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Sostiene Pereira. Una testimonianza

Sostiene Pereira. Una testimonianza

di Antonio Tabucchi


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Descrizione

Tabucchi è convinto che è arrivato il tempo in cui dobbiamo chiedere anche alla letteratura di dire la verità: non la verità metafisica e del cuore, ma proprio la verità degli uomini, quella della loro condizione storica, dei pericoli che stanno correndo, degli assassini di cui sono autori e vittime (Angelo Guglielmi)

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Voto medio del prodotto:  5.0 (4.8 di 5 su 12 recensioni)


4.0Sostiene Pereira. , 26-09-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 4
di G. Lamanna - leggi tutte le sue recensioni

«Un omaggio al Portogallo e sopratutto al grande maestro Pessoa. Il protagonista Pereira è un giornalista di una certa età, vedovo e solo, che ha abbandonato la cronaca nera di cui si è occupato per tanti anni per curare la pagina letteraria di un quotidiano, il Lisboa. E' un uomo qualunque, quieto, senza idee politiche, tutto dedito alla sua passione per la letteratura, soprattutto quella francese. Non ignora di vivere in una dittatura, ma non se ne cura, proprio perché è riuscito a creare un mondo alternativo, rifugiandosi nelle lettere.
La sua vita verrà sconvolta da un evento imprevisto, dalla vicenda, triste, di un giovane che non ci sta a vivere sotto un regime.
Piano piano in Pereira avviene una metamorfosi, comincia a porsi delle domande, sorgono dei dubbi, scopre che in lui esiste un'altra personalità, teoria suffragata da un discorso sulla Confederazione delle anime che gli fa un medico di un centro talassoterapico, dove trascorre una settimana per lenire i suoi acciacchi.
E alla fine non resterà più insensibile al tormento della dittatura, con un gesto clamoroso di ribellione che lo costringerà a emigrare.
Sostiene Pereira, però, non è solo un romanzo storico, ma va assai oltre, perché implicitamente pone la domanda se sia giusto che un intellettuale viva in un mondo tutto suo, avulso dalla realtà che lo circonda. No, sembra dirci Tabucchi, un letterato, un uomo di cultura prima di tutto ha l'obbligo di non nascondersi fra i suoi libri, ma di evidenziare i pericoli, la gravità di un sistema che opprime i cittadini, senza che sia necessario avere idee politiche.
La cultura è libertà e quindi non può rendere insensibile chi la segue alla realtà di ogni giorno, non deve costituire un alibi per non vedere, ma è indispensabile che sia la base per denunciare quello di cui altri non si accorgono, o di cui, per timore, non vogliono accorgersi. Questo è il grande messaggio del libro e in questo valore universale il romanzo va quindi ben oltre il genere storico e ne spiega il clamoroso successo di critica e di pubblico. Ricordo fra l'altro che ne è stato tratto un bellissimo film interpretato da un Marcello Mastroianni al meglio delle sue notevoli qualità.
»

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5.0Riprendersi la propria vita., 08-09-2011
di R. Recchia - leggi tutte le sue recensioni

«Questo libro l'ho trovato semplicemente stupendo, ha al suo interno tutti i caratteri di un grande romanzo, una storia abbastanza avvincente, una scorrevolezza di lettura altissima, e tutti i crismi anche di un libro filosofico, che aiuta il lettore a riflettere, impersonificandosi in Pereira, sulle proprie azioni, sul proprio atteggiamento nei confronti della vita, indicando anche la strada per ricominciare a viverla. Un libro da leggere tutto d'un fiato, le pagine scorrono veloci sotto le dita e ogni parola aumenta la voglia di conoscere quella successiva. Questo capolavoro di Tabucchi inoltre ci racconta dei caratteri dominanti della vita artistica dell'autore, infatti è ambientato nella terra da lui amata, il Portogallo, e al suo interno si possono notare degli accenni a quello che ha rappresentato nella sua carriera quello che ha rappresentato Virgilio per Dante, cioè il grande autore Pessoa! Assolutamente da leggere!»

