indro Montanelli, Roberto Gervaso

5.0

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La caduta dell'Impero Romano è stato un processo lento e complicato, iniziato con l'avvicinarsi ai confini di quelle stesse tribù che avevano invaso la Cina, e proseguito attraverso gli anni di Costantino e Teodosio. Comincia così per l'Italia un lungo periodo oscuro: le città vengono abbandonate, eserciti barbari percorrono il Paese depredandolo, devastandolo e seminando terrore. Fino al fatidico Anno Mille si susseguono secoli di ferro e di sangue, di lutti e di invasioni. È il momento più diffìcile da raccontare nella storia italiana: le fonti sono poche e insicure, e gli avvenimenti "di casa nostra" non si possono isolare da quelli del resto d'Europa; come dicono gli autori: "Forse mai il nostro continente è stato così unito e interdipendente come in quest'epoca afflitta da mancanza di strade e di mezzi di trasporto e di comunicazione". Indro Montanelli e Roberto Gervaso ci presentano i ritratti dei protagonisti nei quali cogliere i segni del costume, della civiltà e del suo evolvere: Attila, Alarico, Odoacre, Galla Placidia, Gregorio il Grande, Carlomagno e gli Ottoni, i Santi, i Padri e i riformatori della Chiesa. Il passaggio dall'Impero ai Comuni, la società feudale, il rapporto città-campagna, lo scontro tra la nobiltà guerriera legata alla terra e la nascente borghesia urbana: questi gli elementi del grande mosaico che ci ritroviamo a osservare, e il risultato è uno strumento d'informazione chiaro e al contempo una lettura appassionante.

Note su Indro Montanelli

Indro Alessandro Raffaello Schizogene Montanelli, più noto come Indro Montanelli, è nato a Fucecchio, in Toscana, il 22 aprile del 1909. Figlio di Sestilio Montanelli e Maddalena Doddoli, trascorse l’infanzia nel paese natale. Fin da giovane soffrì di una depressione che lo accompagnò per tutta la vita. Indro seguì il padre, preside di liceo, nei numerosi spostamenti di lavoro. Nel 1925, conseguì la maturità in un liceo di Rieti. Dopo il diploma studiò giurisprudenza a Firenze, dove conseguì la laurea nel 1930, poco dopo aver terminato il corso di allievo ufficiale a Palermo, iniziato nel 1929. Seguì poi dei corsi di specializzazione a Grenoble, alla Sorbona e a Cambridge. Nel 1932 conseguì una seconda laurea, sempre a Firenze, in Scienze Politiche e Sociali. Fin da giovane collaborò con testate giornalistiche locali, lavorò per La Frusta di Rieti e Frontespizio. Nel 1932 iniziò a collaborare con il periodico fiorentino L’Universale e nel 1934 si trasferì a Parigi, dove si occupò di cronaca nera per il quotidiano Paris-Soir e collaborò con L’Italie Nouvelle. Fu poi assunto dalla United Press e si trasferì a New York, pur continuando a lavorare con il Paris-Soir. Fu il quotidiano francese a proporgli il suo primo scoop, un’intervista a Henry Ford. Quando nel 1935 l’Italia invase l’Etiopia, Montanelli lasciò il lavoro e si arruolò come volontario. Sottotenente, venne ferito e venne rimpatriato. La sua opera “XX battaglione eritreo” narra l’esperienza vissuta in Eritrea. Successivamente lavorò per il quotidiano La Nuova Eritrea, ottenendo la tessera di giornalista. Tornato in Italia nel 1936, ripartì come corrispondente per Il Messaggero. Fu inviato in Spagna per documentare la guerra civile. I suoi articoli però non furono graditi dal regime fascista, e gli fu cancellato dall’albo dei giornalisti. Per evitare il peggio, Montanelli si trasferì in Estonia dove fece il lettore di Italiano all’Università di Tartu. Nel 1938 tornò in Italia e iniziò a lavorare per il Corriere della Sera. Fece l’inviato di guerra in giro per l’Europa e si recò al fronte. Tornò in Italia nel 1942 per sposarsi con Margarethe De Colins De Tarsienne, i due divorziarono nel 1951. Tra il 1942 e il 1943 scrisse per il settimanale Tempo. Nel 1943 si associò al movimento Giustizia e Libertà, ma, scoperto dai tedeschi, fu arrestato assieme alla moglie. Scampò alla fucilazione grazie ad una fitta rete di sostegno. Venne trasferito in diversi carceri, fino a quando non venne prelevato e portato in un nascondiglio. Da questa esperienza trasse ispirazione per il romanzo “Il generale Della Rovere”. Tornato in Italia nel 1945, venne reintegrato nell’albo dei giornalisti e ricominciò a lavorare, prima per La Domenica del Corriere e poi per il Corriere della Sera. Contemporaneamente aiutò Leo Longanesi, suo amico, a fondare il settimanale Il Borghese, ma la collaborazione cessò nel 1956 a causa di una lettura differenti in merito agli eventi accaduti durante la Rivolta d’Ungheria. Tornò a lavorare con Dino Buzzati a La Domenica del Corriere. Qui curò una rubrica molto apprezzata e scrisse a puntate la storia dei Romani e quella dei Greci, che lanciarono la sua carriera di storico. Durante gli anni Sessanta il Corriere cambiò linea editoriale. Montanelli, trovandosi in disaccordo, lasciò il quotidiano e accettò la proposta di Gianni Agnelli, il quale gli chiese di scrivere sul quotidiano torniese La Stampa. Lasciò anche La Domenica del Corriere, per scrivere sul concorrente Oggi. Nel 1974 lasciò La Stampa e, grazie a finanziamenti della Montedison, fondò un nuovo quotidiano, Il Giornale. Nello stesso anno si sposò con Colette Rosselli, corsivista del settimanale Gente. Intanto Montanelli divenne membro onorario dell’Accademia della Crusca. Nel 1976 Mike Bongiorno chiese a Montanelli di condurre un notiziario per Telemontecarlo. Il successo ottenuto dal notiziario, portò l’ostilità della sinistra e le trasmissioni cessarono a causa dell’intervento di Scalfari, direttore di Repubblica, il quale accusò Telemontecarlo di essere una rete illegale. Nel 1977 Montanelli fu vittima di un attentato delle Brigate Rosse, e rimase ferito alle gambe. Nello stesso anno, terminati i finanziamenti Montedison, accettò il sostegno economico di Silvio Berlusconi, il quale divenne socio di maggioranza de Il Giornale. Nel 1994 però, quando Berlusconi decise di entrare in politica, Montanelli lasciò il quotidiano e fondò una nuova testata, La Voce. Il nuovo quotidiano però durò poco tempo e Montanelli tornò a lavorare per Il Corriere della Sera. Indro Montanelli morì a Milano il 22 luglio del 2001.
 

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0La storia d'italia di Indro Montanelli, 09-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Il primo volume della monumentale opera storiografica del più importante gioranlista italiano del passato.
Il volume racconta la situazione italiana dagli ultimi anni dell'impero romano fino all'anno mille.
Un libro consigliato a tutti: la prosa è veloce ed incalzante (si direbbe quasi "giornalistica"). Un modo diverso di avvicinarsi alla storia: non un insieme sterile di date ma un coinvolgente racconto.
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