Stabat mater

Stabat mater

3.0

di Tiziano Scarpa


  • Prezzo: € 10.00
  • Nostro prezzo: € 8.50
  • Risparmi: € 1.50 (15%)
Disponibilità immediata
 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi


Spedizione a 1€ Spedizione con Corriere a 1€ sopra i 24 euro!   Scopri come

Descrizione

È notte, l'orfanotrofio è immerso nel sonno. Tutte le ragazze dormono, tranne una. Si chiama Cecilia, ha sedici anni. Di giorno suona il violino in chiesa, dietro la fitta grata che impedisce ai fedeli di vedere il volto delle giovani musiciste. Di notte si sente perduta nel buio fondale della solitudine più assoluta. Ogni notte Cecilia si alza di nascosto e raggiunge il suo posto segreto: scrive alla persona più intima e più lontana, la madre che l'ha abbandonata. La musica per lei è un'abitudine come tante, un opaco ripetersi di note. Dall'alto del poggiolo sospeso in cui si trova relegata a suonare, pensa "Io non sono affatto sicura che la musica si innalzi, che si elevi. Io credo che la musica cada. Noi la versiamo sulle teste di chi viene ad ascoltarci". Così passa la vita all'Ospedale della Pietà di Venezia, dove le giovani orfane scoprono le sconfinate possibilità dell'arte eppure vivono rinchiuse, strette entro i limiti del decoro e della rigida suddivisione dei ruoli. Ma un giorno le cose cominciano a cambiare, prima impercettibilmente, poi con forza sempre più incontenibile, quando arriva un nuovo compositore e insegnante di violino. È un giovane sacerdote, ha il naso grosso e i capelli colore del rame. Si chiama Antonio Vivaldi. Grazie al rapporto conflittuale con la sua musica, Cecilia troverà una sua strada nella vita, compiendo un gesto inaspettato di autonomia e insubordinazione.

Note sull'autore

Tiziano Scarpa è nato a Venezia il 16 maggio del 1963. Narratore, drammaturgo e poeta, dall’inizio degli anni Novanta ad oggi ha scritto una quindicina di testi per la radio e per il teatro. Lettore scenico delle sue opere, ma anche di quelle di altri autori, ha scritto anche numerosi romanzi, racconti e poesie. Il suo primo romanzo è stato “Occhi sulla graticola”, del 1996. Ha vinto il Premio Strega 2009 con il romanzo “Stabat Mater” (2008). Con il medesimo romanzo si è anche aggiudicato il Premio SuperMondello del 2009. Le sue opere sono stradotte in numerose lingue, tra cui il cinese. È stato tra i fondatori della rivista on line Il primo amore e del blog collettivo Nazione Indiana.

Acquistali insieme:

Gli utenti che comprano Stabat mater acquistano anche Resistere non serve a niente di Walter Siti € 8.50
Stabat mater
aggiungi
Resistere non serve a niente
aggiungi
€ 17.00

Prodotti correlati:

Altri utenti hanno acquistato anche:

I libri più venduti di Tiziano Scarpa:


Dettagli del libro


Recensioni degli utenti

Scrivi una nuova recensione su Stabat mater e condividi la tua opinione con altri utenti.

Voto medio del prodotto:  3.0 (2.9 di 5 su 29 recensioni)