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5.0La coscienza di vivere, 21-08-2011
di G. Luca - leggi tutte le sue recensioni

«La possibilità di decidere nella storia viene offerta a Pereira che, attraverso un nuovo stato coscienziale, riesce a rivelare a se stesso l'oppressione politica e la realtà liberticida del Portogallo salazarista. In questo libro la riflessione del protagonista, che appare inizialmente un inetto sveviano, si esplica anche in una sintassi particolare che ribadisce la centralità della letteratura e la sua potenza evocativa.»

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5.0Impossibile non apprezzarlo!, 29-07-2011
di V. Silvia - leggi tutte le sue recensioni

«Il vecchio Pereira ripercorre con struggente poesia e drammaticità la propria amicizia con il giovane Monteiro Rossi a cui intendeva insegnare il mestiere di giornalista. Invece sarà egli stesso, sperimentando la triste realtà del regime fascista, ad imparare una dura lezione. Il tono quotidiano e a tratti commosso della narrazione (specialmente quando Pereira ricorda la moglie defunta o la propria giovinezza) e l'ottima costruzione del personaggio protagonista rendono il breve romanzo ispirato ad una storia vera (come è specificato nella bella nota finale dell'autore) un vero capolavoro.»

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4.0Sostiene Pereira. , 01-04-2011
di G. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Me lo ha consigliato una persona molto esperta in materia.
La storia (vera) gira intorno ad un personaggio lontano dai canoni dell'eroe rivoluzionario e antifascista, infatti Pereira è un semplice giornalista cardiopatico, che dirige la pagina culturale di una rivista minore e pertanto si disinteressa dei fatti storici che coinvolgono l'europa degli anni '30-'40.
Fin quando grazie ad alcune persone capisce la poca libertà che impera nel suo paese... Ma cosa decide di fare lo dovete scoprire leggendo questo fantastico libro!
»

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5.0Pereira, 08-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Galli - leggi tutte le sue recensioni

«Quano mi hanno regalato questo libro, l'ho posizionato sul ripiano più alto della libreria. Poi un giorno, spinta da un amico, l'ho preso in mano e, nonostante lo scetticismo iniziale, ne sono rimasta folgorata. L'ho letto in un baleno. Ora è sulla libreria, ma non più su quel ripiano!»

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5.0Pereira, 09-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. Setola - leggi tutte le sue recensioni

«Pereira è un redattore della pagina culturale di una rivista portoghese. E' un uomo spento e rassegnato, che dopo la morte della moglie vive un'esistenza priva di slanci e di passioni politiche. Un fortuito incontro imprimerà un cambiamento nella sua visione delle cose. E' un libro straordinariamente attuale, sulla libertà di stampa e sul ruolo dell'intellettuale nella società; scorrevole e di facile lettura.»

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5.0Un viaggio poetico in Portogallo, 10-09-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di A. Chierici - leggi tutte le sue recensioni

«Il romanzo più popolare di Tabucchi è una storia bellissima e appassionante nella lisbona salazarista.
Una storia con molti richiami all'attuale scritta magnificamente. Un avvertimento: vi verrà voglia di partire per il portogallo domattina o quantomeno di spadellare una omelette alle erbe aromatiche!
»

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5.0da leggere, 29-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di C. Orlando - leggi tutte le sue recensioni

«Breve, scorrevole, intrigante. E' il primo libro di Tabucchi che ho letto, e me ne ha fatto innamorare. Interessante come la storia che vede Pereira come protagonista si intrecci con la Storia con la S maiuscola. Lo stile dell'autore è tale per cui il lettore non riesce a staccarsi dal libro, a sentire la stanchezza mano a mano che le pagine scorrono. Molto bello anche il film, interpretato da Mastroianni.»

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5.0Consigliato, 21-07-2010
di L. Valenti - leggi tutte le sue recensioni

«Romanzo molto bello che dà il meglio di sé nel finale. L'evoluzione della letteratura non più incompatibile con la storia, ma parte integrante di essa, va di pari passo con la presa di coscienza del protagonista, la cui rassegnazione e l'impossibilità di mettere in atto qualsiasi forma di ribellione, lasciano spazio alla concretizzazione delle proprie scelte. Da leggere.»

