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La solitudine dei numeri primi

La solitudine dei numeri primi

di Paolo Giordano


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Descrizione

Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d'esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.2 di 5 su 171 recensioni)


4.0Un libro molto interessante, 21-01-2012
di P. Canfora - leggi tutte le sue recensioni

«Letto in un pomeriggio e alla fine ero dispiaciuta di averlo già finito!
Comprato perché lo avevo visto a casa di mio padre e mi aveva incuriosito il titolo. Pensavo a qualcosa sulla matematica, che adoro. In libreria non ho letto la trama, lo ho comprato e subito a casa a leggere.
Beh... La matematica c'è anche, ma la storia è avvincente... Incredibile ma allo stesso tempo meravigliosa!
»

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4.0Toccante., 17-01-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Marotta - leggi tutte le sue recensioni

«E' uno di quei libri per niente scontato, non si sa mai come finirà se non arrivi alla fine... E il finale non sempre è come vorremmo che fosse, e nonostante tutto, nasce in noi un certo rispetto per la scelta dell'autore... E' la vita, pensi, è così che doveva andare... Bello, delicato, toccante, e non poteva essere scelto titolo più adatto! »

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4.0Bellissimo libro, 02-01-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Faes - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro veramente stupendo, dove le paure e le angosce dei protagonisti si riflette direttamente su chi legge.
Una lettura non impegnativa ma comunque complicata, in alcuni punti, che però non richiede assolutamente fatica.
Per chi vuole leggere un libro bello e ricco nello stesso momento, questa potrebbe essere la soluzione.
Consigliato a TUTTI.
»

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2.0Deludente, 01-10-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di D. Fontana - leggi tutte le sue recensioni

«Sentite tante voci, molta pubblicità intorno e alla fine mi sono lasciata tentare, benché sia fuori dai miei gusti di lettura l'ho letto. Appunto dico solo letto perché ne sono rimasta delusa. Non ho trovato struttura né nella stesura né nella storia. Alla fine ho chiuso il libro e ho avuto la sensazione di aver sottratto tempo ad un altro libro più avvincente. Peccato!»

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5.0La solitudine, 30-09-2011
di S. Graziani - leggi tutte le sue recensioni

«Alice e Michele vivono un'infanzia triste e sconvolgente che li segnerà per tutta la loro vita. I due giovani si incontrano per caso e le loro vite si intrecciano. All'inizio la storia di questo libro mi ha molto toccato, mi ha colpita molto. Ma il finale mi ha deluso. Mi aspettavo di meglio. Aspettavo un lieto fine!»

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4.0Lodevole introspezione psicologica, 18-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Polacci - leggi tutte le sue recensioni

«Il racconto in se è un romanzo carino senza troppe aspettative. Piacevole e scorrevole. Ma ciò che cattura davvero è la capacità dello scrittore di descrivere a livello psicologico due personalità cosi complesse e articolate. Oltre alla lodevole proprietà lessicale, lo scrittore ha mostrato una buona capacità introspettiva.»

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3.0Tutto qui..?, 18-09-2011
di M. Isabella - leggi tutte le sue recensioni

«"Tutto qui..?" è quello che mi son ritrovata a pensare dopo aver voltato l'ultima pagina, e a distanza di mesi non è che mi è rimasto molto di più, a parte un gran senso d'incopiutezza. Osannato dalle folle, portato a nuova vita dal cinema recente, la scrittura abbastanza fluida, la storia è alquanto dura, ma il libro è decisamente sopravvalutato sotto parecchi punti di vista. Lettura da evitare in periodi in cui non siete molto per la quale: è un'istigazione al suicidio. »

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4.0Il dolore dell'essere umani, 04-09-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di I. Polimeni - leggi tutte le sue recensioni

«Ho provato una profonda angoscia ed un senso di impotenza in molte occasioni e vicende raccontate in questa storia. Inutile dire che non esiste una vita senza dolori e angosce, allora perchè non riconoscere a Paolo Giordano la capacità di raccontare una storia di dolore, tagliente, lacerante, seppur si tratti di un romanzo?
Alla fine lascia comunque degli spiragli aperti, quasi come fosse un giallo in cui si aspetta l'episodio successivo per svelarne il segreto.
»

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3.0Quando la tragedia non aiuta nessuno, 01-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di M. Pirrello - leggi tutte le sue recensioni

«I protagonisti, Alice e Mattia, sono due ragazzi con un'esperienza traumatica del passato che condizionerà per sempre ogni loro azione futura. Si partecipa al dolore, si immaginano le ferite e le delusioni, ma leggendo ci si aspetta (invano) un moto di rabbia nei confronti della vita, una ricerca di riscatto. Invece nulla. Quando Alice incontra l'amore e le possibilità di gioia lei non le coglie e preferisce appassire sotto cumuli di autocommiserazione. Mattia non si salva ma in qualche modo evolve e cambia la sua vita di fronte ad un'aurora boreale. Scorrevole e piacevole ma alla fine non lascia nessun segno.»

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1.0Terribile, 01-09-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 4
di S. Cauteruccio - leggi tutte le sue recensioni

«Certo la scrittura è scorrevole e anche avvincente. Ma la trama è davvero insensata. Due vite tristi ed apatiche che corrono parallele. Non posso identificarmi in una realtà così triste ed indifferente. Credo che si sia un po' sopravvalutato il romanzo, forse anche per l'uscita cinematografica così immediata.»

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2.0Non l'ho trovato stupendo, 31-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di F. Stella - leggi tutte le sue recensioni

«Lo hanno definito un libro stupendo, a me sinceramente non ha convinto. La storia è interessante, soprattutto all'inizio, dopo che Mattia, uno dei protagonisti, lascia la sorellina sola al parco, si innesca in lui una vera solutidune ed un rifiuto verso quasi tutto e tutti. Poi, però, il libro si perde, a parer mio, in dettagli angoscianti che rendono pesante la lettura. L'unica cosa che mi è piaciuta è il finale non finale, cioè alla fine del libro si rimane in sospeso e, probabilmente, l'autore ha voluto che il lettore si immaginasse da solo cosa poteva accadere poi. Non so se lo consiglierei.»

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4.0Esaltato, 29-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 5
di L. Citarella - leggi tutte le sue recensioni

«Ero incuriosita profondamente dalle recensioni positive e voci entusiaste che circolavano su questo libro dell'esordiente Giordano. Il mio giudizio non collima però con quanto sentito. Il libro è carino ma nulla di più. Molto lento, sembra quasi non decolarre mai. Accettabile ma impossibile da considerare capolavoro.»

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