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Lo spazio bianco

Lo spazio bianco

di Valeria Parrella

3.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Super ET
  • Data di Pubblicazione: marzo 2010
  • EAN: 9788806199661
  • ISBN: 8806199668
  • Pagine: 112
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Maria ha superato da poco i quarant'anni, vive a Napoli, lavora come insegnante in una scuola serale e un giorno, al sesto mese appena di gravidanza, partorisce una bambina che viene subito ricoverata in terapia intensiva neonatale. Dietro l'oblò dell'incubatrice Maria osserva le ore passare su quel piccolo corpo come una sequenza di possibilità. Niente è più come prima: si ritrova in un mondo strano di medicine, donne accoltellate, attese insensate sui divanetti della sala d'aspetto, la speranza di portare sua figlia fuori da lì. Nei giorni si susseguono le mense con gli studenti di medicina, il dialogo muto con i macchinari e soprattutto il suo lavoro: una scuola serale dove camionisti faticano su Dante e Leopardi per conquistarsi la terza media. La circonda e la tiene in vita un mondo pericolante: quello napoletano, dove la tragedia quotidiana si intreccia con la farsa, un mondo in cui il degrado locale è solo la lente d'ingrandimento di quello nazionale.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.0 (2.8 di 5 su 6 recensioni)

4.0E' scritto molto bene, 10-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Bellissimo. La vicenda della nascita prematura della infante è raccontato con una grande emozione e coinvolgimento, ma senza abbassarsi in quell'autocompiangimento e in quelle esternazioni cosmicofilosfiche che spesso permeano narrazioni di questo tipo. Per me quasi incredibile l'equilibrio stilistico sempre sul filo tra l'ironia e la tragedia, ma senza mai perdersi né di qua né di là. Un gran bel romanzo.
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3.0Ottimo stile, 26-03-2012
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Lo ho trovato ben scritto, ma non particolarmente esaltante a livello di contenuti. Alcuni passaggi mi sono piaciuti molto, ma in generale ho avuto l'impressione che l'autrice abbia sfiorato tutta una serie di temi che avrebbero potuto essere interessanti senza però approfondire realmente nulla. Mi chiedo se dipenda dalle dimensioni del romanzo. Sarei curiosa di leggere qualcosa di più lungo, scritto da lei, per giudicare.
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4.0Lo spazio bianco, 07-01-2012
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Io credo che sia stato un bel libro, al quanto semplice e molto comprensibile... Ma tutto sommato lo reputo un buon libro. E la prima volta che leggo un libro di questa scrittrice quindi non so il suo modo di scrivere pero ho letto che per chi conosce anche altri suoi libri sia stata una delusione...
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3.0Sospeso e reale, 03-09-2011
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Della Parrella ho apprezzato molto di più i racconti ma anche in questo romanzo con la sua caratteristica scrittura, ci ha raccontato un mondo in cui uomini adulti imparano a scrivere con l'altra mano e i dottori parlano alle donne pensando che tutte siano vestite con la tuta alla Simona Ventura, con le mollette nei capelli e l'espressione aggressiva e che non comprendano davvero che i loro figli prematuri stiano nascendo o morendo e che, quindi, siano tutte uguali.
Durante la lettura sulla mia testa girava sospesa nell'aria quella moneta che alla fine del testo è caduta e ha mostrato la faccia "nascendo".
La solitudine si è concretizzata davanti alla città, all'uscita dell'ospedale, dentro la salumeria per comprare giusto un pò di affettati per cena, scappando dalla solita strada per non incontrare nessuno che ti chieda come sta la bambina e come stai tu.
Certi momenti della vita e la Parrella lo sa bene, sono così e non c'è altro rimedio: aspettare.
Bella scrittura, analisi lucida del proprio sentire, caratterizzazione forte e precisa dei personaggi in un libro che per tutta la sua durata ti tiene sospesa, senza punti di riferimento come davvero tutto fosse un enorme e vuoto spazio bianco.
Mi è piaciuto.
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1.0Lo spazio bianco, 25-07-2011
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Ricordo che l'autrice è riuscita a partecipare a numerosi concorsi letterari italiani. Ora, io mi auguro che questo suo libro sia stato una svista, perché se il suo stile è questo allora c'è qualcosa che non funziona nell'editoria italiana: è frammentato, dissolto in mille rivoli, retorico q. B. Per smuovere la pappa di cuore, e soprattutto -orrore! - la Parrella scrive senza sentire il bisogno di un minimo di documentazione.
Sarà che io adoro gli scrittori che si fanno il mazzo. Adoro la gente che si consuma le dita per cercare i dati storici, antropologici, sociali, scientifici che consentano una contestualizzazione realistica della storia
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2.0Lo spazio bianco, 18-12-2010
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Se devo essere sincera non mi è piacuta nè la storia nè come essa è stata scritta: il linguaggio è colloquiale, l'influenza dialettale troppo marcata e la presenza di espressioni locali è forse eccessiva.
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