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Il sole dei morenti

Il sole dei morenti

di Jean-Claude Izzo


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Descrizione

Il romanzo è la storia di un uomo sfortunato, un giovane sereno, innamorato della moglie, felice di avere un bambino, un lavoro, una casa. Poi la moglie lo lascia, lui perde il lavoro, la casa, finisce sulla strada, diventa quello che chiamiamo un barbone. Ma dietro continua a vivere un uomo. E questo uomo, questo barbone, prova, in un ultimo slancio vitale, a lasciare la Parigi del freddo, dei metrò, dell'alcolismo, della solitudine, per raggiungere Marsiglia, il sole, il mare, la città dove aveva scoperto l'amore. "Il sole dei morenti" è la storia di un viaggio e di una vita.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 8 recensioni)


4.0Il sole dei morenti, 27-09-2011
di P. Rossi - leggi tutte le sue recensioni

«Una profonda riflessione sul tema della vita e della morte, l'autore ci accompagna il lettore attraverso una triangolazione narrativa in cui il dolore dell'Autore (Izzo) si esprime attraverso quello del protagonista, Rico, un clochard corroso dal male di vivere. La prosa asciutta e tagliente non riasparmia squarci di lirismo e diviene spesso poesia annodando i destini incrociati e le vite parallele di uomini e donne il cui vuoto d'amore ha deciso in anticipo il congedo dalla vita. Sullo sfondo uno spaccato sociale della Francia che già dalle prime battute si erge a metafora del mondo e della vita. Su questo palcoscenico si affollano temi scolpiti con forza e tempestività: la guerra, l'amore, il lavoro, la carriera, la famiglia, i figli. Tutto serve a enunciare e a dimostrare un semplice teorema: l'impossibilità di essere felici. Un viaggio da cui si ritorna con la voglia di vivere e di dare valore agli affetti che ci circondano e di cui, spesso, rischiamo di non accorgerci più... »

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5.0Straziante, 08-07-2011
di F. Ferraro - leggi tutte le sue recensioni

«Il sole dei morenti è un libro doloroso oltre ogni più fervida immaginazione.
Il libro della disperazione, della non redenzione, del non sole e della solitudine più nera.
Il libro degli ultimi scritto in maniera così superba da farvi arricciare i peli ad ogni frase.
C'è dolore ma è il dolore più bello che abbia mai letto.
Attenti però. Questo libro fa male al cuore.
»

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4.0Il sole dei morenti, 18-11-2010
di F. Lopoldi - leggi tutte le sue recensioni

«Un bellissimo libro che parla dei clochard, della difficoltà di vivere, dell'amore che ti può devastare, del rimpianto e del rimorso, di solidarietà così come di cattiveria verso gli altri, dell'amicizia che può nascere tra le persone più improbabili.
E poi Marsiglia: la meta del personaggio principale del libro e che a sua volta diventa protagonista con la sua umanità, i suoi vicoli e il suo sole così come negli altri libri di Izzo.
Un libro molto bello e intenso e scritto in modo coinvolgente con frasi brevi, a volte brevissime che danno ritmo al racconto.
»

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4.0Il sole dei morenti, 12-11-2010
di M. Guadagni - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro dolce e e doloroso al tempo stesso, ambientato nel mondo dei clochard, è soprattutto la storia di un uomo, Rico, che per l'abbandono della moglie e per una serie di vicissitudini, si ritroverà a vivere in strada, ai margini di una società indifferente e "lontana"...
Izzo utilizza un linguaggio amaro, crudo e reale, alternato a passaggi lievi e poetici; commovente l' amicizia tra il protagonista e Titì (il barbone colto), bellissimo l'incontro tra Rico e Mirijana, giovane prostituta con "la morte negli occhi"....solo in alcuni punti e in particolare nel finale ho trovato la storia un po' "caricata" e inverosimile.
»

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4.0Il sole dei morenti, 06-10-2010
di R. Lafonte - leggi tutte le sue recensioni

