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Sovrimpressioni

Sovrimpressioni

di Andrea Zanzotto

5.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Lo specchio
  • Data di Pubblicazione: giugno 2001
  • EAN: 9788804479079
  • ISBN: 8804479078
  • Pagine: 134
Il libro è un'opera composita che si sviluppa e ramifica attorno a un tema centrale: quello della distruzione del paesaggio, della trasformazione dell'ambiente naturale e del concetto stesso di natura. L'autore coglie i segni dei mutamenti di un'epoca nella perdita di identità e nel degrado della propria terra, nel senso di soffocamento che sempre più ci minaccia. Queste "Sovrimpressioni" si realizzano in territori inquinati dove gli "antichi concetti campestri" sono un ricordo sempre più sfumanto sotto la luce lunare. Zanzotto, con inesausta energia reattiva, è un testimone fiero e accorato di un mondo già inghiottito dal futuro, e ne trasfigura ciò che osserva nella fisicità cangiante della sua poesia.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Impressioni verso il 2000..., 06-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Zanzotto entra nel nuovo millennio con questo volume: un testo che trova al suo centro molti temi e impressioni che negli anni lo hanno caratterizzato, su tutte la natura e il paesaggio: sono proprio loro ad imporsi fin da subito: infatti le due poesie sui palù chea aprono la raccolta, sono l'ultimo grido, fatto di un verdeggiare acquitrinoso, di un'area naturale tipica di alcune aree della campagna trevigiana che, pochi anni dopo l'uscita del libro, è stata tagliata da una discussa autostrada (A28 Sacile-Pordenone).

Tra tutti i testi, il più famoso è "Dintorni natalizi", che con arguta ironia descrive il Natale dell'era delle "agenzie bancarie". Non poche, seppure più rare che altrove, le escursioni nel dialetto solighese: tra esse, esemplare per stile e giocosità è l' "Apocolocìntosi", di senechiana memoria.

Un libro vasto e vario, un libro che lascia interrogativi anche stilistici sulla poesia zanzottiana: è proprio l'autore, che in una nota definisce i versi di "Sovrimpressioni" "lavori alla deriva", nati sulla scia del nuovo capitolo aperto nel decennio precedente con "Meteo" e che, otto anni dopo, andranno ad approfondirsi con "Conglomerati".
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