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Lo stesso mare

Lo stesso mare

di Amos Oz

4.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: I narratori
  • Edizione: 2
  • Traduttore: Loewenthal E.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2000
  • EAN: 9788807015786
  • ISBN: 8807015781
  • Pagine: 240

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli
In tre stagioni si dipana l'intreccio di questa storia. Troviamo un commercialista rimasto vedovo da poco, un figlio partito per il Tibet non tanto in cerca di sé quanto spinto dal desiderio di andare più lontano possibile, una giovane fidanzata lasciata in Israele, forte e fragile al tempo stesso, una donna malata di ironica solitudine, una morta la cui vita affiora a poco a poco. E soprattutto lui, lo scrittore che, a un certo punto, entra nella storia e vi prende parte sia come "artefice" che come "spettatore".

Note su Amos Oz

Amos Oz è lo pseudonimo utilizzato da Amos Klausner, nato a Gerusalemme il 4 maggio del 1939. Figlio di Yehuda Arieh Klausner e Fania Mussman, i genitori erano immigrati sionisti dell'Europa Orientale. Amos Oz frequentò la scuola religiosa Tachkemoni e poi proseguì la sua formazione scolastica presso la scuola ebraica di Rehavia. La madre di Amos si suicidò quando lui aveva dodici anni. A quindici anni, in contrasto con il padre, entrò in un kibbutz, dove venne adottato dalla famiglia Huldai. Qui cambiò il suo cognome in Oz, che in ebraico significa forza. Ha svolto il servizio militare nell’esercito israeliano negli anni Cinquanta e ha partecipato alla guerra dei sei giorni e alla guerra del Kippur. Dopo il servizio militare, ha studiato Filosofia e Letteratura ebraica presso l’Università ebraica di Gerusalemme. Sposato con Nily, la coppia, dopo aver lavorato nel kibbutz, nel 1986 si trasferì ad Arad a causa dell’asma di Daniel, loro figlio. Ha iniziato a lavorare come giornalista durante il soggiorno nel kibbutz, mentre a esordito nella narrativa nel 1965, con la raccolta di racconti “La terra dello sciacallo”. Il suo primo romanzo, “Elsewhere, perhaps”, è stato pubblicato l’anno successivo. Autore di numerosi saggi e romanzi, Amos Oz lavora anche come giornalista e come docente di letteratura presso l’Università Ben Gurion del Negev.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.8 di 5 su 5 recensioni)

2.0Poesia, o confusione?, 17-11-2011, ritenuta utile da 48 utenti su 53
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Di tutti i libri di Oz, questo è a mio giudizio il meno coerente, in quanto non si capisce se sia proprio necessario che l'autore contamini prosa e poesia con tanta disinvoltura.
La vicenda è farraginosa, l'intrusione di personaggi attinenti alla vita di Oz, ma non alla trama, è per lo meno sconcertante. Per mia fortuna, ho letto questo libro solo dopo che avevo una conoscenza più che discreta dell'opera di Oz, altrimenti ne sarei forse stata scoraggiata. Quindi non posso consigliare il libro.
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4.0Lo stesso mare, 24-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Uno scritto agrodolce, aspro e crudo, come solo l'amore e la passione sanno essere. E' un libro a cavallo tra poesia e prosa (Oz lo definisce la sua versione di un madrigale). Capitoli brevissimi, a volte in prosa con frequenti a capo ("righe sincopate"), altre volte in versi.
Una scrittura essenziale, che farebbe pensare quasi a una traccia su cui sviluppare un romanzo; però di grande intensità, che deve essere letta e assaporata e magari riletta subito dopo per penetrarla meglio, come succede con la poesia.
I dialoghi, o meglio le vite stesse dei personaggi si intrecciano, varcando i confini spaziali, quelli tra vita e morte e quelli tra fantasia e realtà. C'è però un senso profondo di solitudine e di invalicabilità di confini altri da quelli che la realtà conosce.
Tutti i fiumi scendono allo stesso mare ma non è un incontrarsi quanto piuttosto un perdersi nel silenzio sordo del mare.
E così per gli uomini: "Si torna e si passa, e si vede e si vuole finché si chiude e si va. Silenzio"
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4.0Lo stesso mare, 17-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Lo stile di oz non è proprio semplice, e le prime pagine sono alquanto ostiche. Poi però mi sono abituata al linguaggio quasi poetica e ad un ritmo che accellera e rallenta e a situazioni che saltano di palo in frasca, e alla fine l'ho trovato quasi bello. Voto medio, perchè è inferiore al resto della produzione di Oz e perchè la storia è davvero uno spezzatino che a tratti richiede un bel po' di attenzione per capire chi parla di cosa...
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5.0Lo stesso mare, 09-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Le vite intrecciate di alcune persone, ciascuna imbrigliata nella sua solitudine, raccontate con una prosache è molto prossima alla poesia.
Non di facile lettura, ma sicuramente originale nell'alternarsi di prosa e poesia.
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4.0Lo stesso mare, 15-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Più che la storia mi sono rimaste impresse delle frasi ed il raccontare la solitudine, la perdita, le molte voci d'Israele.
Bello, conto di rileggerlo. Credo che Oz abbia il dono di saper descrivere bene quel che sente un uomo dentro, fino in fondo. La sua unica "pecca", ricordare troppo, nei temi e nello stile il suo amico Yehoshua. (Mia opinione, magari non condivisibile) .
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