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5.0L'uomo che sostiene qualcosa, 07-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di G. Portaro - leggi tutte le sue recensioni

«Credo che quel "sostiene" nel titolo del libro sia un ottimo sunto del suo contenuto.
Il signor Pereira infatti è un uomo che ha delle precise e motivate opinioni sulle cose e sulle persone, egli unisce alla bellezza delle parole la concretezza di un animo vero però egli non dice ma sostiene le cose.
Ma se Pereira inizierà con il sostenere delle parole, prestò passerà a sostenere un giovane che cerca di scagliarsi contro il regime di Salazar.
Intorno a tutto questo una semrpe splendida Lisbona incornicia le loro vicissitudini.
»

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5.0Un romanzo senza tempo, 18-06-2009, ritenuta utile da 3 utenti su 4
di R. Montagnoli - leggi tutte le sue recensioni

«"Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate."

Inizia così il romanzo di Antonio Tabucchi e quel "sostiene Pereira" viene ripetuto più volte, in modo quasi assillante, e conclude pure l'opera, come se l'autore l'avesse scritta con questo Pereira davanti a lui, tutto preso da una confessione, o meglio ancora da una deposizione.
Da una vicenda di fantasia nasce così una trama che ha tutta la parvenza della realtà e che descrive mirabilmente la dittatura in Portogallo di Salazar, ricreando un'atmosfera sempre più opprimente in un contesto di fatti comuni, di piccole cose che danno esattamente l'idea di quel che è la mancanza di libertà.
A suo modo Sostiene Pereira è un romanzo storico, ambientato nell'estate del 1938 a Lisbona, un periodo in cui è ancora in corso la guerra in Spagna e Italia e Germania volano, ormai senza possibilità di ritorno, verso il grande conflitto mondiale.
Pereira è un giornalista di una certa età, vedovo e solo, che ha abbandonato la cronaca nera di cui si è occupato per tanti anni per curare la pagina letteraria di un quotidiano, il Lisboa.
E' un uomo qualunque, quieto, senza idee politiche, tutto dedito alla sua passione per la letteratura, soprattutto quella francese. Non ignora di vivere in una dittatura, ma non se ne cura, proprio perché è riuscito a creare un mondo alternativo, rifugiandosi nelle lettere.
La sua vita verrà sconvolta da un evento imprevisto, dalla vicenda, triste, di un giovane che non ci sta a vivere sotto un regime.
Piano piano in Pereira avviene una metamorfosi, comincia a porsi delle domande, sorgono dei dubbi, scopre che in lui esiste un'altra personalità, teoria suffragata da un discorso sulla Confederazione delle anime che gli fa un medico di un centro talassoterapico, dove trascorre una settimana per lenire i suoi acciacchi.
E alla fine non resterà più insensibile al tormento della dittatura, con un gesto clamoroso di ribellione che lo costringerà a emigrare.
Sostiene Pereira, però, non è solo un romanzo storico, ma va assai oltre, perché implicitamente pone la domanda se sia giusto che un intellettuale viva in un mondo tutto suo, avulso dalla realtà che lo circonda. No, sembra dirci Tabucchi, un letterato, un uomo di cultura prima di tutto ha l'obbligo di non nascondersi fra i suoi libri, ma di evidenziare i pericoli, la gravità di un sistema che opprime i cittadini, senza che sia necessario avere idee politiche.
La cultura è libertà e quindi non può rendere insensibile chi la segue alla realtà di ogni giorno, non deve costituire un alibi per non vedere, ma è indispensabile che sia la base per denunciare quello di cui altri non si accorgono, o di cui, per timore, non vogliono accorgersi.
Questo è il grande messaggio del libro e in questo valore universale il romanzo va quindi ben oltre il genere storico e ne spiega il clamoroso successo di critica e di pubblico.
Ricordo fra l'altro che ne è stato tratto un bellissimo film interpretato da un Marcello Mastroianni al meglio delle sue notevoli qualità.
Sostiene Pereira è un romanzo senza tempo, di un'attualità e di una universalità assai rara e quindi sono dell'opinione che la sua lettura sia più che raccomandabile.
»

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