«È il consapevole e doloroso andare alla morte di un uomo vinto dalla vita, on the road again.
"La vita. L'amore, che senza alcuna ragione, sragiona. La felicità che improvvisamente si trasforma in dramma" (p. 76). E il cammino umano diviene un susseguirsi di "attimi di niente" (p. 94); fino alla conclusione che "non siamo nient'altro che un involucro vuoto" (p. 160). Tanta disperazione, narrata con tanta sentita solidarietà.
Il linguaggio duro, quando c'è, non è gratuito, ma consono alle situazioni esistenziali descritt
»

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4.0Il sole dei morenti, 04-10-2010
di G. Esposito - leggi tutte le sue recensioni

«Sei sposato. Hai una moglie che ami, un figlio che adori, un lavoro che ti permette una vita dignitosa, una bella casa. Poi, tua moglie se va, portandoti via il figlio, i mobili, tutto, e va a stare con un altro. Inizi bere, fai debiti, perdi il lavoro, perdi la casa. Perdi tutto.
Izzo descrive, in maniera splendida e terribile, la "discesa all'inferno" di Rico, un uomo che cerca l'amore e non trovandolo, viene relegato ai margini della società. Un mirabile esempio di come, in poco tempo, si possa passare "dalle stelle alle stalle", e venire a contatto con "i dannati della terra", disperati come lui e finiti sulla strada per i motivi più diversi. Un percorso "on the road" da Parigi a Marsiglia, con l'illusione di trovare l'amore della propria gioventù...
»

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4.0Tragico e romantico, 17-09-2010
di A. Borriello - leggi tutte le sue recensioni

«Quello che più colpisce di questo romanzo è il disperato senso di alienazione, come se gli emarginati vivano in un altro mondo, in un altro universo. E non solo per il dover tirare a campare ogni giorno e non avere nulla a cui attaccarsi ma anche per le distanze che li dividono dal resto della società: Rico e Abdoul non vogliono la carità, non vogliono essere trattati come stracci, non vogliono sempre subire, non vogliono nè aiuti ruffiani nè affetti compassionevoli.
E' questo che lascia spiazzati, non c'è una via d'uscita, non si riesce a capire con quale atteggiamento ci si debba porre nei loro confronti, ogni comportamento sembra sbagliato, ipocrita, inutile.
»

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5.0stillicidio dell´anima , 12-08-2010
di P. Tabellario - leggi tutte le sue recensioni

«... la profonda voce di Leonard Cohen credo si sposi bene con questo libro, io ci vedo bene Chelsea Hotel #2 (anche se la scelta di una ballata di Cohen non è proprio facile), il testo ovviamente non ha niente a che fare con la tematica del libro,o forse un pochino si, Cohen dedicò questa canzone a Janis Joplin, in sua memoria, mi da l'idea della mancanza, delle occasioni perse e del rimpianto,e del ricordo che stampa un sorriso dolce sulle labbra, mi fa pensare a Rico, ai suoi sogni disillusi, alle sue speranze tradite alla sua rabbia, a come in un attimo tutto cambia, sprofonda e chi ti sta intorno ti esclude, ti evita e non ti comprende, arrogandosi il diritto di giudicarti o di commiserarti, il loro pensiero si ferma ad una dimensione di vita quotidiana, fatta di routine, di comodità, di sogni dove un futuro è ancora possibile, e non si rendono conto che tu quella dimensione l'hai abbandonata da tempo e non credi più, non te ne frega più niente di nulla e i loro problemi quotidiani ti sembrano della vacuità, però il libro non è solo questo in Rico c'è speranza, e rabbia che nasce dalla stessa speranza, ci sono sogni, amari ma sempre sogni, ci sono ricordi, e ci sono sentimenti più profondi di quelli che tutti sbandierano tutti i giorni ai quattro venti, ma dei quali in realtà non conoscono il vero significato.

I remember you well in the Chelsea Hotel,
you were talking so brave and so sweet,
giving me head on the unmade bed,
while the limousines wait in the street........
»

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