Sonetti del Badalucco nell'Italia odierna

Sonetti del Badalucco nell'Italia odierna

4.0

di Gianni Celati


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Descrizione

Pare che il celebre attore internazionale Attilio Vecchiatto in punto di morte abbia detto: "Qui va a finire che ci obbligheranno a bere l'olio di ricino per fare penitenza delle nostre idee, come è già successo nel passato". Dopo anni di successi nel Sud America, a New York, in Francia, sbarcato in Italia nel 1993 con la moglie Carlotta, si è trovato in balia degli imbrogli d'un produttore italiano (che sperava di lucrare sulla sua fama). Per sua fortuna è stato generosamente accolto da Enrico De Vivo (Angri, provincia di Salerno), poi ospitato per mesi a Capua dai fratelli Scannapieco. L'unica sua recita in Italia è quella svoltasi nel teatro di Rio Saliceto (Reggio Emilia), assieme alla moglie Carlotta. Questa rimane l'unica traccia italiana d'un nostro glorioso attore. È una recita dove i due attori interpretano il dramma della vecchiaia, in un'epoca che crede soltanto alla pubblicità per giovani e alle macchinette elettroniche per instupidirsi. Un giorno Carlotta ha detto che Attilio era spesso iroso, ma incapace di falsità e incapace di non "defurbizzare" un pensiero che faccia comodo ai padroni del vapore.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Sonetti del Badalucco nell'Italia odierna, 24-07-2011
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Libro davvero geniale per certi aspetti, tanto corto quanto sorprendente. Questo libro è un piccolo gioiello di comicità e genialità nel suo mantenersi in equilibrio tra il verosimile e il fantastico.
Da raccomandare a chi ama l'intelligenza scoppiettante di umorismo. L'attore internazionale Attilio Vecchiatto ha una vita incredibilmente avventurosa. Per sfuggire ad una squadraccia fascista salta su una nave mercantile in partenza per l'Argentina; là si darà alla carriera teatrale, studierà le lingue e la filosofia, comincerà a comporre i suoi sonetti shakespeariani ( tre quartine e rima baciata) .
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4.0Sonetti del Badalucco nell'Italia odierna, 21-02-2011
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Uno spaccato indimenticabile di vita quotidiana. Nel libro si intervallano prosa e poesia: la vita dell'attore vagabondo Attilio Vecchiatto, che abbandona avventurosamente l'Italia negli anni '20 e, dopo aver solcato palcoscenici in giro per le Americhe e in Europa, nel 1984 rientra in patria, dove morirà nel novembre 1993 sconosciuto ai più, si alterna ai sonetti che lui ha scritto nel periodo in cui è vissuto in Italia, nei quali vengono decantati i mali dell'Italia di oggi.
Chi è Attilio Vecchiatto? E' un uomo che vive ai margini della società, "io sto coi can randagi e i senza tetto", dice, persona colta (studioso della filosofia di Giordano Bruno), attento osservatore, dalla marginalità in cui vive, della realtà, che fotografa con le sue poesie, di un paese dove il denaro è la divinità prima che attribuisce valore alle persone, accanto alla bellezza e alla giovinezza, espressioni della supremazia dell'apparire, e dove i vecchi sono scansati da parte come inutili comparse. Da diversi riferimenti contenuti nei sonetti il pensiero corre alla nostra attualità politica. Attilio Vecchiatto torna in Italia nel 1984, quando le attività imprenditoriali di Silvio Berlusconi si stanno ampliando, e muore nel novembre 1993, quando Silvio Berlusconi entra in politica. Mi sono chiesta se sia un caso. E mi sono data questa risposta: con la discesa in politica di Berlusconi il Badalucco subisce una evoluzione, viene "santificato" dall'unto, istituzionalizzato ed esteriorizzato ad ogni livello.
Chi è il Badalucco? Celati non si sbilancia, scrive che il Badalucco è "una figura esemplare dell'italicismo l'italicismo che non si vergogna più di niente perché ha abolito il senso della vergogna" (e qua il mio pensiero è andato al saggio di Belpoliti "senza vergogna" che ho letto da poco). Il Badalucco è "una categoria dello spirito, è dentro di noi".
Io nel Badalucco ci ho visto la mentalità rampante, arrogante, svergognata e bugiarda che ovunque domina.
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