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Sostiene Pereira. Una testimonianza

Sostiene Pereira. Una testimonianza

di Antonio Tabucchi

5.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: I narratori
  • Edizione: 25
  • Data di Pubblicazione: febbraio 1996
  • EAN: 9788807014611
  • ISBN: 8807014610
  • Pagine: 208
Agosto 1938. Un momento tragico della storia d'Europa, sullo sfondo del salazarismo portoghese, del fascismo italiano e della guerra civile spagnola, nel racconto di Pereira, un testimone preciso che rievoca il mese cruciale della sua vita. Chi raccoglie la testimonianza di Pereira, redatta con la logica stringente dei capitoli del romanzo, impeccabilmente aperti e chiusi dalla formula da verbale che ne costituisce il titolo: Sostiene Pereira? Questo non è detto, ma Pereira, un vecchio giornalista responsabile della pagina culturale del "Lisboa" (mediocre giornale del pomeriggio) affascina il lettore per le sue contraddizioni e per il suo modo di "non" essere un eroe.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (4.9 di 5 su 20 recensioni)

5.0Un libro da leggere, sostengo, 16-07-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Antonio Tabucchi (recentemente deceduto), esperto di letteratura portoghese, ambienta questo breve romanzo proprio in Portogallo ai tempi della dittatura Salazarista.
Protagonista del romanzo è Pereira, un anziano giornalista grasso e con problemi di cuore, amante delle limonate molto zuccherate e delle omelette alle erbe aromatiche, disinteressato di politica e direttore e unico membro della redazione della pagina culturale di un giornale pomeridiano.
La vita di Pereira scorre tranquilla fino a che un giorno non incontra il giovane Montiero Rossi e la sua fidanzata Marta e gli chiede di scrivere dei necrologi, il problema è che i due fanno parte dei ribelli che lottano contro il regime di Salazar e questo incontro cambierà radicalmente la vita di Pereira.
Il romanzo può essere definito storico, ma in realtà la Storia costringe solamente il protagonista a compiere delle azioni, generando così la sua crisi interiore e la sua evoluzione, vero fulcro del romanzo.
Il libro è scritto con un linguaggio scorrevole e ricorre molto spesso la formula "sostiene Pereira" o soltanto il verbo "sostiene", trasformando l'intero romanzo in una confessione del protagonista.
Lo stile molto immediato che coinvolge il lettore rende questo libro adatto a una vasta fetta di pubblico, a condizione però di impegnarsi nelle riflessioni, che questo libro ci offre, sulla vita e sulle crudeltà perpetrate da tutte le dittature.
Una scelta consigliatissima, quindi, se si vuole leggere un libro che pensare.
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5.0Tabucchi non c'è più, 27-03-2012
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Purtroppo Tabucchi non c'è più, se n'è andato, ma per fortuna i libri che ha scritto, in particolar modo Sostiene Pereira, restano e resteranno in futuro. Un uomo dotato di grande sensibilità, forse più amato all'estero che in Italia, capace di raccontare la rinascita di un ideale sotto la potenza oppressiva della dittatura. Una storia scritta con frasi secche, prosciugate di inutili orpelli, che arriva al bersaglio.
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5.0Un piccolo capolavoro, 02-03-2012
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Non saprei da dove cominciare per rendere la bellezza e la complessità di questo testo. Partendo da un punto di vista "tecnico" è sicuramente scorrevole e di facile lettura, oltre ad essere pieno di piccoli dettagli anche "divertenti" (da prendere un po' con le molle... ) , la ricchezza più grande però sta nel messaggio: di coraggio e coscienza di sè. Uno spaccato meraviglioso di umanità e anche del Portogallo. Consigliato.
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4.0Consigliatissimo, 01-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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E' una storia di comunicazione leale, di amore puro per la letteratura, di vocazione alla giustizia, di aderenza ai sogni e ai ricordi.
Siamo in una Lisbona torrida in un non troppo remoto 1938. Si parla di un cardiopatico paffutello ingordo di omelette alle erbe aromatiche, con una dipendenza cronica per le limonate, innamorato della letteratura francese, del ritratto di sua moglie defunta che gli sorride sempre con un sorriso lontano. Consigliatissimo
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4.0Sostiene Pereira. , 26-09-2011, ritenuta utile da 7 utenti su 8
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Un omaggio al Portogallo e sopratutto al grande maestro Pessoa. Il protagonista Pereira è un giornalista di una certa età, vedovo e solo, che ha abbandonato la cronaca nera di cui si è occupato per tanti anni per curare la pagina letteraria di un quotidiano, il Lisboa. E' un uomo qualunque, quieto, senza idee politiche, tutto dedito alla sua passione per la letteratura, soprattutto quella francese. Non ignora di vivere in una dittatura, ma non se ne cura, proprio perché è riuscito a creare un mondo alternativo, rifugiandosi nelle lettere.
La sua vita verrà sconvolta da un evento imprevisto, dalla vicenda, triste, di un giovane che non ci sta a vivere sotto un regime.
Piano piano in Pereira avviene una metamorfosi, comincia a porsi delle domande, sorgono dei dubbi, scopre che in lui esiste un'altra personalità, teoria suffragata da un discorso sulla Confederazione delle anime che gli fa un medico di un centro talassoterapico, dove trascorre una settimana per lenire i suoi acciacchi.
E alla fine non resterà più insensibile al tormento della dittatura, con un gesto clamoroso di ribellione che lo costringerà a emigrare.
