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Sputerò sulle vostre tombe

Sputerò sulle vostre tombe

di Boris Vian

3.5

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Scritto per scommessa nel giro di quindici giorni, nell'estate del 1946, "Sputerò sulle vostre tombe" è un libro dalle tinte forti, che mescola pulp e erotismo e che valse al suo autore celebrità e scandalo. Nascosto sotto l'identità dello scrittore immaginario Vernon Sullivan, autore nero censurato in America a causa del razzismo, Vian ci racconta in queste pagine la vicenda di Lee Anderson, nero dalla pelle bianca che, per vendicare la morte del fratello, si fa prima ammettere all'interno di una cerchia "bene" di bianchi e poi progetta di sedurre, insieme all'amico Dex, le sorelle Asquith, tanto belle quanto fredde e inavvicinabili. Su questa trama Vian intesse tutti gli elementi del mito della "gioventù bruciata" degli anni Cinquanta: automobili a folle velocità, brividi dell'avventura, alcol, violenza, sesso. Il libro costò all'autore una condanna per offesa alla morale. Boris Vian (1920-1959), laureato in ingegneria, scrisse romanzi, poesie, libretti, drammi e canzoni. Fu anche attore, ballerino, musicista, critico musicale, giornalista, soggettista cinematografico.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 3 recensioni)

5.0Bello e coinvolgente, 02-12-2010
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E' un piccolo libro questo, poco più 100 pagine, che appassionano, scuotono, coinvolgono, atterriscono, muovono a pietà. Si legge senza alcuno sforzo, serve solo un sospiro profondo, quello necessario a prendere il via.
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3.0 Sputerò sulle vostre tombe , 28-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Boris Vian, classe 1920, laureato in ingegneria, fu scrittore, poeta, critico (di jazz), traduttore (di Raymond Chandler ed altri), chansonnier, suonava la tromba (con Sydney Bechet, Claude Luter, Miles Davis, Charlie Parker) e il padrino della figlia era un tal Duke Ellington. Era amico di Queneau. Visse velocemente e morì a 39 anni per crisi cardiaca collegata ai suoi vecchi reumatismi.
Nel racconto c'è un ottavo di negro dedito all'alcol e al sesso sfrenato con l'unico obbiettivo di vendicare la morte del fratello introducendosi in un ambiente di bianchi. L'anno è il 1946, lo stesso anno della prima edizione, francese, del libro. Il luogo è una cittadina americana di provincia ove, come in tutto il resto del paese, un uomo di pelle nera è un negro e basta.
Vian scrisse la storia spacciandosi per traduttore di un inesistente scrittore americano. Il libro suscitò grande scandalo in Francia, e Vian fu denunciato per offesa alla pubblica morale. Costretto a confessare di esserne il vero autore, il testo fu stroncato dalla critica, così come tutti i libri successivi e gli spettacoli teatrali allestiti, o non rappresentati.
Un noir/giallo/hard boiled dalla narrazione lineare, senza sbavature. Si è subito dentro alla storia e in un attimo si è alla fine dopo aver attraversato in un batter d'occhio stupefatto tutti i miti dell'america degli anni '50: l'automobile, i lunghi viaggi, l'alcol, la violenza, il sesso facile e non e la musica alle soglie del rock. La trama è semplice e solida, priva di smagliature. Il linguaggio illumina senza esplicitare e la costruzione sintattica è ben confezionata per una lettura che corre, corre davvero veloce come un brivido.
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2.0Sputerò sulle vostre tombe, 09-10-2010
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Vian mi ha sempre fatto una gran simpatia, e non basterà questo libriccino a macchiarne la considerazione. tutto sommato, l'ho trovato provocatorio, e va bene, ma piuttosto asfittico. asfittico alla Boris Vian, che non è dire nulla, ma il ragazzo sapeva fare di (molto) meglio.
libro adatto per riempire i piccoli vuoti quotidiani troppo brevi per dedicarsi a letture più corpose, libro da interstizi temporali, insomma.
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