Gli Stati Uniti d'Africa

Gli Stati Uniti d'Africa

3.5

di Abdourahman A. Waberi


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Descrizione

Gli Stati Uniti d'Africa sono una ricca, moderna, evoluta e prospera federazione. Alle sue frontiere si accalcano quindi miserabili profughi, senza casa, cibo e speranza, in fuga da un'Euroamerica povera, sottosviluppata e funestata da guerre interetniche. Anche Maya ha percorso questo tragitto tempo fa. Nata in Normandia, è stata adottata da Papà Dottore, come lo chiama lei, un pediatra in missione umanitaria in Francia che l'ha ricondotta con sé ad Asmara. Allevata dalla coppia africana, benestante e compassionevole, che non le ha fatto mancare amore e istruzione, Maya è cresciuta come gli altri africani nel benessere del consumismo. Ha sofferto un po' di essere diversa, ma ha trovato una sua strada. Arriva tuttavia il giorno in cui decide di fare un viaggio a ritroso in cerca della madre naturale e delle proprie origini. Ritrova così l'Europa e i suoi mali, in un duro periplo lontano dalla dolcezza delle coste africane, nelle terre tristi e desolate che l'hanno vista nascere. La storia di Maya, in questo mondo alla rovescia, è sviluppata come fosse un racconto orale da una voce narrante che si rivolge direttamente a lei. E grazie allo stratagemma dell'inversione di prospettiva riesce a far capire come ci si sente dall'altra parte del pianeta e come appare l'opulenta vita capitalistica agli occhi altrui, in un romanzo originale, ricco di trovate, colorito, e che fa riflettere.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

2.0Gli Stati Uniti d'Africa, 22-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Ingannato da parecchie rcensioni entusiastiche, sono rimasto piuttosto infastidito da questo libro. L'idea in sè non era male, un capovolgimento totale in cui l'Africa e più in generale l'attuale terzo mondo interpretano la parte che è oggi recitata dall'America e dai suoi vassalli europei. Un nuovo mondo in cui gli immigrati, clandestini e non, siamo noi. Sempre noi siamo sinonimo di miseria, malattia e sottosviluppo... Appunto, un idea interessante. Peccato che la storia non decolli mai e che la narrazione sia appesantita da una scrittura didascalica e a volte saccente. Sembra più un esercizio di stile che un racconto. Sicuramente l'autore è persona colta, ma non sempre la cultura basta, a volte bisogna saperla dosare e alternarla con un po di calore... Quel che manca a questo libro è, fondamentalmente, un anima... Peccato.
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5.0Una suggestiva utopia, 09-07-2010
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L'utopia africana di A. Waberi, ambientata in un continente africano politicamente unificato, prospero e modernissimo, nel quale i poveri e i marginali sono i migranti provenienti da Europa e America settentrionale, terre fredde, piovose e ridotte alla miseria e all'arretratezza da guerre e sottosviluppo economico, si colloca in linea di continuità con la grande tradizione letteraria dell'illuminismo francese, con opere come le "Lettere persiane" di Montesquieu o "Candido" di Voltaire. L'autore infatti ribalta il punto di vista che normalmente abbiamo rispetto all'Africa e alle sue relazioni con l'Occidente, e tramite tale ribaltamento ci permette di comprendere l'effettiva natura delle relazioni che nel mondo reale intercorrono tra il continente africano e quello europeo, nonchè di riflettere sulle rilevantissime questioni politiche, culturali ed etiche che tali relazioni comportano.
L'opera è inoltre il tentativo d'immaginare cosa sarebbe potuta diventare l'Africa se grandi leader politici del periodo della decolonizzazione, come Lumumba, Cabral, Senghor, Nkrumah - per citarne solo alcuni -, non fossero stati uccisi o limitati nella loro autodeterminazione politica, a causa delle oscure trame ordite dai neocolonialisti, e avessero potuto invece dispiegare liberamente la propria capacità di azione politica e portare quindi le loro nazioni dal sottosviluppo alla maturità socio-economica e all'autentica indipendenza politica.
Waberi poi omaggia numerosi intellettuali e artisti africani e afro-americani contemporanei - dallo scrittore Langston Hughes al filosofo Amadou Hampate Ba, fino a grandi artisti come Alexander Boghossian o Ousmane Sow -, ai quali nell'utopico mondo del romanzo sono dedicate università o musei, ma che al di là delle espressioni metaforiche dell'autore, rappresentano davvero quanto di meglio la "cultura africana" contemporanea dà come prezioso contributo all'avanzamento della cultura mondiale.
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