Sostiene Pereira, però, non è solo un romanzo storico, ma va assai oltre, perché implicitamente pone la domanda se sia giusto che un intellettuale viva in un mondo tutto suo, avulso dalla realtà che lo circonda. No, sembra dirci Tabucchi, un letterato, un uomo di cultura prima di tutto ha l'obbligo di non nascondersi fra i suoi libri, ma di evidenziare i pericoli, la gravità di un sistema che opprime i cittadini, senza che sia necessario avere idee politiche.
La cultura è libertà e quindi non può rendere insensibile chi la segue alla realtà di ogni giorno, non deve costituire un alibi per non vedere, ma è indispensabile che sia la base per denunciare quello di cui altri non si accorgono, o di cui, per timore, non vogliono accorgersi. Questo è il grande messaggio del libro e in questo valore universale il romanzo va quindi ben oltre il genere storico e ne spiega il clamoroso successo di critica e di pubblico. Ricordo fra l'altro che ne è stato tratto un bellissimo film interpretato da un Marcello Mastroianni al meglio delle sue notevoli qualità.
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5.0Riprendersi la propria vita., 08-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Questo libro l'ho trovato semplicemente stupendo, ha al suo interno tutti i caratteri di un grande romanzo, una storia abbastanza avvincente, una scorrevolezza di lettura altissima, e tutti i crismi anche di un libro filosofico, che aiuta il lettore a riflettere, impersonificandosi in Pereira, sulle proprie azioni, sul proprio atteggiamento nei confronti della vita, indicando anche la strada per ricominciare a viverla. Un libro da leggere tutto d'un fiato, le pagine scorrono veloci sotto le dita e ogni parola aumenta la voglia di conoscere quella successiva. Questo capolavoro di Tabucchi inoltre ci racconta dei caratteri dominanti della vita artistica dell'autore, infatti è ambientato nella terra da lui amata, il Portogallo, e al suo interno si possono notare degli accenni a quello che ha rappresentato nella sua carriera quello che ha rappresentato Virgilio per Dante, cioè il grande autore Pessoa! Assolutamente da leggere!
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5.0La coscienza di vivere, 21-08-2011
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La possibilità di decidere nella storia viene offerta a Pereira che, attraverso un nuovo stato coscienziale, riesce a rivelare a se stesso l'oppressione politica e la realtà liberticida del Portogallo salazarista. In questo libro la riflessione del protagonista, che appare inizialmente un inetto sveviano, si esplica anche in una sintassi particolare che ribadisce la centralità della letteratura e la sua potenza evocativa.
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5.0Impossibile non apprezzarlo!, 29-07-2011
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Il vecchio Pereira ripercorre con struggente poesia e drammaticità la propria amicizia con il giovane Monteiro Rossi a cui intendeva insegnare il mestiere di giornalista. Invece sarà egli stesso, sperimentando la triste realtà del regime fascista, ad imparare una dura lezione. Il tono quotidiano e a tratti commosso della narrazione (specialmente quando Pereira ricorda la moglie defunta o la propria giovinezza) e l'ottima costruzione del personaggio protagonista rendono il breve romanzo ispirato ad una storia vera (come è specificato nella bella nota finale dell'autore) un vero capolavoro.
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4.0Sostiene Pereira. , 01-04-2011
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Me lo ha consigliato una persona molto esperta in materia.
La storia (vera) gira intorno ad un personaggio lontano dai canoni dell'eroe rivoluzionario e antifascista, infatti Pereira è un semplice giornalista cardiopatico, che dirige la pagina culturale di una rivista minore e pertanto si disinteressa dei fatti storici che coinvolgono l'europa degli anni '30-'40.
Fin quando grazie ad alcune persone capisce la poca libertà che impera nel suo paese... Ma cosa decide di fare lo dovete scoprire leggendo questo fantastico libro!
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5.0Pereira, 08-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Quano mi hanno regalato questo libro, l'ho posizionato sul ripiano più alto della libreria. Poi un giorno, spinta da un amico, l'ho preso in mano e, nonostante lo scetticismo iniziale, ne sono rimasta folgorata. L'ho letto in un baleno. Ora è sulla libreria, ma non più su quel ripiano!
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5.0Quando la letteratura è impegno, 12-11-2010
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Meraviglioso questo piccolo gioiello di Tabucchi, che parla alla coscienza civica di ognuno e, attraverso la storia di un giornalista non direttamente impegnato in politica, ci fa capire come la realtà politica in cui viviamo non può mai lasciarci indifferenti, se siamo veri uomini. Il senso di una vita non è nell'isolamento nel proprio nido, ma nel coraggio di prendere una posizione. Sempre.
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5.0Pereira, 09-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Pereira è un redattore della pagina culturale di una rivista portoghese. E' un uomo spento e rassegnato, che dopo la morte della moglie vive un'esistenza priva di slanci e di passioni politiche. Un fortuito incontro imprimerà un cambiamento nella sua visione delle cose. E' un libro straordinariamente attuale, sulla libertà di stampa e sul ruolo dell'intellettuale nella società; scorrevole e di facile lettura.
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