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La solitudine dei numeri primi

La solitudine dei numeri primi

di Paolo Giordano


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Descrizione

Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.2 di 5 su 145 recensioni)


3.0Buon libro, 12-11-2012
di F. Calabresi - leggi tutte le sue recensioni

«E' un buon libro, scritto piuttosto bene, anche se non eccezionale, forse ha venduto più di quanto in realtà meritasse. La storia, comunque, ti cattura e ti colpisce in alcuni particolari ed è soprattutto la reazione di Alice e Matteo a due episodi drammatici delle proprie esistenze che mi ha fatto molto pensare e ragionare: sono meccanismi comuni che possono scattare nelle persone ed in particolare nei bambini e negli adolescenti e questo libro ha il merito di avermeli fatti vivere con una buona intensità emotiva.»

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4.0Un buon esordio., 26-06-2012
di L. Palladino - leggi tutte le sue recensioni

«Le storie dei due ragazzi, nel complesso ben sviluppate, scorrevoli e soprattutto una trama per niente scontata, anche se il finale delude le aspettative. Vien voglia di leggerlo, ma sarà per inesperienza che l'autore non trasmette a pieno gli stati d'animo dei personaggi.
Fortunatamente ho letto prima il libro e poi il film, se avessi fatto il contrario, non l'avrei iniziato proprio a leggerlo.
»

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3.0Storia avvincente, 30-05-2012
di V. Lorello - leggi tutte le sue recensioni

«Una storia ben scritta e ben presentata al lettore che ne rimane facilmente coinvolto. Lo si può apprezzare per questo e perchè riesce ad indurre profondi pensieri sulle relazioni umane o sulle difficoltà della vita. Lo si può non apprezzare perchè al paragone di alti romanzi ad esempio potrebbe apparire perfino superficiale.»

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4.0Due vite parallele, 28-05-2012
di G. Cascio - leggi tutte le sue recensioni

«Già il titolo suggerisce la singolarità dei protagonisti: come i numeri primi hanno qualcosa di speciale che li distingue dalla massa. Essi, appunto perché speciali e unici, si circondano di solitudine, unica condizione che permette loro di affrontare e a volte sopportare la loro esistenza di "diversi". Lo stile narrativo è piacevole, la lettura scorre velocemente, tra pagine di cruda realtà ad altre di affascinante tensione. Da leggere!»

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3.0Triste, ma bellissimo, 08-05-2012
di M. Perez - leggi tutte le sue recensioni

«La storia di per sè non è piena di avvenimenti, tutto ruota attorno ai nuclei narrativi legati ai due personaggi. Tutto comincia con due fatti tragici che accomunano, nelle loro conseguenze irreparabili, la vita dei due ragazzi prima, adulti poi. La loro vita è così irrimediabilmente segnata, e destinata d na solitudine che, infine, appare essere il loro destino comune.»

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4.0Una lettura che mi è piaciuta moltissimo, 01-05-2012, ritenuta utile da 76 utenti su 80
di C. Mugnai - leggi tutte le sue recensioni

«Concordo con A. Marini sul fatto che questo è uno di quei classici libri che veramente o li si ama o li si detesta e con A. Longo sul fatto che è un libro semplice ma che proprio grazie alla semplicità riesce a coinvolgere il lettore senza l'uso di chissà quali artifici stilistici ricercati o particolari.
Io, personalmente, l'ho apprezzato moltissimo e l'ho letto tutto d'un fiato. Decisamente tanto ma tanto meglio rispetto al film, che non mi era piaciuto e che anzi mi aveva abbastanza annoiata. Provate a leggerlo, merita secondo me.
»

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2.0SConsigliato, 25-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 8
di R. Di santo - leggi tutte le sue recensioni

«Non riesco a comprendere lo scalpore che ha contraddistinto questo libro fin dalla sua uscita. La solitudine dei numeri primi è una storia certamente piacevole ma la scrittura è estremamente ineficcace, ridondante e molto noiosa. La trama inoltre soffre di una linearità tale da annoiare il lettore. Non è un libro meritevole al premio strega!»

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5.0Triste, ma bello, 21-03-2012
di A. Marini - leggi tutte le sue recensioni

«A quanto ho visto da commenti vari, questo libro o lo si ama o lo si odia! Nel mio caso, la prima delle due: mi è piaciuta molto la storia, lo svolgimento, la conclusione che, sinceramente, non poteva essere diversa da com'è. Certo, è drammatico, triste, ma il titolo stesso è pura malinconia! E poi, in fondo, la conclusione a me triste non è sembrata affatto!»

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4.0La solitudine dei numeri primi, 20-03-2012
di A. Longo - leggi tutte le sue recensioni

«La solitudine dei numeri primi è un libro semplice, che coinvolge i sentimenti. Le due storie parallele, che si intrecciano e si districano, incantano fin dai primi capitoli. Il film che ne è stato tratto rievoca solo in parte il coinvolgimento emotivo provato durante la lettura. Una vicenda triste, ma bellissima.»

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1.0La solitudine dei numeri e di chi legge, 19-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 8
di S. Chiusa - leggi tutte le sue recensioni

«Una storia scarna, con pochi elementi da valutare, una realtà tratteggiata in modo astratto e senza nessun tratto specifico. Le istantanee fotografate dall'autore per costruire la trama sono poche e impalpabili, non danno soddisfazione al lettore. Le prime pagine scorrono e interessano (intendo le prime 40 pagine) poi diventa un minestrone di fatti, talvolta senza nè capo nè coda. Ha vinto il premio Strega, ma non si capisce con quale merito. Sconsigliato perchè c'è davvero molto, molto di meglio, da leggere.»

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2.0Perplesso, 17-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 4
di A. Brunco - leggi tutte le sue recensioni

«Non capisco tutta la fama di questo libro. I presupposti potevano esserci ma lo sviluppo non è per niente coinvolgente. Una volta iniziata la lettura continui a leggere solo perchè le pagine non sono tante e per curiosità, niente di più. La scrittura non è male però non trasmette emozioni. Non so se consigliarlo o meno, complessivamente direi di no.»

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2.0Incerto, 02-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 5
di L. Imondi - leggi tutte le sue recensioni

«"La solitudine dei numeri primi" è un romanzo ben strutturato, piacevole e leggibile sotto ogni punto di vista. Ma è proprio la storia che convince pienamente. La continua sofferenza provata dai due giovani protagonisti risulta eccessiva e legnosa fin d'apprincipio. Io non lo definisco per nulla un caso letterario. Giordano deve ancora sorprendermi.»

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