Il sosia

Il sosia

4.0

di Fëdor Dostoevskij


  • Prezzo: € 8.50
Prodotto momentaneamente non disponibile
Inserisci la tua e-mail per essere informato appena il libro sarà disponibile:
 

Spedizione a 1€ Spedizione con Corriere a 1€ sopra i 24 euro!   Scopri come

Altri utenti hanno acquistato anche:


Dettagli del libro


Recensioni degli utenti

Scrivi una nuova recensione su Il sosia e condividi la tua opinione con altri utenti.

Voto medio del prodotto:  4.0 (3.8 di 5 su 10 recensioni)

4.0Di una modernità sconcertante, 10-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Probabilmente, fra i romanzi di Dostoevskij letti fino ad oggi, questo mi è risultato il più ostico, più difficile anche de I demoni. Con un'analisi lucida e drammaticamente moderna, Dostoevskij parla del meccanismo mentale della proiezione con decenni di anticipo sulle teorie psicanalitiche freudiane. La tragedia di Goljadkin si svolge per intero nella sua mente: la sua coscienza è spaccata in due, spesso incerta tra sonno e veglia come nella scena iniziale o comunque tra reale e irreale. Come lui, noi lettori assistiamo perplessi e incerti. Non sappiamo molto più di quello che Goljadkin stesso sa. Il nostro punto di vista è il suo. Ma Dostoevskij carica il tema del doppio di una nuova importante valenza: quella psicologica.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Coinvolgente, 10-04-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Un cammino, passo dopo passo, attraverso il crollo psicologico, fino al raggiungimento della pura, vera e propria follia. Un bel libro, molto interessante e coinvolgente, capace di "mettere in dubbio la realtà". Un classico libro a cui dedicare del tempo.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Il sosia, 25-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Letto tutto d'un fiato, questo racconto breve è la storia di uno sdoppiamento della personalità di un mediocre funzionario statale, che vede in un altro essere immaginario del tutto somigliante a lui e che porta il suo stesso nome, condensate tutte le caratteristiche (ambizione priva di scrupoli, capacità di relazione, ecc. ) che sa di non avere, cosa che gli ingenera un forte complesso di incomprensione da parte di chi (colleghi, superiori) lo circonda. L'opera è scritta benissimo, con un linguaggio scorrevolissimo, bellissime le pagine iniziali ironiche e autoironiche circa la capacità di poetare dell'autore stesso, splendide le fughe e gli inseguimenti nella città, ed è stupefancente il fatto che l'autore aveva appena 22 anni quando la produsse, mentre Freud con tutte le tematiche della psicanalisi e del subconscio era di la da venire.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0un po' deluso, 12-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
grande maestria nelle descrizioni, anche psicologiche; ma se paragonato agli altri romanzi di Dostoevskij si resta un po' delusi. Rimane comunque un buon romanzo.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0L'immane peso della solitudine, 24-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Nel 1846, con "Il Sosia" Dostoevskij si prefigge l'obiettivo di descrivere un certo disturbo psichiatrico, che anni più tardi sarebbe stato codificato con il nome di dementia precox e, verso inizio '900, con quello di schizofrenia. Un obiettivo certamente arduo, specie per un "novizio" al suo solo secondo approccio con la scrittura, ma nel quale il giovane Fëdor riesce egregiamente. La vicenda si dipana attorno (anche se forse sarebbe più corretto dire "all'interno") alla figura del signor Goljadkin, un normalissimo burocrate di ceto medio; un personaggio, come possiamo aspettarci da Dostoevskij, caratterizzato minuziosamente in tutta la sua psiche, vivido e verosimilmente grottesco; un personaggio che suscita una certa simpatia e anche una certa tenerezza, con la sua goffaggine, i suoi ingenui principî e la sua naturale predisposizione a rendersi ridicolo nei momenti meno opportuni. Il racconto ci lascia assistere, un po' spaesati, alle vicissitudini del "nostro eroe" (come più volte sarà definito nel corso della narrazione), alle prese con il suo subdolo doppio, senza mancare di una discreta vena ironica, che strapperà più di un sorriso nel corso del travagliato viaggio del signor Goljadkin. Il viaggio che porterà alle estreme conseguenze i disturbi mentali del protagonista (tra i quali figurano anche le manie di persecuzione, è bene precisarlo). L'unica pecca di questa grande opera letteraria è l'eccessiva libertà di interpretazione delle tematiche (esclusa ovviamente quella principale) che ci troviamo ad affrontare a fine lettura; è plausibile pensare che vi sia una critica al sistema burocratico della Russia del tempo, intessuto in una rigida gerarchia e permeato di freddi formalismi, ma non ne esiste la certezza; così come non possiamo essere certi di un'eventuale connessione tra lo sdoppiamento del signor Goljadkin e la classica tematica del Bene e del Male. Difetti comunque ampiamente sovrastati dai pregi di questo grande libro, che mi sento assolutamente di consigliare a tutti senza riserve.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Tragicomico, 17-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Chissà perchè i libri che più mi affascinano sono quelli che alla fine ti lasciano più domande di quante ne avevi all'inizio.
E' difficile entrare nella mente di un protagonista schizofrenico, ma d'altronde credo che nella vita qualcosa di Dostoevskij si debba leggere.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
2.0il sosia, 03-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo racconto lungo è stato uno dei primi lavori di Dostoevskij, se non il primo in assoluto.L'ho trovato molto ironico, ma tutto sommato noioso.
Di questo autore russo ho letto tanto e devo dire che tra le profondità psicologiche di Delitto e Castigo e questo racconto ne passa.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0il sosia, 25-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
inizia come un racconto di Gogol ma ben presto al grottesco si sostituisce il tragico in un crescendo di follia a tratti insostenibile; scrittura come sempre magistrale nel descrivere gli abissi dell'animo umano, la schizofrenia di un piccolo uomo alle prese con i suoi fantasmi.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Un Dostoevskij insolito, 13-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Una delle opere giovanili di Dostoevskij, incentrata sul tema del "doppio" e con uno stile particolarmente incentrato sul registro umoristico.
Il sosia in cui si imbatte il protagonista, un modesto impiegato, sarà motivo per inscenare equivoci e scene esilaranti: la storia è più vicina allo stile dei racconti di Gogol che non alle opere successive di Dostoevskij.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0vigilia, 09-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Mantenetevi ben saldi alla poltrona e tenete la carta d’indentità a portata di mano quando leggete questo libro, perché quando lo avrete finito non sarete più certi di dove vi troviate e di chi siate. Vedrete il mondo con gli occhi del protagonista e lo vedrete cambiare a seconda delle sue visioni. Tra le prime opere del prolifico scrittore russo, già ne faceva intravedere il genio iniziando a far risuonare in lontananza la parola “capolavoro”.
Ritieni utile questa recensione? SI NO