3.0Stabat Mater, 31-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Intenso lo stile linguistico, l'atmosfera che si crea durante la lettura è abbastanza triste, la storia in sè lascia un po' scossi... Mi è piaciuto molto il legame con la musica. Si legge in poco tempo perchè è breve, ma non per questo è di immediata comprensione. Mi aspettavo di meglio da un Premio Strega, ma consiglio di leggerlo per una curiosità personale.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
2.0Insomma..., 11-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Stabat Mater è un libro abbastanza strano... Non è molto facile da capire, anche se è piccolo non sono riuscita a finirlo velocemente, anzi... Come ho letto nelle precedenti recensioni, è stato molto sopravvalutato e anche se ha vinto il premio Strega non è niente di straordinario. I pensieri della protagonista sono troppo tristi...
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Sopravvalutato, 28-02-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Per la copertura mediatica che ha avuto mi aspettavo di più. Per quanto il libro sia piccolo ci ho messo parecchio a leggerlo a causa della pesantezza delle sue pagine. La ricerca della protagonista di se stessa si rivela infruttuosa nonostante sia il tema centrale del romanzo. Il finale mi ha colpita (non in positivo)
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Originale e freddo, 19-02-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Originale l'ambientazione (un orfanotrofio veneziano secententesco in cui si fa molta musica e ad un certo punto arriva Vivaldi) ed anche la storia (una povera orfana piena di talento musicale che è incapace di odiare la madre che l'ha abbandonata e le scrive nottetempo lunghe lettere). C'è però un che di artificioso; l'impressione è che l'artificio non sia studiato a tavolino, quanto piuttosto collegato ad un'attitudine al distacco presente nell'autore. Di Scarpa non ho letto altro ma vorrò verificare quest'impressione con altre letture. Comunque, letto "stabat mater" non si ha l'impressione di avere perso tempo e questo è già un pregio.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Lirico, 14-02-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Vincitore del premio Strega si lascia leggere nonostante una verbosità ben oltre sopra la norma, la storia parte da una passione, quella per il grande compositore Vivaldi. Le sue note si percepiscono durante tutto il racconto e trovano una collocazione ben precisa nella storia, perché legate al movimento delle mani della protagonista, che vive la musica come fosse aria. Questo romanzo (quale classificazione scegliere... Poetico? Simbolico? Di formazione? D'amore? ) racconta il lungo percorso di Cecilia alla ricerca di se stessa, della madre, del bene e del male, della morte e della vita, della musica e del rumore, dell'immaginazione e degli obblighi.
Al termine del racconto troverà tutto e non troverà niente, scommetterà su stessa perdendo tutto, ma solo dopo essere passata attraverso la morte dell'innocenza, attraverso un esercizio di grafomania catartica, attraverso la disobbedienza, attraverso la scoperta del suo essere e del suo voler essere donna.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Amore puro, 28-09-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Cecilia viene abbondonata dalla madre in un orfanotrofio ma non per questo lei non la ama. Le scrive in continuazione raccontandole della sua vita, della sua passione per la musica. Arrivano i concerti, con il volto coperto, in una misteriosa Venezia. Poi uno straordinario incontro con un nuovo insegnante di violino, incontro che cambiera' la vita di Cecilia. Lui e' Antonio Vivaldi.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
1.0Per me, 27-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Ha ricevuto davvero assai di più di quanto non avesse seminato né tantomeno meritato questo romanzo osannatissimo - ma anche discusso - all'interno del quale non sono riuscito a trovare nessuno stimolo, nessuno spunto di riflessione, nessuna emozione. Sinceramente, non lo consiglierei a nessuno. Mi sa di occasione perduta, peccato.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
2.0Stabat mater, 22-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Mi aspettavo decisamente di più, visto che è un romanzo che è stato osannato da più parti. Più che un romanzo un racconto lungo, suggestive le atmosfere debole la storia, tema a cui un professore di lettere avrebbe dato un bel 9 e mezzo. Da una storia mi aspetto ben altre emozioni, in ostanza è bocciato.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
2.0Stabat mater, 15-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Una buona occasione in parte persa a causa di alcuni buchi piuttosto gravi di trama. IAffascinanti l'ambientazione ed il periodo storico, le note dell'Autore e gli accenni al lavoro di Vivaldi, i pensieri della protagonista ed il potere della musica, ma stancante il lunghissimo monologo ed assolutamente insipido il finale.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
2.0Stabat mater, 08-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Boh, mi sa che una rilettura potrà giovare al mio giudizio. Non è che uno vuole a tutti i costi Jane Eyre in laguna, però dalla storia settecentesca di una trovatella sedicenne rinchiusa in un orfanotrofio veneziano per musiciste era lecito aspettarsi qualcosa di più, che non un continuo pippone paranoico epistolare fra l'orfana stessa e la madre mai conosciuta, intervallata da insulsi dialoghi con la propria morte...
Del libro salvo solo i - rari - intermezzi di vita vera, i rapporti con le suore, le lezioni di musica, l'incontro col nuovo compositore, un certo Vivaldi, la quotidianità dell'orfanotrofio, che finalmente non è rappresentato secondo i soliti cliche da lager minorile...
Ma il finale, appiccicato senza alcuna consequenzialità al resto della storia, proprio non ci sta... Che inutile, pretenzioso, spreco di uno spunto fantastico!
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Stabat mater, 22-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
Ma perché a volte mi metto in testa di leggere sta roba? Lo stile narrativo di Scarpa è sicuramente ricercato e fine, l'uso delle parole è sempre ben contestualizzato nello svolgersi della trama, ma proprio questa mi è parsa inconsistente e poco sviluppata. Per carità, l'idea (non la trama) sarebbe anche buona, ma è un lungo monologo con poca e superficiale introspezione e gli eventi, pochi, sembrano come quei paesaggi che si vedono dagli oblò degli aeroplani di cui non si sa mai identificarne l'esatta denominazione e ubicazione. A parer mio, il libro andava allungato di almeno un centinaio di pagine e andavano introdotti più personaggi facendoli partecipare attivamente al compiersi della storia. Anche perché un monologo deve essere sostenuto da un personaggio che abbia diversi e ben argomentati pensieri da enucleare al lettore, una bambina adolescente cosa può offrire intellettualmente parlando? Mi si dirà emozioni, vero, e forse è per questo che il libro di Scarpa più di tanto non mi è piaciuto, perché le emozioni di una ragazzina non mi interessano. 4 per lo stile, 2 per tutto il resto.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
2.0Mi aspettavo di più, 17-01-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
L'inizio del libro è coinvolgente e fa sperare in una trama più ricca e avvincente, soprattutto con l'annunciata entrata in scena di don Antonio Vivaldi. Invece, il romanzo finisce lì e non si comprende come la musica del prete rosso contribuisca alla liberazione della protagonista dalla sua psicotica passività.
Ritieni utile questa recensione? SI NO

Leggi anche le altre recensioni su Stabat mater (29)