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Storia abbreviata della letteratura portatile

Storia abbreviata della letteratura portatile

di Enrique Vila-Matas

3.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Traduttore: Panunzio Cipriani L.
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2010
  • EAN: 9788807721878
  • ISBN: 8807721872
  • Pagine: 108
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli
Verso la fine del 1924, sulla vetta dove Nietzsche aveva avuto l'intuizione dell'eterno ritorno, lo scrittore russo Andrei Belyj fu colto da una crisi nervosa nel constatare l'inarrestabile avanzata della lava del supercosciente. Quello stesso giorno e alla stessa ora, a non molta distanza da lì, il musicista Edgar Varèse cadeva improvvisamente da cavallo mentre, per scimmiottare Apollinaire, fingeva di accingersi ad andare in guerra. A me sembra che quelle due scene siano state i pilastri su cui fu edificata la storia della letteratura portatile. Una storia europea, alle origini, e leggera quanto la valigia-scrittoio con la quale Paul Morand percorreva su treni di lusso la luminosa Europa notturna: scrittoio mobile che ispirò a Marcel Duchamp la sua bôite-en-valise, senza dubbio il tentativo più geniale di esaltare il portatile in arte. La cassetta-valigia di Duchamp, che conteneva riproduzioni in miniatura di tutte le sue opere, si trasformò rapidamente nell'emblema della letteratura portatile e nel simbolo in cui si riconobbero i primi shandy.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 4 recensioni)

4.0Fantaletteratura, 07-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Esplode la fantasia di Vila-Matas in questo romanzo breve. Una vicenda di vagabondi, sempre in viaggio, esiliati dall'universo dell'arte, collezionisti arrabbiati di emozioni, o meglio dire, di passioni. Tsara, Dal, altre macchine assortite, artisti portatili, che dire... Finiscono in un sottomarino immobile, in un porto di cemento, a prendere in giro una morte tremebonda, a fumare oppio e a esercitare la virtù dell'insolenza con altri matti di alta qualità.
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2.0Storia abbreviata della letteratura portatile, 28-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Dico la veerità, non l'ho trovato ne particolarmente divertente ne particolarmante intellettuale. Un gioco intellettuale tutto costruito (tra l'altro terminato in un giorno eponimo), ma alla fine sterilino. L'idea è quella di costruire un grande pastiche prendendo spunto da gesta (tra vere e inventate) dei surrealisti e della gente che girava a loro intorno, verso gli anni '20. Vila-Matas è un gran conoscitore di letterature e dei primi decenni del secolo. Socio onorario dei seguaci di Joyce che si riuniscono a Dublino il 16 giugno di ogni anno, scrittore di altri pastiche che hanno per protagonisti il Bartelby di Melville e il Montano di Sempre sul filone della difficoltà di scrivere. Anche qui, la scrittura diventa un pretesto di vita. Un gioco altro per giocare con tanti frammenti. Inventando la nascita di una società segreta che in codice si fa chiamare SHANDY. Gli adepti devono portare sempre con loro le loro opere, come nella famosa Bote-en-valise di Marcel Duchamp. E per narrare le loro gesta si inventa la scrittura al contrario di un testo immaginario (La "Storia portatile della letteratura abbreviata" di Tristan Tzara che il franco-rumeno mai si era sognato di scrivere). Oltre a Duchamp, della congiura shandy fanno parte a uguale titolo Walter Benjamin, Jacques Rigaut, Blaise Cendrars, Valery Larbaud, Scott Fitzgerald, Vicente Huidobro, César Vallejo, Salvador Dal, Tristan Tzara, Ezra Pound, Cyril Connoly, Francis Picabia, Georgina O' Keefe e il principe Mdivani. Con la partecipazione straordinaria di Aleister Crowley e Louis Ferdinand Celine nel ruolo di traditori, presunti o reali che fossero. Ma che cos'è uno shandy? In un primo significato, "Shandy, nel dialetto di alcune zone del contado dello Yorkshire (dove Laurence Sterne, l'autore del Tristam Shandy, visse gran parte della sua vita), significa indistintamente allegro, volubile e un po' picchiatello". Lo shandy è un tipo caratterizzato da una "volontà costante di trasgressione". E, su un altro piano, una persona "impossibile, gratuita e delirante". Ma shandy, più che essere correlato al personaggio di Sterne, deriva più che altro da una bevanda inglese: una sorta di birra amarognola che, tracannata a grandi sorsi in estate, riesce a placare la sete. Shandy soprattutto significa votare la propria vita al nomadismo, e, come corollario, al celibato, alla vita senza troppi pesi. Forse è tutta qui l'essenza del portatile: il paradigma di un uomo celibe, impossibile, libero e delirante, ovvero "un artista portatile, oppure, il che è lo stesso, qualcuno che si potesse portare tranquillamente da qualsiasi parte". Shandy significa votarsi alla non causa di una congiura senza movente e senza scopo. Nessun membro della società segreta sa a cosa serva, a quali superiori destini sia consacrata la congiura. Cospirare tanto per cospirare. Quel che è certo è un metodo di elezione: miniaturizzare la letteratura. Necessità nomade, la letteratura portatile serve a far sì che quando la congiura potenziale si esplicherà, accada quel che accada, tutto l'inessenziale sarà a portata di mano. In una valigetta. E tutto narrato sempre infarcendo reale e menzogna. Oltre alla bibliografia con metà libri inventati, anche le azioni sono mescolate, Jacques Rigaut che si suicida come Roland Roussel, Pola Negri che non si sposa con il principe Mdivani, la malia di Georgia O' Keefe. E via elucubrando. Un gioco letterario (sarebbe curioso farne una contro-lettura, con le "vere" storie dei "veri" artisti) ma alla fine un po' sterile e fine a sé stesso. Appunto godibile se si sanno tante storie. Altrimenti così, rimane un bel ricordo e nulla più. Se non lo stimolo ad essere sempre più nomade, almeno dentro la testa.
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4.0Breve passeggiata tra i libri, 18-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 4
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Breve itinerario fantastico, in cui l'autore ripercorre, col gusto ch'è proprio, la storia della narrativa mondiale. Non aspettatevi l'antologica precisione del viaggio consueto, nè le stazioni obbligatorie e già note: più che un tragitto, quello di Vila-Matas è una digressione, una passeggiata senza meta prestabilita e necessaria, un andare sapendo solo di andare. Vale la pena di leggerlo perché ci si imbatte, cammin facendo, in Rulfo, Monterroso, Savinio; Canetti, Pirandello, Robert Walser ed altri. Come ci si imbatte in chi si incontra per strada. Davvero consigliato. Molto bello.
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4.0Storia abbreviata della letteratura portatile, 31-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Passando in biblioteca mi è caduto l'occhio su questo titolo. In queste cento paginette tra finzione e realtà, dove si ritrovano certe pagine di Borges e il miglior Monterroso, ho personalmente trovato tantissimi spunti non solo sulla letteratura e sull'arte, ma anche sulla vita a tutto tondo. Non ho purtroppo l'abitudine di sottolineare le pagine o di riportare i passaggi, ma se lo facessi credo che non una sola pagina di questo libro sarebbe rimasta intonsa.
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