Squadrone bianco. Storia delle truppe coloniali italiane

Squadrone bianco. Storia delle truppe coloniali italiane

3.0

di Domenico Quirico


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Descrizione

Domenico Quirico ripercorre in questo volume il tema, poco esplorato, del ruolo delle truppe indigene africane tra le forze militari italiane. Tra la fine dell'Ottocento e il 1941, sotto la bandiera italiana hanno combattuto infatti centinaia di migliaia di soldati indigeni raggruppati per lo più nelle formazioni degli ascari (eritrei) e dubat (somali). Buona parte delle vittorie italiane sono state merito di questi abili e resistenti reparti.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Timido revisionismo coloniale, 09-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Strano saggio quello scritto da Domenico Quirico, relativo a un ambito - la storia del colonialismo italiano - nel quale gli studi non abbondano e lo spettro della rimozione rende gli storici ritrosi al cimento. L'esposizione sulla nascita, l'evoluzione e le caratteristiche delle truppe coloniali italiane è abbastanza interessante, anche se non sostenuta da una conoscenza scientifica del retroterra culturale da cui provenivano gli ascari eritrei, i meharisti libici o i dubbat somali. Tale carenza induce l'autore a esprimere giudizi troppo superficiali - a volte ai limiti del razzismo - sia nei confronti delle attitudini mentali e dei comportamenti delle truppe coloniali (di cui infatti spesso Quirico indulge a esaltarne la "fedeltà" all'Italia), sia rispetto al valore storico e ai valori etici manifestati dal colonialismo italiano, valutati con eccessiva indulgenza e quasi velati da una sorta di nostalgia (per fortuna le opere di storici seri come Del Boca, Labanca e Rochat hanno destrutturato il mito del colonialismo "buono" degli Italiani). Ci troviamo dunque a leggere un saggio troppo "giornalistico" (nel senso deteriore del termine) e poco storico, che rischia di disorientare i lettori non specialisti di storia coloniale e di portare acqua al mulino delle schiere di revisionisti che nel loro furore vorrebbero veicolare l'idea dell'umanità e della giustezza dell'impresa coloniale italiana
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