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Sorvegliare e punire. Nascita della prigione

Sorvegliare e punire. Nascita della prigione

di Michel Foucault

5.0

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"Si imprigiona chi ruba, si imprigiona chi violenta, si imprigiona anche chi uccide. Da dove viene questa strana pratica, e la singolare pretesa di rinchiudere per correggere, avanzata dai codici moderni? Forse una vecchia eredità delle segrete medievali? Una nuova tecnologia, piuttosto: la messa a punto tra il XVI e il XIX secolo, di tutto un insieme di procedure per incasellare, controllare, misurare, addestrare gli individui, per renderli docili e utili nello stesso tempo. Sorveglianza, esercizio, manovre, annotazioni, file e posti, classificazioni, esami, registrazioni. Un sistema per assoggettare i corpi, per dominare le molteplicità umane e manipolare le loro forze si era sviluppato nel corso dei secoli classici: la disciplina."

Note su Michel Foucault

Paul Michel Foucault nasce a Poitiers, in Francia, il 15 ottobre 1926. Nel 1940, per volere del padre, studia presso un collegio gestito dai frati, ma la madre fa impartire al figlio anche lezioni private di Filosofia. Dopo le scuole primarie, studia nel prestigioso Lycée Henri-IV di Parigi per poi essere ammesso, nel 1946, all’École Normale Supérieure, dove studia presso la cattedra di Maurice Merleau-Ponty e di Louis Althusser. Nel 1948 si laurea in Filosofia e nel 1950 in Psicologia. Vive la sua omosessualità in maniera disagiata, arrivando a tentare il suicidio e ad abusare di alcolici. Inizia a lavorare come psicologo nel 1952, presso l’hopital Sainte-Anne di Parigi. Dal 1954 al 1958 insegna Francese all'università di Uppsala, Varsavia ed Amburgo. Nel 1961 presenta la sua tesi di dottorato, che rappresenta anche la sua prima opera, dal titolo "Storia della follia nell'età classica". Nello stesso periodo incontra Daniel Defert, studente di Filosofia che diventerà il suo compagno. Negli anni Sessanta si sposterà molto, prima in Tunisia assieme a Defert, poi in Brasile e di nuovo in Francia. Nello stesso periodo pubblica importanti opere, tra cui "Le parole e le cose" (1966), un best-seller. Nel 1970 viene eletto professore al Collège de France alla cattedra di Storia dei Sistemi di Pensiero, posizione che ricoprirà per tutto il resto della sua vita. Importanti sono stati anche i suoi studi sulla sessualità, che hanno dato vita ad un opera di tre volumi, dal titolo "Storia della sessualità". Morì a Parigi il 26 giugno 1984, a causa di una malattia legata all'AIDS.
 


Voto medio del prodotto:  5.0 (4.8 di 5 su 5 recensioni)

4.0Sorvegliare e punire... perché?, 06-03-2015
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Sotto la superficie dei meccanismi attraverso i quali gli uomini hanno affrontato, nel corso della storia, il problema della criminalità e della devianza si celano mutevoli rapporti di forza che rappresentano altrettanti interessi contrapposti. Indagare l'evoluzione delle modalità punitive e repressive escogitate dall'uomo nel corso della sua evoluzione significa dunque svelare il percorso storico di queste mutevoli forze e delle tecnologie sociali ad esse funzionali, e significa soprattutto e prima di tutto acquisire consapevolezza che tali tecnologie sociali sono organizzate e realizzate al fine di perpetrare precisi modelli sociali a scapito di altri. "Sorvegliare e punire", dunque, affinché sia preservata, conservata e tutelata una "normalità" e non un'altra. Un testo che merita una riflessione.
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5.0Ottima analisi, 13-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Tra tutti i libri di Foucault questo è a mio parere il più affascinante. La scrittura limpida e chiara che lo caratterizza è utilizzata per esporre il problema della giustizia nel corso della storia, a partire dall'angosciante esecuzione di Damien nel 1757, fino ai più moderni carceri. Consigliato non solo a chi interessa il tema, ma anche a chi vuole approfondire i meccanismi di controllo della giustizia contemporanea.
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5.0Da non perdere!, 13-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Foucault ripercorre le tappe delle principali orrori in ambito di giustizia penale. Quando in Francia si scatenano i primi moti rivoluzionari sulla folla incombe lo spettro del boa e della ghigliottina. La pena segue la legge del taglione, il processo è inquinato dalla controparte e la giustizia intende punire, lo spettacolo dell'orrore è aperto al pubblico. Si arriva alla nascita della prigione con il carcere Bentham che rivoluzionerà il campo della pena e con esso la concezione di giustizia.
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5.0Sorvegliare e punire, 27-07-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 7
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Alcuni elementi e alcune tesi del filosofo francese sembrano ormai non avere più cittadinanza in filosofia. Ma il nucleo del libro, ahimè, resta vero. Che al centro della società moderna si situi un universo concentrazionario, di cui la prigione non è che la cifra più evidente, ma che si preannuncia già nella struttura della scuola, dell'ospedale, della caserma, della fabbrica e del manicomio; che questo universo concentrazionario sia il più potente strumento di normalizzazione che il potere abbia mai escogitato; che per realizzare tale normalizzazione il potere miri alla massima pervasività e invadenza nei confronti della vita del singolo individuo, ponendo a ideale la realizzazione di un universale panoptismo in cui nulla e nessuno si sottragga al suo sguardo e alla sua ansia di catalogazione; beh, tutto ciò, piaccia o no, si sia d'accordo o meno, costituisce tuttora un'efficace (e piuttosto convincente) chiave di lettura della modernità. E a chi, come me, lavora all'interno dell'apparato concentrazionario col ruolo di trasmettitore di saperi e di ruoli sociali (perché, in quest'ottica, cos'altro è un insegnante?), la cosa potrà pure risultare un po' riduttiva, ma aiuta a capire le mille follie di quel curricolo non scritto che costituisce lo scheletro e l'essenza dell'attività scolastica: la divisione in classi, la posizione centrale e sopraelevata dell'insegnante rispetto agli allievi, la campanella e la precisa scansione del tempo, la rigidità della programmazione, la continua richiesta di silenzio e di ascolto, la prescrittività e la precisa gradazione dei provvedimenti disciplinari, la continua e condivisa attività di sorveglianza, ecc. Ecc. "Sorvegliare e punire": in due infiniti, la perfetta sintesi della gran parte degli interventi che mi tocca ascoltare nei consigli di classe...
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5.0Sorvegliare e punire, 01-10-2010, ritenuta utile da 6 utenti su 7
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Il corpo al centro. Il corpo proprietà del potere. Proprietà e laboratorio per l'esercizio delle forme di potere, indipendentemente dall'evoluzione delle forme di governo. Disciplina, scuola, esercito, carcere. Tutto un panopticon da cui non è possibile sfuggire. Il potere è fastoso o discreto. Ma sempre presente...
Fa riflettere. Molto.
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